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Provvedimenti giudiziari al Comune di Siracusa, Zappulla e Princiotta: “Si faccia pulizia”


Princiotta Zappulla Siracusa Times

La consigliera Simona Princiotta e il deputato nazionale Pippo Zappulla, durante la conferenza stampa di questa mattina.

News Siracusa: dichiarazioni forti quelle rese, questa mattina, in conferenza stampa, dal deputato nazionale del Pd, Pippo Zappulla e della consigliera comunale Simona Princiotta, per illustrare le valutazioni politiche conseguenti ai provvedimenti giudiziari che hanno investito il Comune di Siracusa.

“Intendiamo sottolineare  – dice Zappullache non siamo delle belve affamate di sangue giustizialista né siamo alla ricerca di sentenze da tribunali del popolo. Manteniamo il massimo del rispetto non solo per il diritto di ognuno a difendersi e tutelare la propria posizione ma anche dell’amarezza che si prova nel ricevere avvisi e rinvii. Nel farlo riteniamo, però, di dovere sottolineare che un conto è il sostegno amichevole altro è non prendere atto che siamo in presenza di comunicazioni di conclusioni delle indagini in cui si ravvisano chiare e precise ipotesi di reato che preannunziano possibili e probabili rinvio a giudizio e aperture di veri e propri processi. Altro è non rendersi conto che quello che ormai è clamorosamente evidente a tutta la città che siamo in presenza di una grande questione morale e politica.

In ogni caso, i provvedimenti che la Procura della Repubblica di Siracusa sta assumendo fanno giustizia di tutta la letteratura patetica e vittimista, falsamente garantista di questi ultimi due anni. Le interrogazioni consiliari di Simona Princiotta, gli  interventi in aula e in commissione, le nostre conferenze stampa con richieste urgenti di risposte e interventi non erano né inventate né strumentali, né volevano rappresentare la via giudiziaria alla battaglia politica. Quell’asticella della legalità evidentemente aveva ceduto troppe volte lasciando ampi margini di equivoco. Certo i rinvii a giudizio non sono condanne e in uno stato di diritto sono le sentenze ad accertare innocenza o colpevolezza. E non possiamo che rispettare procedure, tempi e diritti di ognuno. Ma alla politica occorre riconoscere il compito di fare valutazioni, riflessioni e assumere comportamenti e decisioni di competenza.

Se, come ormai chiaro – prosegue il deputato – almeno tre fascicoli di indagini si concludono con diverse richieste di rinvio a giudizio, se cioè si intercettano ipotesi concrete di reato direttamente riconducibili all’attività amministrativa, alla gestioni di servizi e di appalti pubblici, è venuto il tempo delle decisioni della politica. Consideriamo la proposta avanzata  di azzerare la giunta comunale importante, ma solo un primo atto politico. Pensiamo, altresì, fondamentale  affermare che ogni iscritto e dirigente del Pd che riceverà rinvii a giudizio nell’ambito dell’attività amministrativa si debba dimettere dal ruolo ricoperto e, cautelativamente, sospendersi dal partito; si azzerino, inoltre, tutte le presidenze delle commissioni consiliari, il capogruppo Pappalardo lasci il ruolo.

Ma, soprattutto, qualsiasi cosa potrà apparire puro tecnicismo, se non si  darà il senso e il valore più autentico ad un partito che non ha paura di fare i conti con se stesso, anche con i suoi limiti ed errori, che sul terreno della trasparenza e coerenza non ha cedimenti né accomodamenti. Il Pd si rimetta, dunque, alla testa di una nuova stagione di legalità per la crescita e lo sviluppo della città di Siracusa. Per farlo seriamente bisogna smetterla con i pannicelli caldi, con le mediazioni inutili e pericolose. E lo vogliamo dire con la franchezza e la durezza che occorre: la mediazione e il compromesso sono arti nobili nella politica, ma sulla legalità non si media. In presenza di rinvii a giudizio il Comune si deve costituire parte civile; se il sindaco si rifiuta, come pare avere dichiarato, di azzerare la giunta è del tutto evidente che si mette di fatto fuori dal partito e il Pd, tutto il Pd, ne deve trarre le dovute conseguenze.

Si apra, inoltre, nel partito, ma allargando a tutte le forze politiche e sociali che si richiamano al centro sinistra e alla società civile, una verifica programmatica sull’amministrazione comunale di Siracusa: si riprendano i valori e i principi fondamentali del programma politico-elettorale del centrosinistra.

