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Siracusa: Consiglio incardina il bilancio di previsione. Via agli emendamenti, in aula martedì 18


consiglioNews Siracusa: il Consiglio comunale, al termine di una seduta durata oltre 5 ore, incardina il bilancio di previsione; fissa per venerdì 7 novembre alle 12 il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti, e per martedì 18 la data di convocazione dell’aula per la trattazione del bilancio. In quella sede non potranno essere presentati ulteriori emendamenti.

E’ toccato all’assessore al Bilancio, Gianluca Scrofani, illustrarne le linee guida:

“Il quadro normativo in continua evoluzione e i ritardi nell’assegnazione delle risorse  hanno reso sempre più difficile la fase di programmazione: da una parte si devono fare i conti con la spending review, dall’altra ci sono le difficoltà derivanti dall’applicazione dei nuovi tributi. Tutto ciò si ripercuote sulla predisposizione dei bilanci di previsione annuale e pluriennale, che rischiano per questo di perdere di significatività. A questo va aggiunto, in fase di programmazione e di gestione, il limite del patto di stabilità. Da qui il ritardo nell’adozione dello schema di bilancio: nonostante questo Siracusa, con la bozza di bilancio in discussione, è tra gli Enti che è più avanti nel processo di approvazione”.

Scrofani ha poi affrontato la questione dei trasferimenti: La Regione non ha ancora assegnato le risorse definitive, ha erogato acconti che accrescono l’incertezza di previsione e dei tempi di riscossione. Quasi 32 milioni era il valore dei trasferimenti nel bilancio 2011, diventati 9 nel 2014 e circa 5 nel 2016. I fondi regionali da circa 24 milioni del 2011 passano a 18 milioni circa nel 2014, ed a 15 milioni nel 2016. In tale quadro sono da leggere le norme che impongono ai Comuni azioni più incisive in termini di tributi propri e azioni di contenimento nei costi dei servizi. La fase di recessione influisce negativamente anche sulla capacità contributiva dei cittadini e rende di difficile l’applicazione della volontà del legislatore di spostare sempre più le risorse finanziarie dei Comuni sui prelievi della fiscalità locale. Noi abbiamo avviato una capillare politica di contenimento dei costi”.

Poi i numeri: “Il bilancio prevede sul versante delle entrate un totale di entrate correnti di circa 134 milioni compresi i trasferimenti di Stato e Regione; per quanto riguarda le entrate in conto capitale si prevedono entrate da trasferimenti ed alienazioni di circa 21 milioni ed entrate da prestiti, compresi l’anticipazione, di ulteriori 22 milioni circa. Sul fronte della spesa si può segnalare una spesa corrente di circa 130 milioni, 32 milioni di spese in conto capitale, rimborsi di prestiti per circa 15 milioni.In termini di poste cautelative il corrente esercizio prevede una riduzione del fondo svalutazione crediti da 8 ,5 milioni a  5,5  milioni. Tale stanziamento viene  ritenuto adeguato tenendo conto che nell’avanzo di amministrazione è confluito il  fondo svalutazione crediti per l’importo di oltre 15 milioni. Per altre due poste  cautelative, il fondo passività pregresse potenziali generiche e connesse alla  questione “cassoni del porto grande” abbiamo ridotto stanziamento è stato ridotto a 1,7 milioni  per ciascuno degli anni del triennio. Tale voce è da valutare in uno alla  voce dei debiti fuori bilancio, anch’essa ridotta a 1,36 milioni per ciascuno degli anni del triennio. Per i servizi tributari sono previste azioni mirate per il recupero di base anche in materia di cespiti cosidetti minori quali la COSAP, le affissioni e la pubblicità”.

Infine Scrofani ha parlato dei quattro pilastri fondamentali su cui si basa la politica di bilancio: “La razionalizzazione della spesa, con il contenimento delle spese del personale, di quelle per utenze telefoniche ed elettriche; il contenimento delle spese per locazioni passive con riduzioni del 15 %; il contenimento delle spese per prestazioni di servizio con riduzione del 5%. Ed ancora: il consolidamento, miglioramento e ampliamento dei servizi erogati, come il trasporto pubblico, il servizio di refezione scolastica, i buoni libro per famiglie in difficoltà, le spese di servizi sociali destinati principalmente ad anziani e minori. C’è poi la trasparenza ed economicità nelle procedure di spesa, con l’indizione di gare pluriennali per il servizio di asilo nido, manutenzione tecniche di immobili e strade, servizi tecnici , servizi di supporto dell’amministrazione, igiene urbana. Il tutto con la previsione di scontare costi più contenuti e quindi un beneficio anche diretto non solo per il bilancio del Comune ma anche per la collettività. Ed infine il consolidamento dei conti pubblici: alle azioni in termini di crediti inesigibili per la prima volta si associa anche una politica di contenimento delle spese che, cumulata alla prima, potrà raggiungere obiettivi seri di consolidamento economico e finaziario del Comune. L’accertamento dei residui attivi avviata nel 2013 e proseguita nel 2014 ci ha permesso di accantonare residui per oltre 20 milioni che nel passato avevano fittiziamente finanziato spese correnti ed investimenti con la conseguenza negativa del ricorso alle anticipazioni di tesoreria che hanno compensato l’inesigibilità dei crediti mai accertati. Abbiamo attivato il fondo di svalutazione crediti movimentandolo ben oltre i limiti previsti dalla legge. Il Comune rispetto al milione previsto per legge ne ha accantonati 5,3. C’è infine l’ccantonamento per passività pregresse al fine di garantire la copertura dei debiti fuori bilancio scaturiti per effetto di sentenze esecutive o che dovessero scaturire”.

Dopo l’intervento tecnico del dirigente del settore, Giannì, è cominciato il dibattito d’aula. Il consigliere Sorbello ha puntato “Sul rischio concreto, evidenziato anche dai revisori dei conti, che le entrate programmate si traducano in mancati introiti, stravolgendo il bilancio che quindi diventa non veritiero”. Stesso argomento proposto dal consigliere Vinci che ha sottolineato la “Necessità di verificare l’attendibilità delle entrate, da quelle scaturenti dalle alienazioni a quelle provenienti dai tributi e dalla tassa di soggiorno. Vedere gli introiti, quindi, e valutare le aspettative”. Per il consigliere Castagnino “Si è in presenza di una manovra che supera di 9 milioni circa quella dello scorso anno, che poi era superiore di 7 milioni rispetto alla precedente”. Per il consigliere Foti, invece, “Mancano i presupposti per dare una valutazione di incertezza sulla capacità introitiva dell’Ente. Inoltre occorre sapere leggere le carte, visto che questo bilancio riduce le spese di circa 13 milioni”. Il consigliere Firenze, invece, ha parlato di “Bilancio falso e di impostazione politica poco chiara e fallimentare. E’ inconcepibile, in un momento come questo, accendere un mutuo di 8 milioni per l’acquisto di un immobile: meglio costruirlo”. Per il consigliere Milazzo “Questo bilancio è poco attendibile, privo com’è  dei riferimenti alle “passività prossime”, dai contenziosi al mutuo di oltre 8 milioni”. Il consigliere Castelluccio, infine, ha chiesto una “Maggiore attenzione sui temi delle politiche sociali ed abitative, e su quelle ambientali”.

La replica, per l’Amministrazione, è toccata al Sindaco: “Nonostante le continue modifiche normative nazionali, soprattutto in materia tributaria, siamo il primo Comune capoluogo a presentare il Bilancio” ha detto Garozzo, che poi ha toccato alcuni dei punti sollevati in aula, a cominciare dall’avviata politica di dismissione degli immobili; difendendo il mutuo che andrà “Ad eliminare gli affitti comunali che incidono per 1,5 milioni l’anno”; confermando le previsioni delle entrate per la tassa di soggiorno, parcheggi e sbigliettamento nei siti; ricordando i finanziamenti di oltre 7 milioni del “Poi energia, che andranno ad incidere sulle politiche ambientali”; e comunicando l’avviata attività di ricognizione sul patrimonio di edilizia abitativa e sul fenomeno dell’abusivismo “Che ha portato al recupero di 12 unità abitative subito assegnate agli aventi diritto”.

La prima parte della seduta era stata dedicata alla discussione sulla validità o meno del parere favorevole reso dalla commissione Bilancio. “Un parere non valido- ha esordito il consigliere Castagnino- in quanto viziato da un errore procedimentale nella convocazione della Commissione stessa e che impone, quindi, il rinvio ad altra seduta”. “E poi- ha aggiunto Castagnino- il parere su una delibera con centinaia di pagine- è arrivato in pochi minuti senza alcuna possibilità di conoscere tutti gli atti”. Stessi argomenti usati dai consiglieri Rodante, Sorbello, Princiotta, Vinci e Firenze per chiedere il rinvio della seduta perchè in presenza di un atto non valido.

E’ toccato al presidente della commissione Bilancio, Burti, ripercorrere l’iter che ha portato al parere reso dalla stessa “Nel rispetto- ha detto Burti- di tutti gli adempimenti tecnici e della tempistica imposti dai Regolamenti. Un parere quindi valido, ben a conoscenza di tutto il Consiglio”.

Sulla regolarità dell’iter si sono espressi invece i consiglieri Di Lorenzo e Pappalardo, oltre Castelluccio che nel difendere la trasparenza della procedura seguita ha però definito il bilancio di previsione che si approva a novembre una “Mortificazione dell’attività del Consiglio”.

E’ toccato infine al segretario generale, Costa, dare un parere favorevole alla trattazione del punto “ricorrendone tutti i presupposti di legge”.

Prima della trattazione del Bilancio, il Consiglio con 19 voti contrari aveva respinto la richiesta del consigliere Sorbello di anticipare la trattazione del quarto punto all’ordine del giorno, quello sulla integrazione e modifica del Regolamento per la gestione di asili nido e micro nidi comunali.

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