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Siracusa. Calcolo della quota variabile della Tari, i consiglieri Vinci e Sorbello: “Il Comune comunichi la somma effettivamente dovuta”


News Siracusa: i consiglieri comunali Cetty Vinci e Salvo Sorbello interrogano l’Amministrazione per sapere quali provvedimenti intenda adottare alla luce della recente nota della Camera dei Deputati, che ha fornito chiarimenti circa le modalità di calcolo della quota variabile della tariffa rifiuti (TARI).

In particolare, è stato evidenziato come la quota variabile della TARI vada calcolata una sola volta per tipologia di occupazione. Ad esempio per una utenza domestica, pur se questa risulti costituita da più superfici, costituita da appartamento, garage, cantina per un determinato nucleo familiare, moltiplicare la quota variabile sia in relazione all’appartamento che alle due pertinenze determinerebbe una tariffa notevolmente più elevata rispetto a quella che risulterebbe considerando la quota variabile una sola volta rispetto alla superficie totale. Dello stesso avviso Il Sole 24 Ore .

Vinci e Sorbello interrogano quindi l’Amministrazione per sapere se, per tutti i contribuenti siracusani interessati, la parte variabile della tariffa sia stata computata solo una volta, considerando l’intera superficie dell’utenza composta sia dalla parte abitativa che dalle pertinenze situate nello stesso nostro Comune.

“È evidente, infatti – scrivono Vinci e Sorbello – che la parte variabile della Tari, quella che è legata al numero delle persone che vivono nel nucleo familiare, vada calcolata solo sull’abitazione e non sulle pertinenze: garage, cantine e soffitte, perché la famiglia, come abbiamo sempre sostenuto, non vive e produce rifiuti nei garage.Ed inoltre occorre tener conto delle abitazioni principali composte da più particelle catastali”.

“Chiediamo che il Comune comunichi ai contribuenti la somma effettivamente dovuta, dopo aver detratto la parte variabile sulle pertinenze che non è dovuta e che vengano restituite attraverso un conguaglio le eventuali somme non dovute sulle pertinenze in occasione dei prossimi versamenti Tari. In ogni caso, per presentare ricorso sulla Tari, ci sono cinque anni di tempo e quindi i contribuenti potrebbero richiedere anche le somme fino al 2012, quando si pagava la Tarsu”.

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