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Siracusa: botta e risposta fra Scrofani e Vinciullo su Casa del Pellegrino


Scrofani Siracusa Times News Siracusa: botta e risposta fra l’assessore comunale la Patrimonio Gianluca Scrofani e il deputato regionale Vincenzo Vinciullo in merito alla vicenda Casa del pellegrino.

“È legittimo – dichiara l’assessore Scrofani – che una buona amministrazione, a 18 anni di distanza, proceda ad una verifica delle condizioni dell’accordo che, lo ricordo, prevede per 50 anni il pagamento al Comune di un canone di soli 500 euro l’anno. A seguito dei legittimi rilievi posti in sede di commissione Patrimonio, l’ufficio affari generali ha inviato una nota con la quale si contesta la diversa utilizzazione e gestione economica della Casa del pellegrino assegnando 30 giorni per le controdeduzioni.

Prosegue ancora esponente della Giunta Garozzo

“L’Amministrazione non vuole certamente revocare la convenzione ma ristabilire tutte le condizioni d’uso concordate nel contratto o, in alternativa, adeguare il canone ai diversi usi cui l’immobile è di fatto adibito, malgrado non siano contemplati nell’accordo iniziale, apportando così le opportune modifiche al contratto”.

Non tarda la risposta dell’onorevole Vinciullo.Vinciullo

“L’Amministrazione Comunale di Siracusa, con nota prot.695/P protocollo generale 0041562 del 30/03/2015, ha inviato all’Ente Chiesa Santuario “Madonna delle Lacrime” la “Comunicazione di avvio del procedimento di revoca della concessione in comodato d’uso dell’immobile sito in Siracusa Via del Santuario, denominato “Casa del pellegrino”.  

Di conseguenza, o l’Assessore non sa, o si sarà confuso o non ha compreso il testo della nota.

In tutta questa vicenda – continua Vinciullo – sfugge a chi ha letto la nota quali poteri di indirizzo sull’Amministrazione Comunale hanno le Commissioni, che, com’è noto, non si dovrebbero occupare dell’amministrazione attiva, cioè di questioni spicciole, ma solo di problemi generali. Questa vicenda dimostra il perché in questa città vi sono tante riunioni di Commissioni e perché, come direbbero i giuristi, si va “ultra petita”.

Una cosa è certa – ha concluso Vinciullo non si può pensare di governare una città se non si ha memoria storica del passato e se non si conoscono gli atti amministrativi che impegnano le Amministrazioni attuali, perché il rischio concreto, come in questo caso, è che dovranno fare l’ennesimo passo indietro a dimostrazione della loro assoluta inadeguatezza nel gestire la cosa pubblica”.

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