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Siracusa, “Alla scuola del Genio”: lo spettacolo di Arciragazzi e “Fantasticheria” che racconta Archimede ai più piccoli


News: “Per molti anni ho ricevuto ogni mese una lettera dal mio amico il Genio, matematico, fisico, ingegnere, inventore, maestro di scuola in una città del Mediterraneo…” – così esordisce Eratostene di Cirene, matematico, geografo, astronomo, bibliotecario della Biblioteca di Alessandria, nel raccontare ai bambini della scuola dell’Infanzia dell’ottavo Istituto Comprensivo “Elio Vittorini” la vita e le invenzioni del grande scienziato siracusano, del quale però non fa mai il nome. Una fantastica avventura ambientata nel II secolo a.C., messa in scena dall’Arciragazzi Siracusa e dall’Associazione Culturale “Fantasticheria”. I bambini, accompagnati dalle loro insegnanti, hanno vissuto oggi nella affascinante cornice dei vicoli e delle piazzette del quartiere arabo Graziella, in Ortigia, a chiusura di un percorso di studio durato tutto l’anno scolastico. I protagonisti di questa messa in scena sono Luca Cerro (Eratostene), Salvo Corso (il Genio), Eleonora La Spada (Elettra, l’allieva di Eratostene), Anna Rallo (la regina moglie di Ierone II) ed i bambini dell’Infanzia della Vittorini (gli alunni del Genio).

“Attraverso il racconto delle lettere ricevute da Eratostene e la drammatizzazione degli episodi della vita quotidiana e delle invenzioni del Genio, – raccontano gli organizzatori –  i bambini si sono immedesimati negli scolari del grande studioso, giocando con le sue invenzioni”. 

“La manus ferrea serviva a calare i bimbi dalla scogliera nel mare, la vasca dell’acqua nella quale fu immersa la corona d’oro di Ierone era un gioco d’abilità per sviluppare il tatto, la vite senza fine serviva a riempire piscine nelle quali i bambini nuotavano e giocavano a squali e pesciolini, lo Stomachion era il puzzle geometrico con i quali gli alunni formavano figure di animali o fantastiche, gli specchi servivano a rivelare le smorfie e le facce buffe dei bambini.  Ma alla fine le lettere non arrivano più – raccontano ai piccoli ospiti della giornata – nonostante le raccomandazioni del console Marcello che lo ammirava, il Genio è stato ucciso da un soldato romano irritato da quel vecchio che gli urlava di stare attento ai suoi disegni. Finiva l’epoca delle tragedie, del teatro, della Grecia ed iniziava la civiltà dei giochi circensi, dei gladiatori, di Roma. Soltanto alla fine della storia si scopre che il mittente delle lettere ad Eratostene era l’impareggiabile, inimitabile, grande scienziato ed unico vero Genio, Archimede”.

Si replica il 25 ed il 26 con le altre classi della Scuola dell’Infanzia dell’Istituto Comprensivo “Elio Vittorini”.

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