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Siracusa. “Ciauru di fimmina”. S’inaugura il 13 agosto la mostra fotografica dell’artista aretusea Maria Pia Ballarino


Ciauru di fimmina Siracusa TimesNews Siracusa: eclettica. Fuori dagli schemi. Creativa. Capace di far trasparire dai volti e dai corpi umani sensazioni forti. Parliamo dell’artista aretusea Maria Pia Ballarino. 

Le opere della Ballarino sono incentrate, particolarmente, sul tema della donna. Una donna in continua trasformazione. Una donna che attraverso uno sguardo narra la propria storia senza filtri. Attraverso l’obiettivo Maria Pia Ballarino immortala corpi che pulsano e gridano alla libertà. Corpi che si ribellano ad un conformismo culturale che vede la figura della donna giudicata in maniera diversa rispetto a quella dell’uomo.

Nasce, proprio dall’esigenza di uscire dagli schemi, il progetto fotografico “Ciauru di fimmina“. Un’ode alla sensualità femminea sicula e alle donne siciliane, una celebrazione espressiva ed eloquente che rappresenta la storia d’amore tra la fotografa aretusea e la Sicilia, sua terra nativa. La mostra fotografica di Maria Pia Ballarino, presso la Galleria Civica d’Arte Contemporanea Montevergini, sarà inaugurata sabato 13 agosto alle ore 19.

Ciauru di fimmina, locuzione che tradotta dal dialetto siciliano significa testualmente “odore di donna”, formata dai sostantivi ciauru e fimmina, accezioni forti, pregni di sicilianità, è un percorso ricercato e sviluppato nel tempo, attraverso le immagini, incentrato sì sulla bellezza estetica, ma più di tutto sulla percezione emozionale, sull’odore e sul profumo. Odore e donna, binomio assoluto e topos artistico di cui l’arte nei secoli non ha mai potuto fare a meno, accostamento imprescindibile, efficace e funzionale che ha potere esoterico, quasi come se dal senso dell’olfatto si riuscisse a comprendere una sottile ma ben delineata differenza, tra chi è semplicemente donna e chi, invece, è soprattutto fimmina. Odore e donna, combinazione linguistico-sensoriale che fuoriesce alla perfezione negli scatti della fotografa aretusea: corporature mediterranee, talune veraci e sanguigne, altre incubatrici di maternità che, attraverso una nudità accennata e mai volgare, sprigionano carnalità e purezza insieme.

Un progetto fotografico che rappresenta un quotidiano autobiografico fatto dagli istanti più intimi dell’artista, dai sapori, dagli odori, con immagini accompagnate da scritti e poesie di scrittori siciliani (e non solo), per dare risalto ad una sicilianità che ha brama di manifestarsi, attraverso ogni forma d’arte, e dare spazio al talento di cui la Sicilia, terra vigorosa di acqua e fuoco, è ricca.

Maria Pia Ballarino, nata a Siracusa, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Catania nella sezione decorazione pittorica. Contemporaneamente inizia a seguire l’ambiente artistico ed inizia una collaborazione con il fotografo Aldo Palazzolo, che considera suo maestro. Dopo anni di insegnamento si trasferisce a Londra e inizia a lavorare come fotografa di moda.

Nel 2001 ritorna a Siracusa, dove attualmente vive e lavora. Numerose sono le sue mostre e partecipazioni, molte delle quali incentrate sul tema della donna. Tra le più importanti She has a dream (Metropole di Taormina), Secret Beds, La Divina Vita e Perversioni Corporee. Ha inoltre collaborato con Antonio Presti Fiumara D’Arte,  attualmente fotografa ufficiale per l’INDA (Istituto Nazionale Dramma Antico).

Il professore Michele Romano scrive di lei e del progetto: “Un tema sempre attuale quello della condizione socio-culturale della donna, una storia di soprusi, violenze e discriminazioni ma anche di conquiste e di successi. L’ideale della bellezza classica ed ellenistica é presente nella narrazione delle sue figure femminili, che grazie alla fotografia, conduce alla lettura ed introspezione dell’essere e della persona. Immagini che superano il limite apparente dell’erotismo e indagano l’essenza della donna e del suo essere attraverso un linguaggio ermetico e simbolico. La ricerca artistica e culturale della Ballarino va oltre la pura rappresentazione estetica della donna. I suoi scatti sono frammenti di pura visione dell’anima, dove il soggetto si tramuta in un’estasi alta. Le donne della Ballarino sono muse ispiratrici di linguaggi e valori universali (Medusa, Atena, Demetra, Kore), l’artista cattura l’anima del soggetto, ma conduce il suo essere nel riflesso <specchiato> del suo spettatore-amante-carnefice“.

Ciauru di fimmina, ode alla sensualità, sarà fruibile al pubblico fino a domenica 28 agosto 2016.

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