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Siracusa, Coltraro: “Un tetto sicuro e salubre spetta a tutti, non bisogna abbandonare al degrado il patrimonio immobiliare popolare”


foto di repertorio

Siracusa. Tutti i governi, che si avvicendano nel tempo, promettono, per puntualmente disattendere, politiche abitative a favore delle fasce sociali disagiate. Prima  di darsi ai canti delle sirene chi amministra dovrebbe provvedere a recuperare il patrimonio immobiliare “sociale” esistente,  che è  in stato avanzato di degrado, dal nord al sud della provincia”. A parlare è Giambattista Coltraro, deputato regionale uscente e candidato alle prossime elezioni Regionali, sotto il simbolo dello “scudo crociato” dell’Ud.

“Da politico, ma prima ancora da cittadino, sicuramente piu’ fortunato rispetto ad altri, non posso tollerare le condizioni di fatiscenza in cui versano alloggi che ospitano centinaia di famiglie. Intensificando il mio rapporto diretto con la gente, con il pretesto della campagna elettorale in cui sono impegnato e dalla quale qualcuno mi vedrebbe volentieri già fuori,  sto entrando a contatto diretto con realtà inimmaginabili – prosegue Coltraro – . Gente costretta ad aprire gli ombrelloni sulle balconate per evitare la pioggia di calcinacci e mattoni che si distaccano dai prospetti dei palazzi; servizi igienici otturati, con le acque reflue che scorrono negli appartamenti; impianti elettrici dell’avanti guerra, topi che fanno concorrenza ai coniglietti da salotto. Mi sono ritrovato immerso in realtà che fanno paura a chi non li vive e che purtroppo sono l’ordinario per chi non conosce altro. Non ci sto. Mi impegno a portare avanti una politica di social housing che guardi davvero ai bisogni delle persone, che avranno sicuramente i 730 a zero ma che hanno dignità da insegnare, per lo spirito di resilienza che dimostrano”.

“La Regione- ha concluso Coltraro- ha l’obbligo istituzionale e morale di avviare una programmazione per la riqualificazione delle periferie dormitorio. Non possiamo stare inermi. La gente ci chiede sostegno e il nostro aiuto è d’obbligo”.

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