E la si smetta con il patetico vittimismo: nessuno sostiene che la giunta comunale e l’intero consiglio  è un covo di delinquenti e di corrotti. Anche perché quando si dice che ‘tutto è mafia nulla è mafia’. Nessun processo di piazza  ma per carità si evitino paradossali processi di beatificazione.  Le responsabilità penali sono sempre personali e ognuno risponde degli eventuali reati commessi; ma se sono diversi i soggetti e le ipotesi di reato, sarebbe forse il caso di sospettare che un intero sistema non ha funzionato, sarebbe forse il caso di sospettare che si è operato con troppa spregiudicatezza e superficialità, e per dirla con brutalità, forse si potrebbe configurare un sistema sbagliato che alimenta e consente comportamenti anomali e talvolta pure illegali. Queste riflessioni avevamo stimolato in decine di conferenze stampa al sindaco Garozzo. Abbiamo ricevuto, al contrario, risposte sempre nervose, stizzite, talvolta condite con offese e insulti. Invece della disponibilità a parlarne, invece di risposte di merito sulle questioni poste, abbiamo letto di dichiarazioni di solidarietà all’ex presidente del consiglio comunale, indagato per reati pesanti, abbiamo assistito all’espulsione della consigliera Princiotta dal gruppo consiliare del Pd, all’isolamento politico e personale della stessa, agli attacchi continui al deputato Zappulla, reo di interessarsi troppo delle vicende comunali e di ostinarsi a condividere iniziative e conferenze con Simona Princiotta. Abbiamo incassato il no alla commissione consiliare di inchiesta sulla gestione degli asili nido.

In una dichiarazione Garozzo auspicava che prima o dopo gli si dovevano delle scuse: bene oggi lui le deve a noi, ai tanti iscritti e militanti del Pd, all’intero partito, alla città.

E un’altra leggenda metropolitana va snidata e svelata: non è chi denunzia, chi fa notare le criticità, chi evidenzia rischi, chi propone correttivi a ledere l’immagine dell’amministrazione e del Pd in città. Sono i comportamenti anomali e scorretti, sono le delibere sbagliate, gli appalti non trasparenti, sono gli attachi piu’ o meno velati alla magistratura. Oggi sono gli iscritti al Pd, la stragrande maggioranza dei militanti e iscritti al Pd di Siracusa e non solo che chiedono conto e ragione a chi sta contribuendo a questo danno.

Infine chiariamo il rapporto tra politica e magistratura. Più persone ci hanno accusato di parlare troppo con i magistrati e con il Procuratore della Repubblica come se questo fosse un reato. In verità pensiamo siano altri i reati di cui provare imbarazzo, vergogna e dare conto e ragione alla giustizia e ai cittadini. Quello di rubare, di coltivare interessi personali in ruoli pubblici, di alterare le gare, etc.  Fermo restando che sarebbe il caso di preoccuparsi di chi mantiene rapporti troppo stretti con affaristi, corrotti e corruttori,  non ci vogliamo sottrarre al merito del rilievo. Consideriamo sbagliato ipotizzare la via giudiziaria nella battaglia politica e non crediamo che chi svolge attività politica ad ogni livello debba considerare la denunzia legale la normalità. Le denunzie presentate sono, infatti,  il frutto di situazioni limite, di mancate risposte alle sollecitazioni politiche, a interrogazioni in commissione e in aula, insomma un ultima ratio rispetto e vicende considerate non chiare e trasparenti che non trovavano soluzioni politiche.

Consideriamo però  delirante solo immaginare che la Magistratura si possa prestare alle diatribe interne alla politica e ai partiti. Chiediamo rispetto serio e rigoroso dei ruoli e per quanto ci riguarda pieno, convinto e serio sostegno all’azione della Magistratura e un particolare apprezzamento va al procuratore della Repubblica, Giordano, per il coraggio e la serietà che sta dimostrando in queste così come in tante altre vicende importanti e delicate per la giustizia siracusana. Immaginare e teorizzare, come ci pare di avere letto e sentito, di chissà quali complotti, di atteggiamenti persecutori della Magistratura è non solo sbagliato e di cattivo gusto ma rappresenta la precisa volontà di chi vuole continuare a non misurarsi nel merito delle vicende e dei contenziosi riportando tutti alla mente i periodi e le argomentazioni berlusconiani. Ognuno  è libero di scegliere la tecnica di difesa che ritiene, ma quella di attaccare la Magistratura ci appare la peggiore, quella che allontana ancora di più gli interessati dalla gente e dai cittadini.

Quando sentiamo e leggiamo di più di 12 fascicoli di indagini non emettiamo sentenze e non assumiamo certo atteggiamenti giustizialisti ma è inaccettabile gridare allo scandalo evocando chissà quali poteri forti e manovre occulte. No, care amiche e amici, anche del nostro partito: noi vogliamo esercitare e contribuire a riaffermare il primato della politica, non ci ergiamo a tutori e paladini della legalità né impartiamo lezioni di moralità, ma nessuno si può permettere di dirci se possiamo o meno rivolgerci alla Magistratura e alla Procura della Repubblica quando riteniamo giusto e doveroso farlo.  Questo vale per tutti e per Simona Princiotta che non ha fatto altro che difendersi dalle intimidazioni,  che ha fatto il suo dovere di pubblico ufficiale e di cittadina onesta, cioè  segnalare alla magistratura eventuali ipotesi di reato; ci viene semmai da chiedere conto a chi eventualmente si è colpevolmente sottratto ad un diritto ma anche ad un preciso dovere. E a scanso d’ogni dubbio ed equivoco: abbiamo aderito al Partito Democratico della lotta al  malaffare, alla corruzione, alla criminalità organizzata, al Partito democratico della legalità e non a quello dell’omertà e dell’accomodamento.

Ci è parso, infine, di avere letto e ascoltato di dichiarazioni del sindaco che sinceramente ci hanno lasciato sgomenti, sconcertati e fortemente contrariati. Nessuna autocritica, neanche il barlume di una riflessione sulle ragioni di così tanti provvedimenti e indagini; un attacco palese alla Magistratura che non è riuscito a nascondere dietro generici attestati di rispetto; pare che addirittura ci sia certa stampa che si sia accanita contro di lui e la sua giunta. Sinceramente dichiarazioni inaccettabili e imbarazzanti. Anche ai rappresentanti dell’informazione va la nostra incondizionata stima e solidarietà e lo facciamo anche quando non parlano bene di noi.

Ci siamo consolati, confessiamo, solo quando pare abbia dichiarato polemicamente che quella che dirige non è una amministrazione di sinistra. Qualcuno lo informi che è stato eletto da un programma e un’alleanza di centrosinistra, che si trova in un partito progressista con una delle componenti culturali e politiche fondanti e fondamentali  proprio della sinistra democratica. Quale giunta pensa di dirigere Garozzo or dunque? Si sente a capo di una giunta civica e del Partito della Nazione? 

Anche in questo caso a chi gli sta vicino chiediamo di informarlo urgentemente che non è né l’uno né l’altro e che il partito della nazione è già fallito. Pare che abbia pure interpretato le posizioni di Sinistra Riformista come una implicita richiesta di ottenere  un assessorato in giunta. Abbiamo avuto modo di dire più volte che non è aggiungendo un posto a tavola che si risolvono evitano politici, programmatici, giudiziari e morali. Che non confonda eventuali aspettative personali sempre possibili con le scelte serie e rigorose di una intera componente. Area che oggi si pone non certo l’interesse di parte ma dell’intero partito e del centrosinistra siracusano. Perché  il modo migliore per favorire i populismi, la demagogia e consegnare ad altri il governo della città – conclude Zappulla – è proprio quello di gestire così il comune e di rispondere in tal modo ai provvedimenti della Magistratura”.

“Ritengo doveroso spiegare a tutti i miei concittadini – dice Simona Princiotta il motivo per cui sto combattendo contro il Sistema Siracusa che sotto diverse sigle politiche ha governato e governa questa città. Non è una questione di colore politico, né d’interesse personale nella cosa pubblica, in quanto sul punto sfido chiunque al confronto, ma di amore per la mia città e per la gente che non riesce più a vivere con dignità in un capoluogo di provincia affamato, dove gli amministratori utilizzano le casse comunali come bancomat personali, agevolando amici, parenti ed amici degli amici. Nessuno può comprarmi. Nessuno può continuare a propormi accordi politici. Io non mi accordo sulla testa della gente, e fin quando questo sistema “Siracusa da amare” non verrà smantellato, non avrete mai la mia collaborazione.

Ho assistito ad una conferenza dove mi aspettavo che il sindaco spiegasse ai cittadini con parole semplici e chiare dove, come, e perché, sono stati distribuiti in 48 ore 700.000 euro di contributi e/o sul perché la Corte dei Conti si è scomodata ad inviare centinaia di pagine di rilievi ed ammonimenti sulle modalità di affidamento dei servizi e degli appalti, e come e perché da 10 mesi non vengono pagati gli stipendi ai dipendenti di “Casa Monteforte” e ai “Dipendenti degli asili nido”, e come mai si è dimenticato dei soldi da recuperare “nell’affaire gepa” e se anche questo fa riferimento a qualche consigliere comunale del PD.

