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Siracusa, cantieri Sics. I sindacati proclamano lo stato di agitazione: “lavoratori non rispettati”


Gallo-Corallo-Carnevale lavoratori edili siracusa times

Paolo Gallo, Severina Corallo e Salvo Carnevale, segretari generali Filca Cisl, Feneal Uil e Fillea Cgil

News Siracusa: stato di agitazione in tutti i cantieri Sics. E’ questo quanto proclamato per domani dalla Federazione unitaria delle costruzioni. A poco è servito l’accordo raggiunto nello scorso novembre 2015.

I lavoratori, infatti, entro il 31 Agosto 2016 avrebbero dovuto vedere sul proprio conto corrente la cd. APE (Anzianità Professionale Edile per un valore medio di circa 3000 euro a lavoratore), congelata in maniera unilaterale da parte aziendale da oltre 3 anni, poiché, secondo quest’ultima, faceva parte della sospensione contributiva autorizzata dal Prefetto, a seguito degli attentati mafiosi subiti.

Le organizzazioni sindacali, dopo lunghissime trattative, avevano comunque deciso di intraprendere la strada del dialogo, chiudendo un accordo rateale di 8 mesi che l’azienda ha completamente disatteso versando solamente 3 rate, non sufficienti comunque a coprire alcuno scatto e quindi totalmente inutili.

“In questi mesi – dichiarano i segretari generali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, Severina Corallo, Paolo Gallo e Salvo Carnevale – a nulla son serviti i vari solleciti agli amministratori dell’impresa che più volte verbalmente ci ha letteralmente presi per i fondelli, minando progressivamente la credibilità delle organizzazioni sindacali. Ormai tutto questo è inaccettabile”.

“Trascorso l’ultimo mese utile – proseguono i sindacalisti – è tempo di bilanci. La Sics non rispetta i lavoratori e le organizzazioni sindacali. Sarebbero innumerevoli gli aneddoti da raccontare a partire dall’esasperante delegittimazione del ruolo dei rappresentanti sindacali in azienda. E’ giunto il momento della battaglia e siamo pronti ad utilizzare qualsiasi strumento consentito per riappropriarci di una tutela contrattuale non riconosciuta arbitrariamente dall’azienda. Siamo pronti a trasformare l’agitazione in sciopero. E siamo consapevoli che la condotta medievale dell’impresa, nelle relazioni sindacali, possa in qualche modo sabotare lo sciopero. Siamo consci di questo ma non ci tiriamo indietro”.

“Noi – concludono Corallo, Gallo e Carnevale – metteremo al riparo, da questa evenienza, i lavoratori e per questa ragione abbiamo preparato strade alternative per far valere i loro diritti, sfruttando una diffusa interpretazione contrattuale secondo la quale l’anzianità professionale edile, in nessun caso, poteva essere classificabile tra le voci oggetto di sospensione contributiva”.

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