ULTIM'ORA

Siracusa, crollo di calcinacci al Quintiliano: i Giovani Democratici chiedono la risoluzione dei problemi edilizi


Siracusa.  Il segretario dei Giovani Democratici di Siracusa, Tiziano Spada, unitamente al suo gruppo è intervenuto in merito al crollo dei calcinacci al Liceo Quintiliano.

«Al Prefetto del Comune di Siracusa, all’Assessore agli enti pubblici, Bernadette Felice Grasso e all’Assessore alla formazione, Roberto Lagalla, della Regione Sicilia. A conoscenza della comunità cittadina».

«Parlare di agibilità, scuole a norma e sicurezza non è uno slogan sporadico – ha dichiarato Tiziano Spada – è la quotidianità in cui gli studenti dovrebbero usufruire del loro diritto allo studio. Il diritto allo studio declina le sue fattispecie nella puntuale manutenzione dei cervelli e dei luoghi in cui questi hanno il dovere e il diritto di crescere e maturare. Il diritto all’istruzione è un diritto soggettivo inalienabile, un diritto umano primario; un principio imperativo collegato ai diritti di libertà. Mentre la comunità internazionale parla di istruzione permanente ed innovazioni nell’apprendimento, gli studenti della provincia di Siracusa chiedono ancora che si ottemperi alla necessità di regolare le strutture al cui interno si fa istruzione». 
«Qualcuno è certamente responsabile – ha affermato Spada – non i ragazzi che sono vittime, o i loro genitori o tutori. Il diritto, nelle sue forme, allo stesso modo in cui disciplina il diritto allo studio, statuisce organi all’uopo istituti ai quali attribuisce il potere ed il dovere di occuparsi delle strutture destinate alla scolastica». 
«Noi Giovani Democratici della provincia di Siracusa ci uniamo alle proteste degli studenti dell’Istituto Quintiliano – ha continuato Tiziano Spada – siamo vicini alle vittime del grave incidente accaduto e, soprattutto, chiediamo la risoluzione dei problemi edilizi che gravano in quei luoghi in cui la scolastica vive. 
Chiediamo una risoluzione permanente, che duri nel tempo. Chiediamo non di tappare il buco con una pezza, ma di attivare un piano scuola che si occupi di verificare l’agibilità degli edifici destinati all’uso scolastico e, se del caso, la rimozione, cioè la norma edilizia, degli impedimenti fisici che ledono l’istruzione e la salute dei nostri concittadini». 
«Ci interroghiamo su un quesito – ha concluso Tiziano Spada – Educare si può con il modello dell’inefficienza? Abbiamo risposto che Educare si deve al meglio, con la sicurezza del corpo docente e dei discenti chiamati ad imparare. Gli artt. 33 e 34 della Costituzione Italiana anticipano la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo che nel suo articolo 26 argomenta a pieno il diritto oggi da noi attenzionato. Le norme citate sono semplici, sono chiare, e devono essere tradotte e collocate nella realtà storico sociale in cui si vive. Nel rango più alto del giusto e sbagliato, di ciò che è legge o non legge, principio o norma, gli studenti della nostra provincia meritano la tutela che manca nei fatti ed esiste nella parola della legge. La tutela che qui chiediamo equivale alla messa in opera del dovere della politica, dell’amministrazione, di chi ricopre un ruolo e al meglio deve svolgerlo».
«Chiediamo risposte celeri, efficaci e realizzabili – ha terminato Spada – La cura forse è semplice: si controlla con i tecnici e si aggiusta al meglio con altri tecnici. Manca il capitale? Si taglia dove si può, qui non è possibile non spendere o spendere meno».
© Riproduzione riservata
Share


Articoli correlati: