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Safer Internet Day, oggi è la giornata mondiale contro il cyberbullismo


News Siracusa: bullismo. Qualcuno pensa che un fenomeno così grosso possa “nascondersi” semplicemente per paura. La realtà, invece, è ben diversa. Il peso di questa emergenza, avvertito in primo luogo dai ragazzi, vuole ed è raccontato con la semplice frase: “Sono vittima dei bulli, del bullismo”. Ad alzare la mano, raccontandosi, sono giovanissimi che si avviano ogni giorno verso la scuola. Quella scuola dove si dovrebbe trovare un ambiente stimolante e sicuro ma che spesso diventa scenario dei loro peggiori incubi.

Tra l’adolescenza e il bullismo esiste un’osmosi che di certo non ha avuto bisogno del web per manifestarsi. Ma le statistiche, le notizie sempre più frequenti, certificano che i casi sono aumentati a causa dell’iperconnessione. Quanto al bullismo e alla ferocia di branco, ci sono sempre state, sono sempre esistite ma oggi, sembrano aver raggiunto l’apice della pericolosità e della ferocia.  I bulli crescono e proliferano in un mondo in cui le parole che indicano un orientamento sessuale non sono parole neutre, ma sono di fatto insulti. I bulli diventano più forti in un mondo dove gli indifesi sono sempre più isolati e i persecutori non vengono puniti. “Fai schifo, nessuno ti guarda e nessuno lo farà mai”, “frocio” o ancora “sei una balena” e via con sgambetti e cattiverie. Insulti feroci, scambio di filmati dove le prede vengono picchiate da un bullo. Il branco applaude e condivide, inconsapevole.

Oggi, martedì 9 febbraio, oltre 100 Paesi partecipano al Safer Internet Day, la giornata mondiale per la sicurezza in Rete istituita e promossa dalla Commissione Europea, giunta oramai alla sua 13esima edizione. In Italia il #SID2016 viene promosso con eventi di sensibilizzazione, in collaborazione con la Polizia di Stato che sarà presente in 100 capoluoghi di provincia con workshop sul tema del cyberbullismo, organizzati nelle scuole di ogni ordine e grado, per incontrare oltre 60.000 studenti.

In questa giornata di sensibilizzazione sono moltissimi i colossi, tra cui Facebook e Google che si schierano dal lato dei più deboli, lanciando alcuni consigli per i genitori. Non solo consigli, ma anche tantissimi dati raccolti da SOS Il Telefono Azzurro Onlus in collaborazione con Doxakids, in un indagine chiamata  “Tempo del web. Adolescenti e genitori online”. La ricerca è basata sulle risposte di 600 ragazzi dai 12 ai 18 anni e 600 genitori dai 25 ai 64 anni. I dati che sono emersi riguardano sempre più la “dipendenza” dei ragazzi italiani nei confronti di dispositivi connessi a internet.
I numeri. Il 17% dei minorenni intervistati dichiara infatti di non riuscire a staccarsi dal proprio smartphone e dai social network. Nel dettaglio: uno su quattro (25%) è sempre online, quasi uno su due (45%) si connette più volte al giorno, uno su cinque (21%) dichiara di svegliarsi durante la notte per controllare i messaggi, il 78% chatta in continuazione su WhatsApp. A questo proposito, uno degli allarmi lanciati dalla ricerca è quello dell’età in cui gli adolescenti italiani accedono alla rete. Il 48% dichiara di essersi iscritto alla piattaforma Facebook prima dei 13 anni, mentre il 71% riceve in regalo uno smartphone a 11 anni.

La dipendenza non riguarda solo i più giovani. Quattro genitori su cinque dichiarano di usare i social per comunicare quotidianamente con i propri figli (il 68% tramite WhatsApp, il 18% tramite altre chat, mentre uno su quattro di svegliarsi di notte per controllare il cellulare). A livello di contenuti, quattro ragazzi su cinque inoltre dichiarano di frequentare costantemente siti pornografici e il 28% di loro teme di diventarne dipendente, mentre uno su dieci (11%) conosce qualcuno che ha fatto sexting, ovvero inviato messaggi sessualmente espliciti. Tra le esperienze più spiacevoli vissute dai ragazzi in rete quella relativa al cyberbullismo. Il 12% di essi dichiara di esserne stato vittima e il 32% ha paura di subirlo. Un altro elemento della ricerca, infine, riguarda l’uso del denaro. Un adolescente su dieci confessa di aver proceduto a un acquisto online senza accorgersene, mentre circa il 38% degli intervistati compra con regolarità tramite carta dei genitori (63%) o propria (22%).

L’utilizzo del web, se da un lato permette scambi veloci e utilissimi, altre volte, sempre più spesso, si trasforma in un mondo sporco, duro e violento, dove ciascuno vigliaccamente può scrivere insulti, dare etichette, postare foto e filmati. E quando sei piccolo, quando sei sensibile, fragile, la piccola comunità che ti “bullizza” diventa il mondo intero, quell’insulto che ti viene affibbiato diventa un tunnel senza via d’uscita.

Una giornata in cui il mondo si ferma a riflettere sul fenomeno del bullismo sempre più evoluto, sempre più violento. Nuovi dati, nuovi mezzi per combatterlo nello stesso luogo virtuale, dove prolifera la violenza psicologica e fisica e dove viene permessa e incoraggiata. “Vorremmo essere al loro posto?” – è questa la domanda chiave che tutti dovremmo porci.

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