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“ORA POI LO FACCIO”


Siracusa come il resto del mondo in balia dell’incoerenza e più che mai dell’ ORA POI : espressione a denominazione controllata che indica una previsione di azione che va da ora a chissà quando. ORA POI infatti si usa per temporeggiare nelle faccende familiari, lo usano i politici quando non sanno più che pesci prendere, ce lo diciamo in soliloquio durante un pensiero ad alta voce, quando sappiamo che alle parole devono seguire i fatti ma non sappiamo se vogliamo farlo davvero.

L’espressione ORA POI è un ponte sull’arcobaleno del nulla.

ORA ha radici nella predisposizione aretusea al pronto soccorso, POI è l’avverbio edificato sui terreni fertili dell’indolenza e del fancazzismo.

ORA POI si rimedierà all’aria irrespirabile proveniente dalla zona industriale, ORA POI si renderà  accessibile tutta la città a chi è costretto su una sedia a rotelle, ORA POI si troverà una soluzione alle strade allagate, ai buchi neri del manto stradale, alla disoccupazione dilagante di professionisti e principianti, al randagismo esponenziale, all’indifferenza generale dei “potenti” che miete più vittime di una guerra.

ORA POI è la parola d’ordine di chi è NESSUNO e finge di essere qualcosa.

Ma grazie all’universo della virtualità giunge il riscatto: a tutti viene consegnato lo scettro del “finto” potere e ORA POI si tinge di like, post e faccine che simulano azioni, consensi, dissensi e parate. Tutti protagonisti del remake 3.0 della Divina Commedia siracusana, fatto di gironi di politici recidivi, traditori pentiti, uomini religiosi in attesa di santificazione. Ognuno racconta la propria pena, grida l’amore e invoca giustizia per se e per l’universo. Il tormento generale profuma l’aria che respiriamo di tanfo di merda e stavolta non è quella della zona industriale ma quella che ci seppellisce da secoli con l’espressione micidiale dell’ ORA POI.

E’ scientificamente provato che la nostra mente è capace di incamerare infiniti dati ogni istante e di sintetizzarli in parole, opere ed emozioni per favorirne l’evoluzione e l’illuminazione della medesima. Tuttavia non è roba da tutti affrontare questa sfida. Infatti per cultura i siracusani sono propensi ad effettuare una “scrematura” quotidiana spicciola delle cose che serve assimilare per migliorare la qualità di vita di tutti. E così facendo perdono l’occasione di sperimentare inedite imprese in grado di mettere in mostra pilastri sociali come il coraggio e la lotta per il mutuo soccorso. Ormai siamo quasi tutti portatori sani di un’identità solida quanto quella di un panetto di burro custodito in un frigorifero che si chiama Social Network che ORA POI tireremo fuori per fare l’ennesima “CASZATA”.

Ma esiste una via di fuga. Squarciamo le grate dell’ ORA POI e quando dai nostri figli, dai nostri cari, dal vicino di casa, da un semplice cittadino o immigrato ci arriva una richiesta di aiuto, non rimandiamo a POI quello che possiamo fare ORA. Diventiamo animali di rispetto, non restiamo uomini senza onore.

 

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