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Siracusa, accordo di previdenza sulle pensioni. Spi Cgil – Fnp Cisl – Uilp Uil “pronti a portare avanti le altre nostre richieste”


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News Siracusa: un accordo che inverte un decennio di politiche di tagli e di penalizzazioni nei confronti dei pensionati e degli anziani del Paese. Una serie di interventi a loro favore raggiunti grazie alla determinazione del sindacato unitario. È questa la valutazione politica sul Verbale di intesa sulla previdenza siglato lo scorso 28 settembre che, questa mattina, nella sala “Giulio Pastore” di via Arsenale, gli Attivi unitari di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil territoriali hanno ribadito con convinzione.

In apertura, i tre segretari generali di categoria, Valeria Tranchina, Sebastiano Spagna e Sergio Adamo, hanno voluto ricordare Enzo Maiorca. «Un esempio per questa città e per tutte le generazioni. Non soltanto il grande sportivo che ci ha fatto gioire con i suoi record, ma, soprattutto, un uomo che si è speso per la sua città. Resti forte e indelebile il suo impegno a favore dell’ambiente e il messaggio lasciato a tutti noi per difendere il nostro territorio», hanno detto all’assemblea.

Tranchina, Spagna e Adamo, alla presenza del segretario generale della Fnp Cisl Sicilia, Alfio Giulio, del segretario generale della UST Cisl, Paolo Sanzaro, e del reggente Cgil Siracusa, Enzo Vaccaro, hanno ricordato il grande impegno dei pensionati in questi anni.

«Una mobilitazione unitaria nei territori – ha ricordato, a nome delle tre segreterie, la Tranchina -, una manifestazione il 19 maggio a Roma e un confronto durato oltre quattro mesi, al tavolo con il Governo. Un Governo che ha dovuto discutere con il sindacato, ammettendo che, nonostante i due anni di disconoscimento, noi siamo più rappresentativi di quanto lui ci volesse far passare. Lo hanno fatto le migliaia di persone che hanno firmato con noi per la campagna “Noi non siamo sereni”. Ora continueremo a lavorare per sgomberare anche quelle ombre che restano e che esigono attenzione. Mi riferisco all’APE che necessita di maggiori approfondimenti e di qualche aggiustamento. Ora siamo pronti a portare avanti le altre nostre richieste il ripristino di un meccanismo di rivalutazione più equo delle pensioni, la ricostituzione del montante contributivo, lo studio di un nuovo paniere Istat.»

«Questo è un accordo inclusivo che arriva dopo anni e dopo una serie di tentativi, a volte involontari, di mettere contro anziani e giovani. – ha aggiunto la Tranchina – Politologi e alcuni mass media hanno sempre dimenticato che, quando si parla delle nuove generazioni, si parla dei nostri figli e dei nostri nipoti. Ora, con questo documento, si fa giustizia e si opera in un sistema di inclusione. »

Un accordo che rappresenta un buon punto di partenza lo ha definito Paolo Sanzaro, segretario della Cisl, intervenuto a nome della Confederazione unitaria.

«È un accordo condiviso – ha detto – e voluto fortemente da Cgil, Cisl e Uil. Da questo si riparte per migliorare ancora il sistema previdenziale nel nostro Paese e presentarsi in modo forte e deciso al tavolo con il Governo. Riteniamolo un buon punto di partenza.»

«Ci sono pezzi che riguardano gli attuali pensionati, – ha voluto rimarcare, nel suo intervento conclusivo, il segretario della Fnp Cisl Sicilia, Alfio Giulio – come la no tax area, l’equiparazione totale. Era una illegittimità totale che, in un Paese di diritto, aveva diviso i lavoratori in quelli di serie A e altri di serie B. È giusto sempre ricordare che questi pensionati sono coloro che hanno lavorato e hanno sempre pagato le tasse sulle pensioni. Con questo accordo si riconosce che la quattordicesima mensilità è una condizione previdenziale e non assistenziale. La novità è proprio questa.  In questo paese si comincia a parlare di separazione tra assistenza e previdenza. Potremo dimostrare, quindi, all’Inps che i fondi della previdenza non sono così disastrati come si vuole fare apparire; perché la previdenza è tutto ciò che attiene il mondo del lavoro, l’assistenza, in un paese civile come il nostro, deve continuare ma in un sistema di fiscalità generale e non gravare sui fondi della previdenza.

Questo è un accordo da diffondere e da trasferire a quanti, fino a poco tempo fa, pensavano di poter fare a meno del sindacato. Questo sindacato, quello che mette insieme i pensionati del nostro Paese, resta un presidio di democrazia e di solidarietà. Qui c’è grande responsabilità e il nostro impegno non verrà sicuramente meno.»

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