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Siracusa, “Arti minori e Arti maggiori”: alla Galleria Bellomo relazioni e interazioni tra Tarda Antichità e Alto Medioevo


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News Siracusa: alla Galleria Regionale di Palazzo Bellomo e presso il Monastero dei Benedettini di Catania, sede del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Catania, dal 12 al 14 maggio 2016 si terrà un convegno di studi dal titolo “Arti minori e arti maggiori. Relazioni e interazioni tra Tarda Antichità e Alto Medioevo”. La tre giorni è stata organizzata congiuntamente dalle Università di Catania e di Roma Tre.

La giornata convegnistica di sabato 14, che si svolgerà interamente a Siracusa presso la Sala conferenze del Museo Regionale di Palazzo Bellomo, è inserita in un ricco calendario di manifestazioni cittadine. Alla fine dei lavori, i partecipanti al convegno si dirigeranno al Teatro Greco, in occasione della prima dell’Alcesti di Euripide.

Durante l’intero convegno si parlerà di come l’arte monumentale abbia influenzato e si sia fatta influenzare dalle cosiddette arti minori, oro, argento, pietre preziose, avorio, stoffe. Molte immagini delle arti maggiori, scultura, pittura e mosaico in particolare, vengono riprodotte su gioielli, arredi liturgici e altro. Quante volte, guardando un oggetto piccolo, ci siamo sforzati di ricordare dove abbiamo visto lo stesso soggetto con dimensioni maggiori? Oggetti d’uso, giornalieri o occasionali, così si presentano i prodotti delle cosiddette arti minori, dell’artigianato artistico e delle arti applicate.

Naturalmente è necessario operare una distinzione tra quelli destinati all’uso quotidiano e quegli oggetti di lusso che, prodotti da particolari manifatture, servivano soltanto ad una ristretta élite, e non per la vita di tutti i giorni ma per occasioni particolari. Il primo gruppo, quello dei semplici oggetti di uso quotidiano, deve aver compreso un’innumerevole quantità di pezzi, in gran parte senza pretesa artistica. Proprio questi sono andati persi per primi, fatta eccezione per la ceramica d’uso, assai più resistente. Il secondo gruppo, oggetti di uso comune ma di lusso, è più numeroso; ciò si deve al fatto che è stato conservato nei tesori delle chiese, o nascosto in luoghi protetti che li hanno preservati. Si tratta di oggetti in oro, argento, pietre preziose, perle, avorio e tessuti.

Si partirà dai prodotti artistici afferenti alla classe delle “arti minori” per riportare al centro della riflessione i rapporti e le dipendenze che intercorrono tra gli apparati iconografici di questi manufatti e i programmi decorativi che, invece, interessano i grandi monumenti della Tarda Antichità e dell’Alto Medioevo. L’obiettivo sarà quello di riconoscere le dinamiche con cui si costituisce una vera e propria rete di scambi figurativi che vede coinvolti, da una parte, gli avori e le ceramiche, i metalli e le pietre dure, i testi miniati e i materiali tessili, mentre dall’altra i mosaici, le pitture e le sculture. Si vorranno intercettare i punti di contatto e i punti di rottura tra le due realtà artistiche, cercando di riconoscerne le reciproche dipendenze e gli eventuali ruoli di prototipi, per mezzo dei quali si sperimentano schemi e temi iconografici di nuova gestazione e si favoriscono i processi di diffusione e di circolazione delle idee figurative.

 Particolare attenzione, infine, sarà data all’impiego di questi oggetti nell’ambito della vita quotidiana e, in modo particolare, della prassi liturgica. Per quanto attiene questo ultimo aspetto, infatti, sarà fondamentale osservare come tali materiali, conservando la doppia funzione di manufatti artistici e di elementi utili allo svolgimento della liturgia, entrino a far parte degli arredi delle basiliche cristiane.

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