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Siracusa, baratto amministrativo: il regolamento all’esame del consiglio. L’assessore Scrofani “tendiamo una mano alle fasce più deboli”


Scrofani Siracusa Times

News Siracusa: approda al consiglio comunale il regolamento sul baratto amministrativo, ovvero la possibilità per i cittadini delle fasce di reddito più basse, di mettersi in regola con la tassa sui rifiuti offrendo la loro opera per lavori di piccola manutenzione o di riqualificazione in un’ottica di decoro urbano. A darne notizia è l’assessore ai Tributi, Gianluca Scrofani che in questi giorni ha seguito il lavoro degli uffici nella stesura finale della proposta. Il baratto amministrativo è previsto dalla cosiddetta “Sblocca Italia”, cioè la legge 164 del 2014, che all’articolo 24 prevede agevolazione alle comunità locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio.

Potranno accedere al baratto amministrativo i cittadini residenti a Siracusa, maggiorenni, che non abbiano condanne penali passate in giudicato, idonei al tipo di lavoro che intendono svolgere e che non abbiano un reddito familiare Isee superiore ai 7.385 euro. Sono ammesse anche le associazioni i cui componenti singolarmente rispettino lo stesso limite di reddito.  La quota di Tari da recuperare con il baratto, viene fissata ogni anno dal Settore finanziario; per il 2017 l’ammontare è di 300 mila euro. Il Comune stabilisce annualmente gli interventi da effettuare e li comunica entro il 30 aprile.

Chi vorrà avvalersi del baratto amministrativo dovrà presentare entro un mese una richiesta corredata da un progetto, che sarà valutato dall’Ufficio tecnico, indicando i tempi di realizzazione. Il valore di ogni ora lavorata è di otto euro per un massimo di 4 ore al giorno. Gli interventi, che non posso riguardare lavori dati in appalto, devono essere conclusi entro l’anno e non possono esserci crediti per rimborsi o compensazioni.

“Il regolamento – afferma l’assessore Scrofani – tiene conto delle più recenti indicazioni della Corte dei conti, che è intervenuta su applicazioni sbagliate delle legge da parte di altri comuni. Il nostro obiettivo è di tendere una mano alle fasce più deboli per evitare disparità sociali nette, ma soprattutto perché chi vive in condizioni di assoluta precaria e povertà non si senta appesantito da un eccessivo carico fiscale. Una parte dell’evasione tributaria oggi è legata, al di là della volontà dei singoli, agli effetti della crisi economica che colpiscono le famiglie. Ci rivolgiamo soprattutto a questa fascia di cittadini, ai quali chiediamo di collaborare per migliorare il decoro e la pulizia della città e, nel caso di associazioni che possono effettuare lavori più corposi, per riqualificare piccole aree urbane, comprese strade e piazze. Siamo certi che in questa maniera stimoleremo anche il rispetto di fasce crescenti di popolazione per i beni comuni”.

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