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Progetto Siracusa: “Assessore Scorpo, cosa aspetta a dimettersi?”


Progetto Siracusa Siracusa Times News Siracusa: prosegue la querelle sulla vicenda riguardante la gestione degli asili nido fra la lista civica Progetto Siracusa e l’assessore comunale Rosalba Scorpo. Infatti giorni fa, il portavoce della lista, Ezechia Paolo Reale aveva accusato l’amministrazione di “sottrarsi al confronto sulle questioni relative alla gestione degli asili nido come su tutte le altre su cui è stata interrogata”. L’esponete della Giunta Garozzo, non ha fatto mancare la sua replica. Ma la vicenda non sembra essersi conclusa perché questa mattina alle dichiarazioni di Rosalba Scorpo replica Lucia Catalano, presidente di Progetto Siracusa.

“Avremmo preferito – scrive Lucia Catalano – che la risposta fosse giunta nei luoghi istituzionali e cioè in Consiglio Comunale ma in ogni caso l’assessore Scorpo ha ritenuto di rispondere alle domande politiche poste da Progetto Siracusa sulla gestione degli asili nido e di ciò la ringraziamo, anche se ci ha fornito, suo malgrado, un quadro desolante dell’agire amministrativo.

Alla nostra domanda sul perché la gara di appalto per gli asili nido sia stata divisa in quattro lotti distinti, la risposta dell’assessore è stata che sono state seguite le istruzioni dell’Autorità Nazionale Anticorruzione al fine di scongiurare possibili episodi corruttivi. Ma la divisione in più lotti di una gara di appalto, seppur certamente consentita, a determinate condizioni, per favorire la partecipazione alla gara di piccole e medie imprese, nulla c’entra con il contrasto a possibili episodi corruttivi che, anzi, il frazionamento dei lotti, in linea teorica, addirittura favorisce, come insegnano anche le cronache . E’ utile ricordare all’assessore, dato che non ne fa cenno nella sua risposta, che il bando del Comune di Siracusa prevedeva una clausola che vietava l’aggiudicazione di un lotto in favore dell’impresa già vincitrice di altro lotto ed era quindi programmato per fare vincere, in ogni caso, quattro imprese diverse, una per ciascuno dei lotti in cui era divisa la gara. Pur con accurate ricerche, non abbiamo ancora trovato nessuna istruzione dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione che suggerisce tale particolare modalità di gara.

Alla nostra seconda domanda, confessiamo di non aver compreso appieno la risposta dell’assessore. Dall’analisi delle circa 800 parole spese in puro burocratese abbiamo però capito che è vero che sono stati assegnati soldi pubblici a strutture private pur essendoci posti ancora liberi negli asili comunali, peraltro già pagati con altri soldi pubblici attraverso il meccanismo del c.d. vuoto per pieno. Che poi, una volta scoppiato lo scandalo, l’amministrazione abbia dovuto fare marcia indietro, ci può consolare solo parzialmente.

Alla nostra domanda se è vero che per ottenere i fondi per il servizio è stato consegnato al Ministero un regolamento degli asili diverso da quello approvato dal Consiglio Comunale, la risposta dell’assessore è stata che al Ministero è stato effettivamente inviato il regolamento adottato dalla Conferenza dei Sindaci del Distretto.

Sorge quindi il dubbio – prosegue Lucia Catalano – che non sia noto all’assessore che la Conferenza dei Sindaci non può approvare nessun regolamento comunale ma solo suggerire uno schema uniforme da sottoporre all’approvazione dei Consigli Comunali del Distretto. E che non sia noto neppure che il Consiglio Comunale di Siracusa non ha mai approvato quello schema, che lei sorprendentemente scambia per un regolamento vigente. Si rende conto l’assessore che il Ministero anche solo per questo motivo dovrebbe rifiutare di finanziare il servizio?

Alla nostra quarta domanda, la risposta dell’assessore conferma che, ancora oggi, il Comune non è riuscito a rendicontare al Ministero le spese e non ha, quindi, ancora ottenuto i relativi fondi. Siamo, invece, lieti di apprendere che l’amministrazione sta finalmente ovviando, prelevando le somme direttamente dal bilancio comunale, al ritardo nel pagamento degli stipendi degli operatori degli asili nido. Speriamo solo che non siano fondi di bilancio sottratti ad altri servizi essenziali.

Infine, assessore, anziché sterili ed astiose invettive inutilmente dirette a chi ha più competenza ed esperienza di lei, provi a formulare autonomamente pacate riflessioni, utili, nel pubblico interesse, ad evitare per il futuro la disastrosa gestione che emerge dalle sue stesse risposte.

Noi lo chiediamo da tempo, ma oggi lo ribadiamo con ancora più forza e convinzione: di fronte all’incredibile serie di disservizi e grossolani errori che ha, forse involontariamente, dovuto ammettere cosa aspetta ancora a dimettersi?”

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