ULTIM'ORA

Scuola, i docenti siracusani indisponibili a ricevere il “Bonus” per il merito: “una farsa del MIUR”


scuolaNews Siracusa: cresce l’onda di protesta dei docenti contro il “bonus” per il merito. Si fa riferimento alla legge 107/2015, ai commi 126, 127, 128 dell’unico articolo – la cosiddetta e sedicente Buona Scuola -, il Governo Renzi ha introdotto nelle comunità scolastiche “la valorizzazione del merito delle/dei docenti per l’accesso al fondo”. Per le 8.500 scuole italiane sono stati stanziati complessivamente 200 mln (per la prima parte dell’anno, gennaio-agosto, gli otto dodicesimi: 133,3 mln).

A prescindere dall’ordine di scuola e dal profilo professionale, ma sulla base del numero di insegnanti, alunni e classi di ogni istituto, di fatto il merito di ogni docente è stato valutato dal MIUR ad un valore medio intorno ai 200 euro lordi, quindi circa 140 netti, annui, poco più di 10 al mese.

Da qui la necessità di escamotage per ridurre la platea dei “meritevoli” e rendere così la fetta di torta più, un po’ più, sostanziosa. La soglia massima del 10% di docenti da premiare indicata nella 107 è stata cassata all’ultimo momento per la decisa opposizione manifestata da più parti e ora alcune scuole, la maggioranza, fissano limiti, illegittimi, al 30/40% del corpo docente.

Con un contratto fermo ormai da 7 anni e il riconoscimento di 8 euro lordi mensili di aumento contrattuale, quale risposta alle minacciate sanzioni dell’Unione Europea, il governo Renzi   mortifica ulteriormente  le comunità scolastiche proponendo un’idea di scuola aziendalistica e fortemente gerarchica, in cui il lavoro nero, lo straordinario non riconosciuto come tale, viene di fatto istituzionalizzato.

Al Dirigente Scolastico, prima considerato un primus inter pares e garante della collaborazione e armonia di tutti i lavoratori della scuola, con sempre maggiore pressione, si impone un modello prefettizio cui adeguarsi, che ha il sapore di tempi ormai passati. La farsa di un comitato di valutazione che, nelle intenzioni del “legislatore”, elaborerebbe criteri oggettivi e tali da realmente “valorizzare il merito”, non sana la discrezionalità del capo d’Istituto al quale questa legge già conferisce un potere che non ha nulla a che vedere con i principi di democrazia del nostro ordinamento e di salvaguardia delle professionalità dei lavoratori.

I criteri così pensati, di cui il MIUR non ha neanche voluto addossarsi la responsabilità per timore di inevitabili contenziosi data la manifesta incostituzionalità degli stessi, a partire dalla evidente lesione del principio della libertà di insegnamento, scaricando invece ogni onere su Dirigenti e Docenti, non faranno che ingenerare sterili conflitti interni in una competizione che nulla a che fare con la vera buona scuola.

Per questi motivi, come già accade con trend crescente in altre città italiane, alcuni docenti del territorio siracusano, pur nel rispetto di altre diverse scelte, hanno deciso di dichiarare formalmente la propria indisponibilità a ricevere il “bonus” “in quanto lesivo della dignità professionale” o anche di devolverlo, quale donazione, a un fondo in beneficio delle scuole di appartenenza, esempio di dissenso attivo e propositivo, di buone pratiche, per dimostrare nei fatti, con progetti e altre iniziative, quale sia l’unica proposta educativa nella quale si riconoscono: quella che pone al di sopra di tutto solo i giovani e la dignità di chi con e per loro opera quotidianamente.

© Riproduzione riservata


Articoli correlati: