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Siracusa, dipendente ex Provincia, Alberto Scuderi, arriva a Bruxelles: “protesta pacifica all’Ambasciata Italiana”


scuderi_lettere_-_siracusatimesNews Siracusa: la protesta di Alberto Scuderi giunge a Bruxelles (leggi qui), il dipendente del Libero Consorzio di Siracusa ha protocollato in ambasciata una lettera aperta per spiegare i motivi dello sciopero della fame prima e del viaggio in autostop fin sotto le istituzioni europee adesso. Si tratta della stessa lettera che avrebbe voluto consegnare al Presidente della Repubblica, Mattarella, ed al presidente della Regione, Crocetta. Regione che ha un ufficio di rappresentanza proprio a Bruxelles ed a cui, in copia, Scuderi ha inviato la lettere. Ve la proponiamo qui di seguito:

“La presente per comunicarVi che, in data 29/08/2016, lo scrivente Scuderi Alberto nato a Siracusa il 16/06/1970, (cittadino italiano, residente a Siracusa), si è recato presso i Vostri Uffici di Bruxelles per protocollare una Lettera aperta, (che ad ogni buon fine si allega in copia, con preghiera di trasmissione a chi di competenza), visto che non ho potuto consegnarla di persona al Presidente della Repubblica Italiana Mattarella ed al Presidente della Regione Sicilia Crocetta.

Il mio passaggio di ieri, prima, presso l’Ambasciata italiana e, dopo, presso gli Uffici della Regione siciliana in Bruxelles, l’ho ritenuto un atto dovuto, (il primo dal mio arrivo in Belgio), considerata la gravità della situazione descritta nella Lettera aperta.

Nei giorni scorsi, sia a Siracusa che a Roma ho protestato pacificamente, in sciopero della fame; adesso ho raggiunto Bruxelles per tentare d’incontrare qualche eurodeputato, meglio se italiano.

Si anticipa che, l’eventuale protesta pacifica che potrei inscenare nei prossimi giorni a Bruxelles, (qualora restassi ignorato dalle Istituzioni Italiane e/o dalla politica italiana), sarebbe comunque circoscritta al solo suolo italiano, quindi, presso i Vostri Uffici.

Sebbene in Italia, quando si hanno problemi economici, si è soliti affermare, in modo riduttivo, che la colpa è della Merkel, io non penso di proseguire il mio viaggio fino a Berlino alla ricerca dei miei stipendi arretrati.

Alcuni colleghi mi hanno inviato, dal profondo sud Europa, una lunga lista di titoli di articoli di quotidiani pubblicati in questi ultimi sei mesi, cui far tesoro al fine di ampliare le conoscenze sul “caso Siracusa”, che si trascina, oramai da troppo tempo, senza risposte e senza intervento.

In ballo ci sono persone e non numeri.  Essendo partito da diversi giorni, non ho la misura reale delle proteste Altrui.  Personalmente ho sconsigliato di raggiungermi in massa a Bruxelles. Sarà mia cura aggiornarVi tempestivamente di eventuali variazioni alla presente”.

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