Invece ho assistito ad un teatrino dove i partecipanti più che amministratori di una città capoluogo di provincia sembravano un gruppo di “liceali” incapaci di comprendere la gravità delle contestazioni di fatto che colpiscono giorno dopo giorno, per la prima volta un sistema politico/affaristico connesso alla gestione della cosa pubblica. Alla fine il “Mio” caro sindaco “siccome immobile” ha iniziato e concluso dichiarando solidarietà agli indagati ed addebitando ogni colpa a tre categorie di persone: a) Giornalisti; b) Magistrati; c) Denunzianti.

Al fine di tutelare non solo i diritti di tutti i cittadini che rappresento quale consigliere comunale, nonché al fine di tutelare il mio diritto proprio di potere liberamente svolgere il mandato che mi è stato concesso dagli elettori ben al di la delle minacce, delle ritorsioni, finalizzate a limitare la mia libertà personale e di pensiero, ho l’obbligo di informare e tutelare i cittadini siracusani. Ho appreso che il “Mio” caro sindaco si è dichiarato stupito dei fatti contestati dalla Procura della Repubblica ed ha affermato che nessuno mai si è rivolto a lui per denunciare affari, tangenti, reati e quant’altro. A questo punto sono costretta ad informare il “MIO” sindaco, che fa finta di avere perso la memoria, come il consigliere Di Mauro,  è stato registrato mentre confessava, dinanzi a testimoni presenti alla conversazione, le modalità di spartizione dell’appalto sulla gestione degli asili nido. Comprenderete bene, che non posso fornire tutti i dettagli di tali condotte, tutt’oggi, al vaglio dell’autorità giudiziaria, ma certamente ritengo necessario allegare le affermazioni del pubblico ufficiale Roberto Di Mauro, il quale conferma la consapevole condotta amministrativa del sindaco, confessando.

Tutti avete capito, compreso il “mio” sindaco che fa sempre finta di non sapere,il motivo per cui cappuccetto rosso nella favola, che tutti i bambini conoscono, non va certo a sporgere denunzia a casa del lupo che si è già mangiato la nonna. Tutti i partecipanti alla conferenza stampa hanno notato il chiaro ritardo dell’assessore Scrofani. Devo dire che per un istante ho pensato che Gianluca avesse fatto prevalere il senso di responsabilità nei confronti della città più che l’interesse alla poltroncina. Così purtroppo non è stato. Mi chiedo e chiedo a Scrofani se fare da intermediario per la compravendita di asili “accreditati” rientra tra le mansioni di un assessore comunale? E come mai il consigliere Di Mauro confessa di avere acquistato l’asilo “casa dei nanetti” (struttura privata accreditata con il Comune) su proposta dell’assessore? Sotto altro profilo, ci piacerebbe sapere dall’assessore Scrofani, cosa ne pensa dell’esistenza di una somma di denaro pubblico stanziata al fine di “convincere” la maggioranza dei consiglieri a votare alcuni bilanci di esercizio del Comune di Siracusa?

Ho appreso, che questa pare essere una consuetudine che affonda le proprie radici nelle diverse amministrazioni comunali succedutesi negli anni, ivi compresa l’attuale. Dall’estratto delle registrazioni tra presenti, il pubblico ufficiale Di Mauro, confessa e dichiara che da assessore al bilancio di amministrazioni precedenti pagava 8.000 Euro a tutti i consiglieri per votare il bilancio. Il Di Mauro afferma che la stessa cifra gli è stata proposta per il bilancio dell’anno precedente anche da quest’amministrazione (8.000 Euro), ma che l’ha rifiutata una prima volta. Conferma altresì di avere invece maturato l’intenzione di accettarla quest’anno. Aggiunge peraltro, che gli 8.000 Euro continuavano a valere per tutti i consiglieri che votavano, eccezione fatta per “l’affaire zuimama” che avrebbe ottenuto 12.000 Euro in quanto “accreditato” alla consigliera Castelluccio che nel ruolo di segretaria di partito avrebbe avuto diritto ad un diverso e migliore trattamento.

