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Noto, VolaLibro: l’immigrazione al centro della seconda giornata


News Noto: Paolo Di Stefano,  giornalista e scrittore,  parlando di immigrazione nel corso della presentazione del suo libro “I pesci devono nuotare” ha ricordato come: “dobbiamo essere consapevoli del fatto che la migrazione ha riguardato anche noi e quindi dovremmo riuscire a mettere in relazione il nostro passato con il nostro presente. E avere memoria di ciò che siamo stati, lavorare a futura memoria. Mettere cioè insieme il futuro con il passato”.

“I pesci devono nuotare” racconta infatti la storia di Selim, giovane egiziano stretto tra la dura vita familiare e sociale del suo Paese e la realizzazione economica ed esistenziale che sogna di trovare in Italia. Ancora minorenne, deciderà di imbarcarsi, riuscendo nel suo tentativo e dando avvio alla sua nuova vita da immigrato. Paolo Di Stefano, con questa storia vera, che ha le sue radici nella cronaca di tutti i giorni ma che ci trasporta lontano, in un viaggio sorprendente, racconta i sentimenti, le scoperte e le emozioni di chi sta dall’altra parte di quel muro. Di chi ha imparato un principio universale: i pesci devono nuotare.

Ma stamattina i giovani di Volalibro hanno potuto incontrare anche la designer e stylist Cori Amenta. “Essere se stessi per vincere” il titolo dell’evento moderato dall’assessore alla Cultura del Comune di Noto, Sabina Pangallo, durante cui Cori Amenta ha spiegato: “si può essere se stessi e vivere una vita gratificante, bella indipendentemente dal punto di partenza. Quindi esorto tutti a spogliarsi di ciò che ci inculcano da ragazzine e di vivere la vita con una grande libertà: perché l’espressione è l’unica cosa che ci differenzia dagli animali”.

E a chi vorrebbe intraprendere la sua stessa carriera, Cori Amenta ha consigliato: “c’è bisogno di un grande amore, è un lavoro che dà soddisfazioni solo a lunga distanza. E’ un cammino in cui bisogna credere e dunque da intraprendere senza mollare mai oppure non ha senso neanche cominciarlo”.

Fari puntati, stamattina, anche sull’omicidio stradale. Far comprendere ai giovani l’importanza del rispetto delle regole, promuovere una cultura della legalità ed evitare che i ragazzi assumano comportamenti pericolosi, causa principale degli incidenti, soltanto alcuni degli obiettivi dell’incontro con il personale della Polizia stradale che ha spiegato ai giovani di Volalibro come tra queste condotte ci sia per esempio “l’assunzione di sostanze alcoliche o stupefacenti, una guida particolarmente pericolosa in prossimità delle strisce pedonali, il passaggio con il semaforo rosso o il superamento della striscia continua”.

E poi, ancora, largo al teatro con “Oltre Omero”, il racconto della guerra di Troia attraverso gli occhi di Elena. Con Aurora Miriam Scala, actor coach Carmela Buffa Calleo: in scena uno spettacolo che mette insieme diversi autori.

Tanti, come ogni giorno, anche i laboratori: come quello creativo di pittura e scultura a cura dei docenti Cataneo, Cirinnà e Vendetti del liceo artistico Matteo Raeli di Noto, che ha avuto l’obiettivo di sviluppare sensibilità verso questo settore per far comprendere il valore culturale, sociale ed economico dell’arte e del patrimonio artistico che l’Italia ha e continua a produrre.

Grande partecipazione anche al laboratorio a cura di Mario Giuffrida “Il gran buffet delle storie”: in un contesto di gioco e apprendimento, il professor Talentus, attraverso narrazioni appetitose, tratte dal vasto repertorio della letteratura “gastronomica”, giochi e impasti letterari, ha offerto ai partecipanti la possibilità di condividere occasioni di gioco e di esperienza, intorno ai libri, alle parole, ai saperi e ai sapori.

“Storie di animali ed altro … i 5 Lionni”, invece, il laboratorio a cura di Vincenzo Spadaro: l’opera di animazione di Leo Lionni ha un valore inestimabile, sia per la qualità dei testi e dei disegni sia per i temi trattati. Attraverso la visione dei suoi corti e il gioco musicale i giovani hanno scoperto i personaggi dell’artista futurista che, con assoluta semplicità e delicatezza, permettono di riflettere sul tema della diversità.

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