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Pagare il canone Rai in bolletta? Tuttò ciò che bisogna sapere


Canone bolletta - siracusatimesNews: il governo ha deciso di addebitare sulle utenze elettriche l’importo della tassa di possesso della televisione per ridurre l’evasione fiscale. Quest’anno ammonta a 100 euro, 13 euro in meno rispetto al 2015. Nel mese di luglio la gran parte delle famiglie italiane (si stima che il 98% abbia almeno un apparecchio televisivo in casa) ha visto recapitarsi in bolletta elettrica un maggior onere di 70 euro, corrispondente all’acconto del canone Rai. Il saldo, 30 euro, verrà inserito nella fattura di novembre.

Pochi ma indispensabili risposte alle domande più frequenti proposte dagli utenti.

Chi deve versare l’imposta? È tenuto al pagamento del canone Rai chiunque detenga una televisione. Cioè, secondo una recente definizione del ministero dello Sviluppo, chiunque sia in possesso di un apparecchio in grado di ricevere, decodificare e visualizzare il segnale digitale terrestre o satellitare. Il canone Rai, configurabile come una tassa di possesso, è dovuto una sola volta in relazione a tutti gli apparecchi detenuti dai componenti di una famiglia, a prescindere dal numero di abitazioni in cui sono presenti apparecchi televisivi. Se marito e moglie appartengono alla stessa famiglia il canone è dovuto una sola volta.

Chi non ha il televisore? Chi non possiede un apparecchio televisivo è esentato dal pagamento del canone Rai. Tuttavia, se è titolare di un’utenza elettrica, deve presentare una dichiarazione di «non detenzione» compilando il «Quadro A» della dichiarazione sostitutiva pubblicata sui siti www.agenziaentrate.gov.it e www.canone.rai.it. Questo perché dal 1 gennaio 2016 il governo ha deciso di legare il versamento dell’imposta alla fattura della bolletta elettrica nel tentativo di ridurre l’evasione fiscale. Ecco perché, senza questa dichiarazione — che ha una validità annuale— è automatico l’addebito in bolletta.

Cosa cambia se si possiede la radio? Secondo quanto disposto dalla legge 27 dicembre 1997, numero 449, non esistono più canoni ordinari dovuti per la detenzione di apparecchi radiofonici in ambito familiare. Il pagamento del canone Rai è dovuto solo per gli apparecchi televisivi e i monitor muniti di sintonizzatore Tv. L’imposta non va versata né in caso di possesso delle comuni radio (prive di schermo televisivo), né per i monitor dei pc o per i tablet. A chiarirlo è lo stesso sito della Rai ove si specifica che «per i canoni ordinari in ambito familiare la detenzione esclusiva di apparecchi radio non comporta il pagamento del canone».

Ci sono costi se guardo la tv sul tablet? Il ministero dello Sviluppo in una nota ha precisato che le utenze domestiche non devono pagare il canone per il possesso di computer, cellulari e tablet. Sono assoggettati al canone Rai solo quegli «apparecchi in grado di ricevere, decodificare e visualizzare il segnale digitale terrestre o satellitare, direttamente o tramite decoder o sintonizzatore esterno». I possessori di smartphone e tablet non sono tenuti a pagare. Il vero vincolo tecnologico sta nel ricevitore DVB-T: l’unica discriminante è rappresentata dalla presenza di un sistema di sintonizzazione per ricevere il segnale televisivo.

Come e quando si salda? Dal 2016, per volontà del governo, il canone è addebitato sull’utenza elettrica di tipo domestico residenziale. L’ammontare previsto è di 100 euro. La prima tranche, addebitata in bolletta nel mese di luglio, è stata di 70 euro. Il saldo avverrà entro la fine dell’anno. Se si ritiene che l’addebito del canone nella fattura elettrica non sia corretto è possibile il pagamento della sola quota energia comunicandolo all’Agenzia delle Entrate che effettuerà dei controlli a campione. Le modalità per richiedere il rimborso del canone addebitato a luglio, ma non dovuto, sono indicate in una circolare dell’Agenzia delle Entrate appena emanata.

chi ha diritto ad ottenere l’esenzione? Oltre a quanti non possiedono alcun apparecchio televisivo sono previste specifiche esenzioni per chi, pur avendo la televisione, si trova in condizioni reddituali o anagrafiche particolari. Non sono tenuti al pagamento del canone Rai, per esempio, coloro i quali hanno un’età pari o superiore a 75 anni e dichiarano un reddito annuo non superiore a 6.713 euro. Per essere esonerati dal pagamento del canone possono rivolgersi agli uffici dell’Agenzia delle Entrate per fare una dichiarazione di richiesta di esenzione, presentando i documenti relativi all’assegno previdenziale.

Quali tipi di controlli posso subire? Se si invia una disdetta canone Rai, ovvero l’autocertificazione attraverso cui si sostiene di non possedere nessun apparecchio televisivo, ma si stanno fornendo informazioni false scatta la dichiarazione mendace. Ne deriva una sanzione per evasione fiscale. In questo caso i contribuenti devono corrispondere il canone e sono soggetti alle sanzioni previste dalla legge, ammontanti a 619 euro per ogni annualità evasa. L’Agenzia delle Entrate sta intensificando i controlli per verificare che le dichiarazioni sulle residenze siano corrette. Alle ispezioni dovrebbe partecipare anche la Guardia di Finanza

È possibile disdire l’abbonamento? No, dal 1 gennaio 2016 la disdetta per «suggellamento» non è più prevista. Si tratta di una procedura che comportava l’arrivo a casa di un tecnico che «modificava» l’apparecchio televisivo in modo che non captasse più il segnale. Ora si può soltanto presentare dichiarazione di esenzione. Per il 2016 la dichiarazione presentata entro il 16 maggio esonerava dall’obbligo di pagamento del canone per tutto l’anno; quella presentata dal 17 maggio al 30 giugno esonera per il secondo semestre 2016. La dichiarazione presentata dal 1° luglio esonera dall’obbligo di pagare il canone per tutto il 2017.

Come gestire un errore nell’addebito? Se si ritiene di aver ricevuto un addebito in bolletta di 70 euro a luglio pur avendo presentato regolare dichiarazione di esenzione si può provvedere a chiedere un rimborso. L’istanza può essere presentata telematicamente dal titolare dell’utenza elettrica, mediante la specifica applicazione web che sarà disponibile dal 15 settembre sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Il modello è già pubblicato sul sito delle entrate www.agenziaentrate.gov.it e della Rai www.canone.rai.it. Le associazioni dei consumatori si stanno adoperando in tal senso fornendo tutto il supporto.

Cosa succede ai proprietari di due case? Il pagamento del canone Rai è dovuto una sola volta. La presunzione di detenzione dell’apparecchio televisivo si applica solo alle utenze per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui il soggetto ha la residenza anagrafica (le cosiddette «utenze domestiche residenti»). Nelle seconde e terze case, ad esempio, pur essendoci un’utenza elettrica non viene associato il pagamento del canone Rai, a meno che il soggetto non abbia deciso di spostare in una di queste la propria residenza fiscale. In quel caso deve provvedere al pagamento della tassa di possesso se dispone di un apparecchio televisivo.

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