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XI edizione “Best in Sicily”, Oscar Farinetti rilancia il pomodoro di Pachino: “raccontatelo e non avrà rivali”


Pomodoro siracusa timesNews Pachino: “Raccontare un prodotto è dargli vita: senza la narrazione un prodotto non esiste. Avete occasioni pedoclimatiche uniche in Sicilia. Prendete il caso del pomodoro: gli Israeliani dicono che lo hanno inventato loro, ma poi sono dovuti venire a Pachino per farlo davvero buono”.

Così il patron di Eataly, Oscar Farinetti, ha raccontato, durante la IX edizione di Best In Sicily, la bontà del pomodoro di Pachino IGP.

L’attività di promozione del Consorzio di Tutela Pomodoro di Pachino IGP aggiunge un nuovo tassello con la partecipazione alla manifestazione svoltasi a Catania, che è poi proseguita ieri, facendo tappa direttamente nelle aziende che producono e confezionano “l’oro rosso” del sud est siciliano.

“È un’occasione importante per il nostro Consorzio – dichiara il Presidente Sebastiano Fortunato perché rappresenta un momento di visibilità non solo tra il grande pubblico, ma anche con la stampa specializzata e alcuni foodblogger. La nostra azione di promozione, infatti, si muove su più livelli perché la bontà del nostro prodotto trova ampio riscontro tra target diversi: dalla massaia che vuole portare a tavola il meglio, allo studente che non rinuncia a mangiare sano, per arrivare fino al foodies che sceglie gli ingredienti di qualità per piatti più ricercati”.

I dirigenti del Consorzio hanno accolto ieri in mattinata alcuni giornalisti e foodblogger, accompagnandoli presso le serre e i centri di confezionamento del prodotto per raccontare loro le varie tappe della filiera di produzione e di commercializzazione. La visita è stata anche l’occasione per spiegare il perché del fatto che il pomodoro di Pachino IGP ha delle caratteristiche sensoriali e nutritive che si distinguono rispetto a quelle delle altre varietà di pomodoro coltivate altrove, degustate poi durante il pranzo a base di tutte le varietà di Pomodoro di pachino Igp.

“Abbiamo la fortuna – ha sottolineato il Direttore Salvatore Chiaramida di poter fare agricoltura in un posto unico al mondo, ma purtroppo i risultati non sempre sono all’altezza dell’impegno che mettiamo nell’attività che svolgiamo. Sicuramente occorrerebbe una maggiore unità di intenti tra i vari soggetti che compongono la filiera e soprattutto un’attenzione superiore da parte delle varie istituzioni”

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