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Siracusa. Liceo “Quintiliano”, continua la protesta per una scuola sicura: domani corteo studenti in Prefettura


Siracusa. Mettere in sicurezza l’intero istituto Quintiliano e non far perdere altri giorni di scuola agli studenti, questi gli obiettivi da preposti dai rappresentanti dei genitori, dal dirigente scolastico, dai tecnici e dai rappresentanti degli studenti. Questo il programma tracciato dopo la lunga riunione svoltasi ieri mattina nella sede del Libero Consorzio, dove è stata analizzata la difficile situazione in cui versa attualmente la scuola dopo il crollo di calcinacci all’interno di un’aula.
Durante l’incontro, prima che si arrivasse alla decisione di installare delle reti di protezione, sono state fatte alcune proposte, tra cui quella avanzata dai rappresentanti degli studenti di utilizzare il vecchio istituto Einaudi non appena la scuola si fosse trasferita nella nuova struttura. Ma è stata presa in considerazione anche l’ipotesi di utilizzare altre strutture sempre nei pressi del Quintiliano, così da permettere l’inizio tempestivo delle lezioni.
Ma in tutto ciò la protesta degli studenti non si fermerà. Infatti in vista dei recenti crolli avvenuti all’interno del liceo polivalente Quintiliano e delle difficoltà economiche in cui versano le scuole della provincia di Siracusa, soprattutto per quanto riguarda l’edilizia scolastica, la Rete degli Studenti Medi organizzerà domani  una manifestazione a favore dell’incremento di fondi da stanziare per la provincia.
Il corteo si radunerà  presso il campo Pippo Di Natale alle ore 9 e proseguirà fino a Piazza Archimede, dove poi si effettuerà un Sit-In di protesta sotto la sede della Prefettura.
“Le nostre scuole intese non solo como luogo fisico ma come luogo di aggregazione e socialità sono a rischio sismico, insicure e dislocate.  Siamo stanchi di ripeterlo, siamo stanchi di guardare in alto per paura che qualcosa cada giù, siamo stanchi di ricordarvi che di scuola non si può morire- a commentare è l’Unione degli studenti Siracusa.  Torneremo in piazza domani per ricordare a chi di dovere che le nostre scuole sono #sicuredamorire e non abbiamo intenzione di fermarci. Di scuola non si può morire e questo è un concetto che non permetteremo passi in secondo piano”.
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