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Noto: Palazzo Rau ospita fino al 31 agosto “Crack” di Daniele Alonge


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News Noto:  fino al 31 agosto sarà possibile visitare la mostra “Crack” di Daniele Alonge. Il giovane artista avolese di nascita, catanese d’adozione giunge a questo appuntamento dopo aver partecipato e vinto la mostra concorso organizzata all’interno dell’evento Kairos, promosso dall’Associazione “Le Rotte di Ulisse” presieduta da Corrado Spataro: “In mezzo alle riflessioni a più voci e più sensibilità sul tema di quest’anno, l’ Alterità, vi era l’obiettivo di ascoltare il mondo dell’arte valorizzando le proposte dei suoi giovani interpreti. Alonge risultò il vincitore del concorso e questa mostra Crack, che ci spinge ad approfondire i temi della sua arte, è il giusto riconoscimento”.

Forte, senza mezze misure, ma con un pizzico di sana ironia, la mostra “Crack” è una pesante denuncia verso la società contemporanea. “Crack solleva una riflessione nella condizione sociale in cui ci troviamo, una situazione di rottura, in cui il mondo sotto pressione da una morsa rischia di esplodere –spiega Daniele Alonge-. Da tre anni lavoro sul tema della geografia e delle cartine, attraverso il collage, la combustione su carta geografica e tecniche miste, e adesso con questa mostra sono stato all’Art Market di Budapest, a Torino, Milano, Vilnius ed in Spagna. L’opera da cui ha preso avvio tutto il ragionamento è “Fiato sprecato”, un mappamondo di plastica sgonfiato e finito che la dice lunga proprio sul senso di tutta l’esposizione”.

Il Palazzo Rau della Ferla, in via Silvio Spaventa a Noto, e “Rau Con/temporary box” sono accessibili tutti i giorni dalle ore 18 alla mezzanotte, con ingresso libero.

Questi sono gli artisti al momento presenti nelle sale del Palazzo: Orazio Coco “L’esercito della speranza”, Armando Rotoletti “Barbieri di Sicilia”, Doriana Pagani “Reset”, Davide Aricò “Rifletto”, Salvatore Castellino, “In/side”, Gianni Andolina “Linguaggi di pietra”, Anna Faro ed Antonio Recca “Voglio danzare”, Vincenzo Zarbo “Pugili”, e l’installazione di Francois Koltès.

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