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Omicidio Ardita, il padre Agatino in diretta su Pomeriggio Cinque: “Eligia studiava ginecologia, non può essere morta per un malore”


pomeriggio-cinque-eligia-agatino-luisa-ardita-leonardi-siracusa-timesNews Siracusa: nuove inaspettate rivelazioni sull’omicidio di Eligia Ardita, l’infermiera siracusana uccisa la notte del 19 gennaio 2015 insieme alla figlia Giulia che portava in grembo da otto mesi. A parlare è il padre di Eligia, Agatino Ardita, e lo fa non dentro l’aula della Corte d’Assise del Tribunale di Siracusa, bensì nella propria casa durante una diretta televisiva di “Pomeriggio Cinque”, andato in onda pochi minuti fa.

Già oggi, fuori dal Tribunale, il signor Agatino non ha rinunciato a esprimersi rispetto alla decisione del presidente della Corte, che ha accolto la richiesta dei difensori di Christian Leonardi, di far uscire di scena tutti i testimoni, compresi i genitori della vittima.

Dopo la diretta di stamane della trasmissione di Rai Uno “Storie Vere”, che ha seguito l’udienza del mattino (guarda la puntata qui), nel pomeriggio il signor Agatino si è presentato nella diretta di Canale 5 con un documento tra le mani che proverebbe la falsa testimonianza di Leonardi per quella nuova confessione scritta consegnata dai suoi difensori durante le ultime udienze, dove ha ritrattato la sua ammissione di colpevolezza quale esecutore materiale dell’omicidio della moglie Eligia (leggi qui). Quella dichiarazione scritta che alluderebbe ad una “confessione indotta”, confermando dunque l’iniziale tesi che voleva Eligia spirare a causa di un malore improvviso.

Il documento in questione, invece, dice il padre Agatino, prova che “Eligia non è potuta morire per un malore”. Si tratta di una raccolta di appunti di ginecologia ed ostetricia che Eligia raccoglieva da tempo non solo per studio ma per essere preparata ad affrontare al meglio la gravidanza della piccola Giulia. Il signor Agatino ricorda spesso le premure e gli accorgimenti della gestante figlia Eligia e quindi, risulterebbe assurda l’ipotesi del malore che l’avrebbe poco dopo condotta alla morte.

Intanto, oggi è ripresa l’istruzione dibattimentale con l’esame testimoniale consistente nella disposizione su fatti rilevanti il processo del maresciallo dei Carabinieri Gioia. Oggetto di discussione, la dinamica che ha portato alla verbalizzazione della denuncia presentata il 20 gennaio 2015 dall’imputato Christian Leonardi e dal padre della vittima, Agatino Ardita, di fronte l’ufficiale Gioia (leggi qui).

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