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Priolo. Arresti domiciliari per il sindaco Antonello Rizza, candidato alle elezioni Regionali di novembre


Priolo. È stato il gip del tribunale di Siracusa, Tripo, che ha disposto la misura cautelare a carico del primo cittadino di Priolo Antonello Rizza, candidato alle prossime elezioni Regionali di novembre nella lista di Forza Italia.

Arresti domiciliari quindi per il sindaco di Priolo. L’indagine, diretta dal sostituto procuratore Margherita Brianese, coordinata dal procuratore capo Francesco Paolo Giordano per quello che viene definito come un “consolidato sistema di illegalità diffusa all’interno e all’esterno dell’amministrazione comunale priolese”.

Coinvolti, nell’inchiesta, oltre agli odierni destinatari delle misure cautelari, anche altri 13 indagati per vari reati.

Oltre agli arresti domiciliari per il sindaco di Priolo sono stati eseguiti i seguenti provvedimenti: l’obbligo di presentazione giornaliera alla Polizia Giudiziaria, a carico di: Salvatore Cirnigliaro, Dirigente del Settore Sport e Spettacolo del Comune di Priolo Gargallo, per il reato di turbata libertà degli incanti, anch’esso in concorso; Francesco Artale, imprenditore ed amministratore della “Indie Sound Music s.a.s”, per i reati di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, truffa aggravata e frode nelle pubbliche forniture; Flora La Iacona, Dirigente del Settore Pubblica Istruzione del Comune di Priolo Gargallo, che all’epoca dei fatti era Dirigente del Settore Politiche Sociali per il reato di turbata liberta del procedimento di scelta del contraente e truffa aggravata.

I fatti riguardano eventi che sarebbero accaduti nella seconda metà del 2016. L’accusa contesta tre episodi di turbata libertà degli incanti e turbamento del procedimento di scelta del contraente in relazione alla segnalazione di persone vicine al sindaco per l’affidamento di appalti del Comune; episodi di truffa e tentata truffa ai danni del Comune commessi in concorso tra sindaco, funzionario comunale e un imprenditore, in relazione all’acquisto di beni tramite Consip con codici alterati e tali da consentire all’imprenditore segnalato la vendita dei beni per prezzi maggiorati; un episodio di frode nelle pubbliche forniture attribuito al solo imprenditore e connesso ai medesimi appalti, ed infine un episodio di tentata concussione, sempre in relazione alla finalità di pervenire all’assegnazione di appalto a imprenditore vicino al sindaco.

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