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Siracusa. Dalle ore 19 in riva della Posta per augurare buon compleanno a “mamma” Eligia Ardita nel giorno del suo 38° compleanno


Eligia Ardita Siracusa TimesNews Siracusa: avrebbe soffiato 38 candeline sorridendo alle foto scattate da familiari e amici. Avrebbe soffiato 38 candeline stringendo tra le braccia la piccola Giulia, quella bambina che tanto desiderava. Avrebbe soffiato 38 candeline pensando ai sogni di una donna normale: la famiglia, lo studio, il lavoro.
Quelle 38 candeline, però, mamma Eligia non le soffia più da due anni. Le sue braccia, purtroppo, non sono mai riuscite a stringere quell’amata figlia che portava in grembo da 8 mesi. Il suo sorriso, infatti, si è spento per sempre il 19 gennaio del 2015. Quel viso, incorniciato da lunghi capelli scuri, con degli occhi grandi ed un sorriso che tutti abbiamo imparato a conoscere ha smesso di splendere per sempre.
Eligia è morta. Insieme a lei, quella notte, è morta anche la piccola Giulia che ormai era quasi pronta a vedere per la prima volta la luce del sole. La storia di Eligia è una storia comune. La storia di mille altre donne che sono morte nel nome dell’amore. Di quell’amore malato che riesce a togliere la vita piuttosto che migliorarla. In carcere, infatti, c’è il marito di Eligia, Christian Leonardi. Quel marito che ha prima sporto denuncia per malasanità per poi, invece, confessare di aver commesso il delitto. Lo stesso marito che a distanza di meno di un anno ha poi ritrattato la confessione ritornando a sostenere la tesi iniziale.
Eligia, mamma Eligia Ardita non spegnerà le sue 38 candeline. Mamma Eligia non terrà tra le braccia la piccola Giulia che magari in un momento di euforia avrebbe affondando la sua piccola manina per afferrare la decorazione della torta procurando un pasticcio ma riuscendo a suscitare le più dolci risate di una madre. La storia di Eligia Ardita, purtroppo, è una di quelle trame di un film senza il lieto fine. Perché di Eligia non resteranno mai le foto degli ultimi due compleanni ma soltanto il suo volto sorridente su una lapide.
Mentre papà Agatino, mamma Grazia, la sorella Luisa, il fratello Francesco e tutta la famiglia Ardita su quella lapide posa il proprio dolore continuando a lottare con le unghie e con i denti il giorno del compleanno di Eligia non verrà dimenticato.
Oggi la famiglia Adita ha deciso di continuare ad abbracciare Eligia, insieme a tutte le persone che hanno seguito passo dopo passo una triste pagina di cronaca nera aretusea, nell’area di Riva della posta in Ortigia a partire dalle ore 19.
Un momento, quello di oggi, per festeggiare insieme Eligia con un abbraccio collettivo per non dimenticare quanto accaduto continuando a schierarsi contro ogni forma di violenza e per il diritto alla vita con la speranza che la tragica morte di Eligia non venga dimenticata.

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