Ecco che invece di preoccuparsi delle modalità di notifica dell’avviso di conclusione indagini e di confondere i cittadini con la storiella della violazione del segreto d’ufficio, la signora Castelluccio, così come l’assessore Scrofani e l’assessore Scorpo, dovrebbero prepararsi ad affrontare l’audizione in sede di indagini difensive dinanzi al mio difensore e poi innanzi al Gip.

Ma nel “regno del mago di Garoz” c’è anche Alice nel Paese delle Meraviglie. Mi riferisco all’assessore Scorpo, che in occasione della mia richiesta di istituire una commissione d’indagine, si è presentata in aula a leggere la lezioncina che qualcuno aveva, come sempre, preparato per lei, omettendo di spiegare come mai un mercoledì pomeriggio, nonostante l’allerta meteo, su chiamata del sindaco si è precipitata a Piazza Adda ed a detta dell’interessato, nonché pubblico ufficiale e consigliere comunale Roberto Di Mauro, avrebbe insieme al sindaco modificato una delibera inerente l’asilo già acquistato dal consigliere: “la casa dei nanetti”.

Così stando le cose appare chiaro a tutti come l’assessore Scorpo avrebbe già dovuto dimettersi da tempo, ritenendo la recente adesione all’area DEM, solo un aggravante politico. Non sarà certo la vicinanza alla signora Amoddio ad esonerarla dalle responsabilità che emergono dagli atti. In sostanza, quest’adesione, è solamente un ulteriore danno all’immagine del Partito Democratico e dei cittadini siracusani. Il sindaco, come tutti sanno, ha scientemente e pervicacemente scelto i propri dirigenti, selezionato personalmente le figure di potere Dirigistico, ha addirittura creato due posizioni apicali mai esistite al Comune di Siracusa, ovvero, il direttore generale, e l’ingegnere capo, ruoli rispettivamente affidati in prima battuta al dottore Migliore ed all’ingegnere Borgione, ed ha relegato altri a funzioni minoritarie basandosi su antipatie personali e non certo sul grado di preparazione. Nelle registrazioni di alcuni imprenditori taglieggiati, già in possesso dei magistrati, alcuni di questi nomi insieme a quelli di tanti altri funzionari sono assai ricorrenti. In via esemplificativa, ma non esaustiva, riferiamo come un imprenditore confessa che per ottenere un contratto per il servizio di reperibilità ha dovuto assumere la figlia dell’ingegnere Borgione ed il figlio dell’amante dello stesso.

L’imprenditore confessa, di essere stato costretto per undici anni, e ripeto per undici anni, a pagare tangenti mensili a funzionari, regalare macchine, percentuali fino a 10.000 Euro su determine inerenti affidamenti diretti di lavori pubblici, ristrutturazioni nelle abitazioni private di Dirigenti. A conclusione, quello che emerge dalle varie dichiarazioni rilasciate dai singoli liceali e dal capo classe Garozzo, è che improvvisamente ci ritroviamo in una città dove gli appalti vengono distribuiti a tavolino nelle segrete stanze, alcuni funzionari e dirigenti arrotondano con dazioni di denaro ed altre utilità varie, qualche assessore durante il tempo libero fa il sensale, qualcun’altra pare si adoperi a cambiare le delibere per strada, ed il sindaco da mandato ad un funzionario, sempre secondo l’imprenditore taglieggiato e registrato, di far vincere un appalto al marito di una dipendente comunale intestatario di una ditta edile. Orbene, anche innanzi a queste dichiarazioni confessorie di imprenditori, consiglieri, e cittadini, l’unica reazione dell’amministrazione Garozzo è un morboso attaccamento alla poltrona, un finto sconcerto, ed inopportuno addoloramento pubblico.

Non hanno capito che non siamo a Canale 5, in una puntata di Barbara D’Urso, qui i cittadini siracusani non sono commossi, sono arrabbiati, perché mentre si fa un utilizzo errato ai soldi pubblici, la gente comune non riesce ad arrivare a fine mese, e l’arroganza mostrata venerdì in conferenza stampa si traduce in un insulto alla dignità umana dei padri di famiglia che cercano con il lavoro onesto di dare un futuro ai propri figli. P

er coerenza verso le famiglie che vivono il dramma economico la sottoscritta – conclude Princiotta –  ha già dato mandato di inoltrare alla magistratura una richiesta di sequestro per le somme contestate negli avvisi di garanzia, nonché un immediato controllo di coerenza patrimoniale estesa anche alle mogli ed ai figli dei funzionari, consiglieri ed amministratori a diverso titolo individuati nelle registrazioni depositate. Voglio capire gli attici e le ville come sono state acquistate in forza ad un semplice stipendio”.

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