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Siracusa. Daspo Urbano, finalmente arriva l’approvazione in Consiglio tra non poche difficoltà


News Siracusa: disco verde al nuovo regolamento di Polizia urbana. Il consiglio comunale lo ha approvato ieri sera con un voto espresso a maggioranza e senza appello nominale; con appello nominale, invece, è stata votata l’immediata esecutività del provvedimento, che ha raccolto 14 sì, 2 no e 2 astensioni.

Il regolamento è stato approvato con poche modifiche rispetto alla proposta dell’Amministrazione, quasi tutte suggerite dalla commissione competente. Il Consiglio ha cassato l’articolo 7, che colpiva chi imbratta edifici pubblici e privati o danneggia elementi di arredo urbano e la segnaletica stradale. La bocciatura (14 sì, 13 astensioni e 2 no) è avvenuta al termine di un dibattito sulla compatibilità tra l’articolo e la normativa nazionale, nato da un emendamento di Tony Bonafede favorevole a un inasprimento della sanzione. I contenuti dell’articolo 7 sono stati ripresi in un emendamento, illustrato da Antonino Trimarchi, che ha introdotto l’articolo 15 bis.

Nello specifico, il regolamento interviene per prevenire e contrastare le situazioni urbane di degrado o di isolamento che favoriscono l’insorgere di fenomeni criminosi, l’accattonaggio molesto o con impiego di minori e disabili, l’occupazione abusiva di immobili; le situazioni in cui si verificano comportamenti quali il danneggiamento del patrimonio pubblico e privato; le situazioni che costituiscono intralcio alla pubblica viabilità, l’abusivismo commerciale e l’illecita occupazione di suolo pubblico.

Particolare attenzione è stata posta al fenomeno dei parcheggiatori abusivi che possono essere raggiunti dal cosiddetto Daspo urbano: due giorni di allontanamento da luogo in cui operano, misura che diventa di 6 mesi in caso di recidiva secondo le recenti norme sulla sicurezza urbana.

Prima del voto finale, critiche sono state mosse da Alessandro Acquaviva per il contrasto tra questo regolamento e quello sul decoro urbano che sarebbe “di fatto cancellato”. Poi, pur apprezzando la misura del Daspo, ha lamentato un sistema di sanzioni meno pesante rispetto alla normativa nazionale.

Per Gaetano Firenze adesso bisogna compiere uno sforzo per informare la cittadinanza sulle nuove misure introdotte; poi ha chiesto all’Amministrazione di lavorare per rendere omogenei i regolamenti affini e che potrebbero avere elementi di conflitto.

Il plauso all’Amministrazione e al Consiglio è arrivato da Giuseppe Impallomeni. In queste ultime sessioni ha detto, sono stati raggiunti risultati importanti grazie ai provvedimenti approvati. Adesso è giunto il momento per un deciso cambio di rotta.

Secondo Bonafede, il regolamento è solo uno spot elettorale perché non ci sono i vigili urbani sufficienti per applicarlo e com’è dimostrato dal fatto che Cassibile e Belvedere sono stati esclusi dal Daspo. Il consigliere ha detto di essersi impegnato per migliorare il provvedimento ma senza riuscirci, come quando ha provato di evitare le sanzioni per chi chiede l’elemosina.

Questo il dettaglio degli articoli approvati ieri. Gli articoli 8 e 9 vietano, nell’esercizio di qualsiasi attività, anche lavorativa, la produzione di fumi ed altre esalazioni moleste, mentre la cottura di alimenti all’aperto dovrà avvenire adottando le necessarie cautele affinché i fumi o altre esalazioni non si  propaghino verso luoghi pubblici. È vietato collocare oggetti sugli immobili sospesi quali vasi o fioriere privi di adeguati fissaggi atti ad evitare la caduta ed a  garantire la sicurezza delle persone; è vietato produrre lo stillicidio di acqua o altri liquidi, provocare l’emissione di polveri anche scuotendo tappeti e tovaglie, sporcare le strade e le aree di uso pubblico. Prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 100 a 250 euro.

In materia di “convivenza civile e pubblico decoro”, all’articolo 11 è vietato abbandonare oggetti sul suolo pubblico o nelle altrui proprietà, esemplificando i casi della dispersione di carta, bottiglie, lattine, involucri, mozziconi di sigarette e qualsiasi altra cosa seppure di piccolo volume. La violazione sanzionata con una multa da 100 a 250 euro.

Il 12 individua le attività proibite su suolo pubblico, area pubblica o adibita all’uso pubblico: sono vietate la pulizia, il lavaggio, la manutenzione o la riparazione di veicoli ed utensili. Al di fuori degli spazi autorizzati, sono vietate le occupazioni aventi carattere di permanenza di strade od aree pubbliche o di uso pubblico provocate dal rimessaggio di camper, roulotte, barche e carrelli nautici, o altri veicoli;  è inoltre vietata qualsiasi attività assimilabile al campeggio, vale a dire l’occupazione di spazi ed aree pubbliche effettuata tramite parcheggio e stazionamento prolungato di veicoli adibiti a dimora occasionale, o il posizionamento in loro prossimità di sedie e tavoli. Previste sanzioni da 100 a 500 euro e la loro rimozione a spese dei contravventori.

L’articolo 13 vieta, sempre sulle stesse aree e salvo specifica autorizzazione, giochi ed attività che possono arrecare intralcio o disturbo alla collettività. Sono inoltre vietati tutti i giochi e le scommesse assimilabili a quelli di azzardo come pure giochi e scommesse che richiedono particolari abilità nei partecipanti, ed offrono in posta  o scommessa del denaro. Previste sanzioni da 100 a 250 euro e la possibilità del sequestro a fini di confisca degli oggetti utilizzati e di quelli costituenti premio o posta del gioco.

L’articolo 14 regolamenta la conduzione degli animali in area pubblica: dovrà avvenire utilizzando idonei strumenti per il loro controllo, quindi il proprietario dovrà essere munito di guinzagli, ma anche di dispositivi quali le museruole atti ad assicurare in modo certo l’inoffensività dell’animale. I proprietari, inoltre, dovranno garantire la la pulizia degli spazi percorsi provvedendo alla raccolta ed allo smaltimento delle deiezioni. Un emendamento di Acquaviva ha esteso il divieto anche nelle “aree demaniali di uso pubblico” mentre una proposta di Impallomeni ha consentito di portare la sanzione minima da 100 a 200 euro e la massima da 250 a 500 euro.

L’articolo 15 riguarda le aree a verde, dove è vietata qualsiasi attività che possa arrecare danno alle piante. Fuori dai casi e dai luoghi autorizzati, sarà vietato allestire tavoli, panche o altre attrezzature per consumare alimenti, organizzare feste ed eventi, accendere fuochi o bracieri, accamparsi od utilizzare le panchine in maniera non adeguata per sdraiarsi o coricarsi. Chiunque viola tali disposizioni sarà soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 100 a  200 euro. Un emendamento della maggioranza, primo firmatario Alberto Palestro, ha introdotto il divieto nelle aree verdi di “giochi ed attività che possono arrecare intralcio o disturbo alla collettività con esclusione dei giochi previsti nei rispettivi parchi”.

Infine, l’articolo 15 bis colpisce chi danneggia o sporca “o comunque deteriora edifici pubblici o privati o elementi di arredo urbano”. La sanziona va da 200 a 500 euro ed è prevista la confisca degli oggetti utilizzati.

Nell’articolo 16 sono previste la modalità di applicazione del misure; il 17 abroga il precedente regolamento di Polizia urbana ed eventuali norme comunali in contrasto con il provvedimento.

Per il consigliere Acquaviva:” il regolamento approvato ieri dal consiglio comunale, presenta luci ed ombre. Una novità positiva , introdotta grazie ad un mio emendamento, è la sanzione di 100 euro per chi non tiene al guinzaglio il proprio cane nelle aree pubbliche, ivi comprese le spiagge e la scogliera. Ma gran parte delle proposte migliorative ,avanzate dal sottoscritto e da altri consiglieri, sono rimaste inascoltate  e l’impianto conserva un carattere populista che non migliora le politiche a tutela del decoro urbano. Anzi, l’ art. 17 cancella , come un colpo di spugna,  il regolamento sul decoro urbano approvato nel 2015 al termine di un percorso partecipativo che ha visto il coinvolgimento di associazioni , istituti scolastici e ordini professionali. Il nuovo regolamento cancella, altresì,  l’ordinanza del sindaco avente per oggetto la prevenzione incendi che stabiliva misure più stringenti per i proprietari dei terreni. Il daspo nei confronti dei parcheggiatori abusivi, Introdotto all’art. 4,  si è rivelato inefficace nelle città che lo hanno già sperimentato. Pertanto, in alternativa al daspo, auspico l’applicazione del Testo unico della pubblica sicurezza, come suggerito nei giorni scorsi dalla Prefettura, che prevede la denuncia penale e una pena fino a due anni per chi esercita abusivamente l’attività di parcheggiatore. Ma è soprattutto la scelta scandalosa  dell’amministrazione , avallata dal consiglio, di punire con una sanzione di 100 euro gli ultimi, i lavavetri e chi chiede l’elemosina, ad avermi indotto ad astenermi dal voto finale sul provvedimento”. 

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