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Siamo quello che scegliamo


Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei. Dall’Università di Northwestern a Chicago, arriva la notizia che due cervelli che si frequentano, alla lunga cominciano a somigliarsi. Stiamo attenti quindi a chi incontriamo, scegliamo o semplicemente a chi affidiamo il governo della nostra vita pubblica o privata, perché nella nostra cernita è insita una nostra tendenza che si paleserà nel medio o breve termine.

Moran Cerf, un neuroscienziato dell’Università Northwestern, spiega infatti che quando due persone sono insieme, anche fosse solo per una cena, una vacanza o un comizio, le loro onde cerebrali cominciano a sembrare identiche, i cervelli si allineano. Questo significa che le persone che scegliamo o votiamo nella vita, hanno un impatto fondamentale sulla nostra identità, a breve e lungo termine.
La nostra emotività, unica e personale, fa poi il resto del lavoro nel tempo in quanto a connessione con il resto del mondo e noi diventiamo quello che scegliamo.

A tal proposito, certi dell’attendibilità dei risultati ottenuti dalla ricerca del luminare americano, oggi e sempre, dovremmo cominciare ad essere più oculati se vogliamo massimizzare la nostra felicità e ridurre al minimo lo stress, per il quale pare sia importante non spendere troppa energia nel prendere le decisioni. Dovremmo circondarci di persone che hanno le caratteristiche che cerchiamo e non che ci affascinano di più dando così una forma positiva e pragmatica al detto familiare: dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.

Consapevolezza. Consapevolezza. Consapevolezza. Basta ai facili entusiasmi, ai fuochi fatui e alle proiezioni di perfezione nell’altro che non siamo noi. Basta sentirci granelli di sabbia al cospetto di chi ci fa credere di essere l’immenso deserto, il miraggio o l’oasi ristorativa, noi siamo terra fertile e felicità. Noi siamo il seme e il frutto della nostra vita. Scegliamo di affiancarci ad alberi forti, rigogliosi, disposti a condividere con noi la loro linfa per una crescita reciproca. Respingiamo chi in maniera improvvisata o subdola ha l’unico obbiettivo di privarci dell’ossigeno e di intossicarci di violenza psicologica ed emotiva. Scegliamo chi ci ripete che siamo “grandi” e non deboli. Crediamo nella nostra grandezza, quella di poter scegliere le sorti di ogni cosa a partire da noi stessi. Evitare di credersi “eccezionale” è un modo per evitare la responsabilità di dare priorità ai propri bisogni.

Non lasciamoci trascinare dalla negatività degli altri e crediamo fermamente nella forza delle nostre idee e nella nostra capacità di discernere l’utile dal superfluo. Questa è la chiave per garantirsi una vita di certezze e soddisfazioni. Basta colpevolizzare il “sistema”, siamo noi gli artefici del nostro destino. Parola di Moran Cerf!

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