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Siracusa, Consiglio Comunale: “L’Ente si costituisca parte civile nei processi contro il racket delle estorsioni e l’usura”


consiglioNews Siracusa: costituzione di parte civile del Comune nei processi per estorsione e usura, lotta all’abusivismo commerciale, agevolazioni agli imprenditori onesti e che denunciano il racket. Lungo queste direttrici si sono mosse le proposte avanzate stamattina nel corso del consiglio comunale aperto convocato dopo l’attentato dei giorni scorsi a una panineria di viale Luigi Cadorna il cui titolare, Luigi Terracciano, stamattina ha assistito ai lavori (LEGGI QUI). Nel tirare le conclusioni, il presidente Santino Armaro ha ricordato la solidarietà e gli attestati di vicinanza manifestati dal Consiglio all’imprenditore e ha auspicato che le parole non rimangano lettera morta ma diventino un atto di indirizzo rivolto all’Amministrazione affinché trovino applicazione concreta. D’altra parte, l’assemblea tornerà a parlare di racket già  nella seduta di mercoledì prossimo quando all’ordine del giorno ci sarà la mozione di Salvatore Castagnino per la costituzione di una commissione che tuteli l’attività delle imprese, idea lanciata all’indomani dell’attentato durante una seduta consiliare.

Alla riunione hanno partecipato i deputati Pippo Zappulla e Stefano Zito, il coordinatore provinciale dell’Associazione antiracket e antiusura, Paolo Caligiore, Simona Falsaperla di Confindustria e i presidentI di Cna e Confartigianato, Luigi Miceli e Daniele La Porta.

A farsi promotore dell’adunanza aperta, durante una seduta consiliare tenuta all’indomani dell’attentato, era stato Alessandro Acquaviva che stamattina ha incentrato la sua relazione introduttiva sulle iniziative che il Comune può assumere per un’azione più incisiva in aiuto dei commercianti che non si vogliono piegare alla criminalità. Secondo il consigliere, l’Ente fa ancora molto poco perché tutto si riduce a un abbattimento del 10 per cento sulla Tari per un solo anno; c’è la necessità, ha detto, di rivedere tutti i regolamenti tributari del Comune per estendere le agevolazioni e per prolungarli nel tempo, ciò per evitare che le vittime delle cosche trovino più conveniente pagare che denunciare. Acquaviva, che ha stigmatizzato le assenze, non ha fatto mancare il ringraziamento a Terracciano per l’esempio dato riaprendo l’attività pochi giorni dopo l’attentato e con lui ha ringraziato tutti gli altri imprenditori che resistono al racket.

Salvo Sorbello ha allargato il ventaglio delle iniziative che il Comune può adottare in favore della legalità, a cominciare dalla costituzione di parte civile in tutti i processi in cui si costituiscono anche le vittime. E poi: la lotta all’abusivismo commerciale; la trasparenza negli atti amministrativi; la promozione di un uso responsabile del denaro arginando la diffusione dei centri scommesse e delle slot machine negli esercizi pubblici, causa dell’impoverimento di famiglie e di imprenditori che poi si trovano costretti a ricorre agli usarai. Sorbello ha proposto di destinare a queste iniziative una parte dei soldi risparmiati sui gettoni di presenza dei consiglieri.

Per Dario Tota, bisogna lanciare segnali concreti ed è dovere della politica fare pulizia e  denunciare tutto ciò che ha a che fare con le attività criminali. Poi ha ringraziato le forze dell’ordine per il loro lavoro contro le organizzazioni mafiose.

Pippo Zappulla ha ricordato il contributo dato in passato dalla società siracusana e dalle istituzioni nella lotta agli estorsori e ha auspicato una stretta collaborazione tra Politica e associazioni antiracket e antiusura per migliorare il sostegno alle vittime; è giusto aspettarsi che i commercianti denuncino, ha detto, ma non devono essere lasciati soli. La libertà degli imprenditori di aprire ogni giorno la propria attività è la libertà di tutti. Il Comune può fare molto per diffondere la cultura della legalità con la la buona politica a attraverso la trasparenza negli atti e negli appalti.

Per Simona Princiotta, la Politica deve stare vicino ai deboli con i fatti. In questo senso, rivolgendosi al presidente Armaro, ha richiamato il Consiglio ad occuparsi delle criticità presenti in città e che non vengono affrontate in aula nonostante le richieste risalenti anche molti mesi addietro. Tra queste ha ricordato il problema dell’evasione scolastica, che a Siracusa “è allarmante” e che incide sulla formazione dei cittadini di domani. Princiotta si è detta d’accordo anche con le proposte di costituzione di parte civile del Comune e con l’utilizzo dei risparmi dei gettoni di presenza, anche se,  ha sottolineato, si dovrebbe capire dove siano finiti questi soldi all’interno del bilancio.

Di altro tono l’intervento di Carmen Castelluccio, che ha invitato ad abbandonare la demagogia e la polemica e a riconoscere che sull’attentato di viale Luigi Cadorna la Politica e le istituzioni sono state presenti e non solo facendo arrivare subito la solidarietà alle vittime.

Paolo Caligiore, dopo avere evidenziato l’assenza di alcune organizzazioni di categoria, ha rivendicato il lavoro delle associazioni antiracket grazie alle quali oggi gli imprenditori sono meno soli. Se Terracciano ha deciso di aprire, ha detto, è perché i tempi sono cambiati e perché ci sono strumenti normativi che prima non c’erano. Molto, invece, possono fare le istituzioni, invitate ad abbandonare le polemiche su questo tema. Oltre ai controlli sulla concessione delle licenze, la costituzione di parte civile è un segnale importante, ha sottolineato, aiuta l’affermazione della legalità e offre alle associazioni argomenti per convincere i commercianti a denunciare.

Sulla Costituzione di parte civile del Comune, ampia apertura è arrivata dal sindaco, Giancarlo Garozzo, che poi si è detto disponibile a collaborare con le associazioni antiracket in tutte quelle iniziative che possono migliorare e aumentare gli strumenti normativi in loro possesso. Se più insidioso è il percorso dei controlli sulla concessione della licenze, perché espone il Comune a numerosi contenziosi, più praticabile è la strada della revisione dei regolamenti sui tributi comunali per concedere aiuti a chi denuncia estorsioni e usura.

Stefano Zito, per cui il pizzo è una tassa occulta che ricade su tutti, si è concentrato sul tema del controllo del territorio che risente delle carenze di personale delle forze dell’ordine. Il deputato regionale ha auspicato un’azione congiunta di tutti i comuni della provincia affinché ci sia un maggiore impegno dello Stato in questo senso.

Alberto Palestro ha proposto la concessione di incentivi agli esercenti pubblici che si rifiutano di installare slot machine nei loro locali, poiché quello è un settore in cui la criminalità coltiva forti interessi. Le istituzioni, ha aggiunto, devono dare sostegno alle vittime e si è detto d’accordo con la revisione dei regolamenti tributati e con la costituzione di parte civile nei processi.

L’assessore alle Politiche sociali e alla Legalità, Giovanni Sallicano, ha negato che lo Stato sia assente, ha evidenziato l’importanza dell’associazionismo ma non si è nascosto i fattori di rischio, soprattutto di quelli di tipo economico: povertà, imprenditoria sommersa e illegale, infiltrazione della criminalità nell’economia sana, riduzione delle richieste di danaro per convincere un numero crescente operatori a pagare. Bisogna denunciare, ha affermato, ma la denuncia da sola non basta se non si dà continuità all’azione. L’Amministrazione sta facendo la sua parte nella diffusione dalla cultura della legalità coinvolgendo soprattutto le scuole e gli imprenditori devono affidarsi alle istituzioni attraverso la associazioni e gli altri strumenti messi in campo, a cominciare dalle prefetture. “Tutto questo – ha concluso – passa attraverso il senso della legalità e della comunità che ci devono appartenere”.

Per Salvatore Castagnino, la seduta di oggi è stato il primo passo. Il successivo sarà mercoledì sera quando il Consiglio discuterà la sua proposta di commissione contro il fenomeno del racket. Essa vuole essere a servizio degli imprenditori affinché possano essere aiutati a fare sentire più forte la loro voce all’interno delle istituzioni e possano trovare tutela.

Ultimo intervento è stato di Luigi Miceli, della Cna, che ha condiviso l’idea della commissione e le altre soluzione proposte e ha annunciato la presentazione di un protocollo per un’azione congiunta contro l’abusivismo delle istituzioni e delle organizzazioni di categoria.

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