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Siracusa, concerto neomelodico alla parrocchia di Bosco Minniti organizzato dal boss


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News Siracusa: concerto neomelodico organizzato dal boss. Quella che sembrava essere una festa con la gente del quartiere, è stato invece un chiaro momento per la criminalità locale di guadagnare prestigio e consenso sociale. E’ quello che, secondo gli inquirenti, è successo lo scorso sabato sera al campetto della chiesa di Bosco Minniti. Il boss, Concetto Garofalo, era agli arresti domiciliari oggi è in carcere. Nei due giorni antecedenti l’arresto, ha potuto organizzare l’evento con il figlio Sebastiano, già condannato per estorsione, e pare che durante il concerto sono stati cantati tanti brani inneggianti alla mafia e ai rapinatori nel campetto annesso a una parrocchia di Siracusa, quella di Bosco Minniti. – A riportare i fatti è il Corriere delle Sera – . E a finire sotto la lente della magistratura anche il parroco della chiesa,  don Carlo D’Antoni “un sacerdote molto impegnato sul fronte degli ultimi, vicinissimo ai migranti, anche per questo arrestato tre anni fa con l’accusa di un traffico di falsi permessi di soggiorno, ma poi  – come racconta il Corriere – prosciolto dal gip Michele Consiglio. Adesso è di nuovo sotto esame. Il campetto del concerto è infatti di pertinenza della parrocchia”.

Pare che la questura di Siracusa, era al corrente di tutto. Il primo allarme l’ha lanciato lo scorso venerdì Davide Mattiello, il deputato piemontese del Pd molto impegnato nella Commissione Antimafia: <<Alla viglia delle commemorazioni per Carlo Alberto dalla Chiesa, ho provato a bloccare con una telefonata alla prefettura di Siracusa il concerto organizzato dai due boss in un quartiere a rischio per ingraziarsi la benevolenza popolare>>. Ma, nonostante le rassicurazioni e l’avvio di una indagine della questura di Siracusa che ha monitorato l’evento, il concerto s’è tenuto ugualmente fra gli applausi per i boss e per Daniele De Martino, il giovane rapper palermitano del Borgo Vecchio protagonista di uno scandalo per la canzone dedicata lo scorso inverno a un violento rapinatore soprannominato O’ spara spara”.

E 48 ore dopo il concerto dello scandalo, è diventata operativa una misura decisa dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania. E a due giorni dall’evento sono scattate di nuovo le manette per il boss Concetto Garofalo, il quale era tornato a casa negli ultimi sei mesi, agli arresti domiciliari da dove è evaso tre volte. “Non c’è di mezzo un atto di terrorismo o un quintale di cocaina, ma con queste manifestazioni apparentemente innocue  – dichiara Mattiello nell’artico del Corriere – si riafferma il sodalizio: <<noi ti portiamo i cantanti sotto casa, ti facciamo divertire, e a noi devi portare rispetto…>>. Proprio il meccanismo che gli inquirenti sperano di intercettare con l’indagine in corso”. Ma il caso non è chiuso, anzi. La Questura aretusea ha deciso di vederci chiaro. Al vaglio degli inquirenti, infatti, le immagini della serata, interamente filmata.

 

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