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Siracusa, comitato pro decentramento proposto dalla Consulta Civica: il Coordinamento delle Circoscrizioni rimanda la decisione


Incontro rotondo de simone pantano siracusa times

News Siracusa: è stata rinviata a settembre la decisione, della Consulta Civica e del Coordinamento delle Circoscrizioni siracusane, per la fondazione di un comitato ad acta volto a promuovere un nuovo sistema di decentramento organizzato alternativo a quello attuale, che scomparirà a fine mandato amministrativo, per volere del governo Crocetta.

L’invito del presidente della Consulta Civica, Damiano De Simone, è stato disertato da 7 su 9 consiglieri invitati: attorno al tavolo di concertazione, si sono seduti il presidente della Circoscrizione Santa Lucia Fabio Rotondo e il presidente della Circoscrizione di Belvedere Enzo Pantano.

Rotondo più cauto, nelle vesti di coordinatore dei presidenti circoscrizionali, ha spiegato di: “non voler affrettare la formulazione di proposte alternative, in quanto attenderebbe la convocazione richiesta, ad oggi non ancora fissata, del sindaco, il quale al centro della sua linea programmatica elettorale aveva messo in evidenza proprio l’importanza del decentramento, un punto che non dovrà tradire”. Rotondo sentirà l’opinione dei suoi colleghi nell’appuntamento fissato tra due giorni.

Il presidente di Belvedere ha visto nell’impegno mostrato dalla Consulta civica un’occasione per creare questa squadra. Pantano ha annunciato che difficilmente si piegherà alla decisione di far scomparire un organo elettivo come quello del Consiglio di circoscrizione, dimostrandosi sin d’ora disposto a rinunciare a qualsivoglia remunerazione personale, nell’interesse del territorio che rappresenta.

Il presidente della Consulta Civica Damiano De Simone si è detto deluso per il temporeggiamento e per certi atteggiamenti di diffidenza nei confronti dell’ente che rappresenta, in quanto: “pur essendoci tre anni di tempo per agire, sarebbe opportuno non lasciare spazio ad ipotesi alternative poco “democratiche”, come i paventati delegati rionali designati dalla politica e non dalla gente, che dovrebbero rappresentare ed a cui dovranno, comunque, dare risposte”.

“La Consulta– precisa De Simone- in questa proposta di collaborazione non aveva camuffato finalità propagandistiche, bensì voleva mettere a disposizione della città l’esperienza di un’organizzazione sopra le parti, tecnica e capace di intercettare le istanze della comunità, quelle vere. Un’ideologia che difficilmente viene sposata in questa città – constata il giovane presidente- dove è difficile concentrare energie positive e farle diventare azioni a beneficio di tutti. Il freno a mano è sempre tirato da chi detiene il potere di turno e condiziona le scelte”.

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