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Priolo, stamane la conferenza indetta dal sindaco Rizza. Gli avvocati: “nessun escamotage sul rinvio dell’udienza”


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Tommaso Tamburino, il sindaco di priolo Antonello Rizza e Domenico Mignosa

News Priolo: l’udienza per il processo “Qualunquemente”, che vede 19 imputati di voto di scambio, corruzione e concussione tra i quali il sindaco di Priolo e due ex assessori (leggi qui), è stata rinviata, pochi giorni fa, all’11 ottobre a seguito della richiesta di rinvio a giudizio presentata dal Pubblico Ministero. La vicenda non è passata inosservata al senatore del Movimento 5 Stelle Michele Giarruso, secondo il quale sarebbe stato utilizzato un “escamotage” per giungere a tale rinvio.

Il sindaco di Priolo Antonello Rizza, insieme ai suoi legali Domenico Mignosa e Tommaso Tamburino, hanno incontrato stamane la stampa per fare chiarezza su tali rilievi mossi da Giarruso, definiti “assai gravi” dai due avvocati, e fornire informazioni rispetto allo slittamento del processo che coinvolge il primo cittadino del comune del siracusano.

“Quella di martedì scorso – hanno precisato Mignosa e Tamburino – è stata la prima udienza, non c’è mai stato un rinvio precedente, e non è stato utilizzato alcun escamotage. Il rinvio è stato disposto d’ufficio dal giudice perché uno degli imputati non aveva ricevuto regolare notifica. E’ la legge che impone, in questi casi, il rinvio”.

“E’ grave – hanno sottolineato i due legali – che un senatore della Repubblica, peraltro avvocato, utilizzi toni al limite dell’intimidazione, annunciando la richiesta di chiedere l’invio degli ispettori, l’intervento della Procura Generale e parli di sabotagio e rischio prescrizione.  Trattandosi di fatti commessi tra il 2011 e il 2014, siamo lontanissimi dalla prescrizione. Da avvocato, prima ancora che da senatore, dovrebbe avere più rispetto per il lavoro svolto dai giudici e conoscere a fondo la legge. Siamo molto preoccupati per questa grave interferenza politica che rischia di minare la serenità dei giudici. E questo sì che è un rischio concreto”.

“Detto ciò – hanno concluso i due – riponiamo ampia fiducia sull’operato dei magistrati del tribunale di Siracusa, sottolineando che da parte del nostro assistito vi è stata e vi sarà la massima collaborazione per chiarire i termini della vicenda”.

Ampia fiducia nel lavoro dei magistrati ribadita anche dal sindaco Antonello Rizza che si dice pronto a collaborare per chiarire la sua posizione. “Non entro nel merito delle accuse che mi vengono mosse ha dichiarato Rizza  poiché non è questa la sede. Lo farò nell’aula del tribunale”.

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