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Padri separati, il lato oscuro del divorzio. Nasce a Siracusa l’associazione “Io e il mio papà”


papà-e-figlioNews: lotte all’ultimo sangue a suon di avvocati. Così finisce una relazione, un matrimonio che lega un uomo e una donna, una mamma e un papà. E gli effetti collaterali quali sono? Si pensa subito ai figli, inconsapevoli e innocenti, costretti a vivere quasi sempre a fianco della madre, riconosciuta dal retaggio culturale e dagli studi di psicologi come la figura più completa. E il padre? Un uomo evanescente, che va e viene dalla vita di suo figlio, identificato solo come una figura di sostegno economico e che con il tempo viene dimenticata.

Uomini umiliati, che perdono tutto. Sono loro i nuovi poveri. Sì, perchè in Italia a viaggiare di pari passo con le separazioni è la povertà. Soprattutto le donne – secondo l’Istat  – dopo il divorzio si trovano senza una fonte di reddito. Ma anche per i padri la situazione non è delle migliori. In caso di separazione legale o divorzio, di solito sono obbligati ad abbandonare la casa dove vivevano con la moglie e i figli e a provvedere al loro mantenimento, spesso affidandosi esclusivamente al proprio stipendio. Nonostante, in Italia, in quasi tutti i casi di affido condiviso affrontati nei Tribunali, quasi l’80% delle volte il risultato è il medesimo: affidamento del figlio alla madre.

Contro un disagio sociale ed economico che i padri separati devono subire, negli ultimi anni molte associazioni e cooperative sono scese in campo con interventi concreti a favore dei papà separati. Sono nate così decine di strutture di accoglienza e di supporto. A Siracusa, è nata l’associazione “Io e il mio papà” e a parlarcene è uno dei fondatori, Maurizio Cappuccio.

io e il mio papàUn’associazione a tutela del diritto alla bigenitorialità e dei diritti dei figli e dei padri nonchè al sostegno di genitori in situazioni di conflittualità. Ma per quale motivo i padri si trovano spesso a subire le conseguenze del divorzio? L’idea di questa associazione, sviluppata da tempo ma attiva solo da questo novembre, nasce proprio per difendere il padre separato, identificato come un padre di serie B. Una persona solo addetta al mantenimento del figlio o dei figli, ma basta considerare che il 50-60% dei padri non detiene le capacità economiche per questo sostenamento che oltretutto intende anche quello della madre.

Una legge poco applicata, che nel concreto difficilmente agisce in maniera corretta e il risultato è che l’affido, di fatto, continua ad essere dato nella maggior parte dei casi alle madri, mentre ai padri viene riservato il diritto di vedere i propri figli per uno o due giorni a settimana o per due week-end al mese. E poi ci sono le situazioni in cui uno o entrambi i genitori utilizza i bambini come mezzi per battaglie legali o sentimentali. Non sono rari i casi di madri o padri che negano il diritto all’altra parte di vedere i figli.

Perchè in Italia, non si arriva a un punto di svolta? Sono diversi i casi che potrei citare, in cui la bigenitorialità, ovvero il diritto a mantere stabile il rapporto con entrambi i genitori separati, non è stata rispettata ai danni del padre e che ha generato la denuncia da parte della Corte di Strasburgo. Questo esempio è solo uno dei tanti motivi che ci spinge ad agire nel territorio a scoprire i casi di padri che, ogni giorno, ci contattano per essere aiutati.

Da chi è composta l’associazione e come agite? “Io e il mio papà” si compone di uno staff di professionisti, quali avvocati, pedagogisti, assistenti sociali e mediatori familari che si occupano delle varie segnalazioni. Abbiamo già disposto una linea d’azione nel territorio e ben presto attiveremo un programma, è importante che la voce dei padri separti venga ascoltata da tutti. Il padre è obbligato dai propri doveri dopo una separazione ma non bisogna negargli il diritto di vedere il proprio figlio, di, seguirlo in ogni momento dove e quando possibile, e vederlo crescere felice come in una qualsiasi altra famiglia.

Esistono, quindi, reali proposte per arginare questo disagio. Le ripercussioni dei divorzi o delle separazioni sulla vita dei padri sono diventate argomento di discussione per esperti e associazioni di genitori. E il fatto che non solo se ne parli ma che si agisca concretamente, diventa un freno a quel disagio materiale e morale che una linea di pensiero a senso unico, fino a non poco tempo, ha provocato danni agli uomini, prima e poi ai padri separati. L’associazione “Io e il mio papà” sembra rispondere proprio al silenzioso grido di aiuto dei padri separati.

 

 

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