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Siracusa, Bando comunale impianti sportivi, Evoluzione Civica grida allo scandalo: “Un affare per pochi”


evoluzione-civica-siracusatimesNews Siracusa: il bando comunale sugli impianti sportivi? Un affare per pochi. E’quanto sostiene e ha spiegato oggi il segretario politico di Evoluzione Civica, Gaetano Penna, durante una conferenza stampa, voluta per spiegare le presunte incongruenze del bando di gara per la concessione in gestione della Cittadella dello Sport e della palestra Akradina, pubblicato da poco più di un mese dal Comune (leggi qui). All’incontro con i giornalisti presenti anche  i manager sportivi indipendenti Rosario Lo Bello ed Aldo Modica che hanno offerto il proprio parere tecnico sull’argomento. “Questo bando – dichiara Penna – caratterizzato da refusi e che sembra essere copiato da altri bandi presenti su internet – sembra un abito cucito su misura, una riedizione del project financing a suo tempo già proposto dall’allora assessore Cavarra, e sostenuto dal C.C. Ortigia, e poi ritirato per le sue evidenti incongruenze. È noto a chiunque che in questa città nessuna associazione sportiva ha la forza economica per sostenere un investimento che viene indicato in circa 5 mln di euro”.

“C’è quindi da preoccuparsi – prosegue –  su chi possano essere i soggetti economici privati che, grazie a questo bando, potranno nascondersi dietro una società sportiva (teoricamente senza fini di lucro) sostenendo il progetto, con invece chissà quale scopo lucrativo e per quali affari. In tal senso l’Autorità Nazionale Anticorruzione, che ha già fatto pesanti rilievi sulla legittimità dell’assegnazione alla precedente gestione, certamente non potrà non porre uno sguardo critico anche su questo bando, soprattutto per la mancata previsione di finalizzazione, e conseguente rendicontazione, dei 650.000 euro che nei primi tre anni verranno ‘donati’ dal Comune di Siracusa, quale contributo for fettario di gestione, al soggetto che si aggiudicherà il bando”.

“È evidente che – ancora Penna – la prevista semplice (virtuale) tracciabilità di un conto corrente non è sufficiente ad escludere possibili utilizzi dell’attività anche per eventuali fini di riciclaggio di denaro. Inoltre un’amministrazione comunale travolta da scandali ed inchieste, sfiduciata dal suo stesso partito, sotto lo sguardo della Commissione Antimafia Regionale e Nazionale, non ha alcuna legittimazione politica per poter impegnare questa, e le prossime due amministrazioni, in una privatizzazione dello sport cittadino, regalando, per i prossimi dieci anni, la Cittadella dello Sport agli interessi privati. La verità è che Garozzo & soci hanno dimenticato che i beni pubblici costituiscono per la Pubblica Amministrazione il patrimonio attraverso il quale la stessa realizza le finalità assegnate dall’ordinamento giuridico”.  

“Alla luce di tutto questo – conclude Penna –  chiediamo chiarimenti all’assessore allo sport, Francesco Italia, e alla Dirigente del settore, la dr.ssa Caligiore, ma con la preghiera di fornire risposte compiute e che non si prestino ad interpretazioni estensive che alimentano equivoci. Evoluzione Civica chiede all’amministrazione comunale di ritirate il bando in autotutela e di pensare all’istituzione della Sport Commission. Lo Sport è un bene comune e non un affare per pochi. La pubblica amministrazione può e deve gestire direttamente i beni pubblici”.

“La Cittadella dello Sport – si legge in una dichiarazione dell’assente ex arbitro Rosario Lo Bello –  è stata pensata da Concetto Lo Bello come un tempio sportivo nel quale deve celebrarsi esclusivamente la liturgia dello sport. Non è, e non deve diventare, un circolo privato con attività non sportive così come consente di fare esplicitamente questo bando. Non si può trasformare la Cittadella in discoteca o in spazi per feste private, happy-hour, od apericena. Non è un locale commerciale, diurno o
notturno, anche con somministrazione di bevande alcoliche. Gli spazi sono stati pensati e costruiti per lo sport e non possono sopportare il peso e la pressione antropica del pubblico di un concerto pop. Non si deve pensare allo sport come ad un problema di cui liberarsi secondo logiche mercantilistiche”.

“La pubblica amministrazione  – dichiara Aldo Modica, manager sportivo – deve garantire a tutti i cittadini un equo accesso all’attività sportiva, invece la possibilità data al futuro gestore di modificare, cioè di aumentare, le tariffe della Cittadella dello Sport, dopo i primi tre anni, impedirà di fatto l’attività sportiva a tutte le società minori che già oggi versano in gravi difficoltà economiche. Il modello di circolo privato, da “Cittadella Village”, che è stato evidentemente accolto da questo bando, è un modello sbagliato di gestione, del tutto privatistico, che sottrae spazi all’attività sportiva, ed in particolare a quella scolastica, dando invece spazio ad attività non sportive, cioè
puramente commerciali. Inoltre il fatto che si continui a pensare alla sola Cittadella mostra una mancanza, da parte dell’amministrazione comunale, di una visione globale delle opportunità di sviluppo, anche economico, che la gestione pubblica degli impianti sportivi cittadini può offrire alla comunità, e senza necessità di modificare la loro naturale destinazione d’uso sportiva”. 

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