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Noto. Simulano una rapina, denunciate due persone dalla Polizia di Stato


Noto. Ieri sera, gli agenti della Polizia di Stato, in servizio al Commissariato di P.S. di Noto, al termine di articolata e celere attività investigativa, hanno denunciato D.P.D., classe 1987, e P.M. classe 1983, entrambi siracusani, per i reati di simulazione di reato, tentata appropriazione indebita e procurato allarme in concorso.

In particolare, alle ore 17 circa, una volante del commissariato si recava sulla SP Noto-Pachino ove due individui, dipendenti di una ditta di slot machine erano stati rapinati del loro mezzo, un Renault Kangoo di colore bianco e dell’incasso pari a circa 1800 euro in monete, ad opera di uno sconosciuto a mano armata, presumibilmente un extracomunitario di nazionalità albanese.

Avviate nell’immediatezza le indagini, ad una distanza di circa 400 metri dal luogo del presunto reato, in corrispondenza della rotatoria che conduce alla zona costiera di Eloro, gli agenti rinvenivano il mezzo sottratto pochi istanti prima, parcheggiato su un lato della strada, con all’interno il cellulare della ditta.

Le vittime, venivano invitate in questi uffici per spiegare meglio i dettagli della vicenda. Dal racconto fatto da ciascuno di essi, separatamente, emergevano forti contraddizioni sul fatto che il rapinatore indossasse una casacca con la scritta Polizia che secondo uno dei due individui, era riprodotta sul pettorale secondo l’altro sui pantaloni. Alla richiesta dei documenti, l’agente di polizia si accorgeva che nel portafoglio uno dei due aveva delle banconote che cercava con fare circospetto di celare. Alla domanda se avesse con sé dei soldi negava. Poi su insistenza degli operatori di Polizia, confermava di avere con sé alcune banconote per un ammontare di circa 400 euro. Gli agenti gli intimavano di esibire le banconote scoprendo che l’importo in questione era pari a 1450 euro. L’altro compagno di lavoro aveva invece nel portafoglio la somma di euro 350. L’ammontare complessivo delle banconote era pari a 1800 euro ovvero lo stesso importo che sostenevano gli fosse stato sottratto dal rapinatore. Alla domanda se avessero scambiato o meno le monete oggetto di rapina, i due si contraddicevano. Era evidente come i due, al termine della giornata lavorativa, a ridosso della vigilia di Natale, dopo aver incassato dalle varie slot machine presso i distributori l’importo di circa 1800 euro, cambiavano le monete in banconote passando dai vari esercizi. Dopo, al fine di assicurare a loro l’ingente profitto, mettevano in scena una vera e propria rapina, simulandola nei dettagli ed attribuendo la responsabilità di ciò ad un fantomatico ed inesistente rapinatore albanese.

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