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Siracusa, alla Galleria Montevergini “Matrem” la vernissage di Andrea Chisesi: i dipinti realizzati con i fiori


DIPINTO CHIESI - SIRACUSATIMESNews Siracusa: “Matrem”. La mostra permette di ammirare 45 splendide opere dedicate alla natura, la madre di tutte le cose. I monocromi di Andrea Chisesi sono realizzati con il Matrem Tanacetum parthenium,( particolare tipo di fiore) simboli per eccellenza di quanto vi sia di più effimero sul nostro pianeta, i fiori hanno esercitato un fascino permanente sull’occhio degli artisti.

Chi è Andrea Chiesi? L’artista nasce a Roma nel 1972 e la sua passione per l’arte inizia fin da piccolo, presso lo studio di design del padre, che gli trasmette l’amore per la pittura. Dopo la maturità artistica e gli studi presso la Facoltà di Architettura di Milano, inizia un’intensa carriera come fotografo di moda e fotografo di scena cinematografica; in questi anni sperimenta le sue prime “fusioni” tra pittura e fotografia ispirandosi alla simbologia dei maestri Egon Schiele e Gustav Klimt. Durante gli anni dal 1995 al 2008 Andrea Chisesi dipinge per se non tenendo conto della possibilità di diventare un pittore professionista, saranno le continue richieste da parte di amici e conoscenti che lo spingono a partecipare alle prime collettive. Le mostre riscuotono un grande successo che porteranno Andrea a lasciare la professione di fotografo per dedicarsi solo ed unicamente all’arte della pittura. Nel 2008 apre il suo atelier di pittura che trasferisce a Siracusa nel 2012 dopo il grande successo della sua prima mostra aretusea.

I fiori come simbolo e strumento creativo nei dipinti di Chiesi. “I fiori esprimono la naturalezza, il farsi e il disfarsi della natura. Con il loro effimero splendore rappresentano, meglio di ogni altro soggetto, la vita e la morte”- Studiando il linguaggio dei fiori, l’artista cerca di penetrare nei segreti della natura, di risalire all’essenza della vita, della creazione. Ogni opera nasce da un esigenza, il dialogo tra la natura delle cose e la società che cambia nel corso del tempo, spesso fa capolino lo sgretolamento, l’erosione inesorabile del tempo, ci mette davanti alla fine delle cose, ma non per questo alla efferata morte. La scelta del fiore, è dettata dalla delicatezza dei petali, anche se mancanti o spezzati dal vento non perdono la loro eleganza e leggerezza i fiori simboleggiano la vita, quel viaggio che ognuno di noi affronta da solo. “Nasciamo e moriamo soli- dice l’artista – colei che più ci ha amato ci ha donato la vita e con essa la morte, inesorabile arriva quando il destino chiama”. Ogni simbolo ogni tratto ha un significato, nella pittura di Andrea, il cerchio ad esempio rappresenta la coppia, la croce il sacrificio, tutto ha un codice ben preciso. Quando la preparazione ha raggiunto un suo equilibrio è pronta ad accoglie l’immagine, il rapporto che si crea tra la sua pittura e la fotografia diventa inscindibile, coesistono in un equilibrio di donazioni, la pittura si rivela al corpo, esso ne paventa il volume ed a sua volta lascia spazio alla pittura che diventa la corazza la pelle del corpo stesso.

Perchè andare a vedere la mostra.  Immagini dei grandi ed eterni eroi, sopravvissuti ai secoli come miti e leggende, rappresentanti dell’ego di ogni uno di noi, prendono luce e vita dalla gioia dei matrem, dai fiori che l’uno sull’altro nella tela ci rivelano l’uomo, l’eroe, il mito. Una spasmodica ritmica pennellata guida il fruitore alla ricerca della corazza, nella superficie liscia e levigata del marmo, essa prende vita dalla gioia dei fiori che donano all’opera la tenerezza e la fragilità, il cuore di un eroe è puro, si lascia cogliere dalla tenerezza e dalla bellezza delle cose semplici. Chisesi muove dal fondo della tela le trasmutazione delle immagini, senza ossessioni progettuali ma con sapiente capacità di trarre forza da esse, attraverso le fusioni il soggetto ha una nuova vita, l’arte è l’ esercizio provvisorio di una conoscenza poetica destinata a durare attraverso la reinterpretazione acquisisce una nuova vita, una nuova dimensione.

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