ULTIM'ORA

Palermo: la Procura smentisce la telefonata, l’Espresso la conferma


crocetta-borsellino-tutino Siracusa Times

Il Governatore Crocetta, Lucia Borsellino e Tutino

News Palermo: “Agli atti dell’ufficio non risulta trascritta alcuna telefonata del tenore di quella pubblicata dalla stampa tra il governatore Crocetta e il dottor Matteo Tutino“, con queste parole il Procuratore di Palermo Francesco Lo Voi smentisce l’intercettazione apparsa, ieri mattina, su “L’Espresso” dove Tutino avrebbe detto al Presidente Crocetta l’ormai famosa frase riferita a Lucia Borsellino: “Va fermata, va fatta fuori come suo padre”. 

Lucia Borsellino è la primogenita del magistrato Paolo Borsellino, ucciso da cosa nostra il 19 luglio 1992 e che fino al mese scorso ricopriva l’incarico di assessore regionale alla Sanità.

L’intercettazione ha provocato il dissenso dell’opinione pubblica e delle istituzione infatti l’ex assessore Borsellino è stata telefonata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dal premier Matteo Renzi, dal ministro Angelino Alfano. Parole di stima e di stupore sono state espresse anche dal Presidente del Senato Pietro Grasso che così ha definito l’intercettazione: “Parole schifose che offendono la dignità di Lucia Borsellino, la memoria di Paolo, la Sicilia e l’Italia intera. Un abbraccio a tutta la famiglia Borsellino”. 

Altri esponenti politici hanno espresso soliderietà alla figlia del magistrato come la deputata siracusana del Pd Sofia Amoddio e il sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo.

Alla dichiarazione del procuratore Lo Voi, che di fatto smentisce l’intercettazione, il Presidente Crocetta ha reagito con commozione dichiarando:”E’ vero che la Procura smentisce? Oggi mi hanno ammazzato… Perché… perché”.  Ma quanto è potente questa mafia che mi vuole fare fuori? Avrei potuto anche farla finita oggi”.

Ma l’Espresso non ci sta è replica alle affermazioni del Procuratore: “La conversazione intercettata tra il Presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta e il primario Matteo Tutino risale al 2013 e fa parte dei fascicoli segretati di uno dei tre filoni di indagine in corso sull’ospedale Villa Sofia di Palermo“.

Intanto Crocetta si è autosospeso, mentre molti partiti e anche il suo, il Partito Democratico chiedono in coro le dimissioni.

Dimissioni chieste anche dal deputato regionale Vincenzo Vinciullo che afferma: “E’ evidente a tutti che Crocetta non può continuare a fare il Presidente della Regione in quanto ha dimostrato di essere assolutamente inadeguato al ruolo a cui è stato chiamato dai siciliani. Sono fiducioso e certo che la Magistratura inquirente saprà fare luce sugli autori di questo vile gesto e sulle motivazioni, sicuramente non nobili, che stanno alla base di questa macchina del fango messa in atto non solo per colpire il presidente della Regione ma anche i siciliani. Resta inteso che, accertata la verità, questo Governo e la maggioranza che lo ha espresso e votato deve andare a casa, ivi compresi colori i quali, in questi ultimi mesi, hanno dimenticato di essere stati candidati, sponsor e sostenitori della primavera di Crocetta, che invece si è trasformata in un inverno glaciale per la Sicilia”. 

© Riproduzione riservata


Articoli correlati: