ULTIM'ORA

Morte del giovane floridiano, lettera aperta delle associazioni Stonewall GLBT e Zuimama Arciragazzi


da sin.Biondi_AripoliNews Siracusa: Di ignoranza, pregiudizi, bugie ed indifferenza si muore! Questo in sintesi il messaggio lanciato con indignazione, in una lettera aperta dalle presidenti delle Associazioni Stonewall GLBT Siracusa, Tiziana Biondi e Zuimama Arciragazzi Cristina Aripoli, dopo aver appreso del suicidio, nel pomeriggio di ieri, dallo studente floridiano. Una morte annunciata secondo quanto postava negli ultimi giorni lo stesso sedicenne sul suo profilo Facebook, nel quale non faceva mistero del pesante disagio vissuto come persona omosessuale non accettata ma soprattutto non omologata agli schemi imposti da una società etero-normata. Un rifiuto ed una colpevolizzazione tali da aver spinto il giovane al gesto estremo di togliersi la vita, forse convinto di non farcela a reggere il peso dello stigma sociale subito quotidianamente. Un disagio, quello espresso dal 16enne nei suoi ultimi post che le presidenti Biondi e Aripoli provano ad interpretare ed amplificare facendo da cassa di risonanza ad un tale tragico epilogo che mai dovrebbe accadere in una società laica, indipendente, inclusiva e rispettosa di tutte le differenze.

Di seguito la lettera aperta firmata dalle presidenti Biondi e Aripoli:

 

Tiziana Biondi:

*A, così si chiamava l’ennesima vittima di una società troppo impegnata ad occuparsi sempre di “altro”, cieca e sorda di fronte alle richieste d’aiuto o i segnali di disagio lanciati e rimasti spesso inascoltati.

Quante volte le associazioni glbt, come Stonewall,  hanno dato l’allarme e si sono offerte di intervenire nei contesti educativi che dovrebbero proteggere i nostri ragazzi ma che invece spesso si trasformano in veri e propri luoghi di “tortura”? Tante! Troppe!

Quanti “A” dovranno ancora morire uccisi dallo scarso coraggio o dall’indifferenza di certi dirigenti scolastici che rifiutano di attuare qualsiasi tipo di azione preventiva, pur di  non avere problemi con certi genitori, figli a loro volta  di una cultura catto-bigotta omofoba e patriarcale,  i quali vorrebbero imporre i loro dictat pure in ambiti che non gli appartengono?

Adesso siete tutti li a stracciarvi le vesti attanagliati dai sensi di colpa, pronti a scrivere sui vs profili facebook inutili ed insensate frasi di cordoglio e/o di sdegno per quanto accaduto.

 

E no! Troppo facile! Le battaglie contro odio e pregiudizio si combattono ogni giorno ed a prescindere dal vostro orientamento sessuale ed affettivo, magari dando supporto a tutte quelle associazioni che chiedono di poter effettuare interventi educativi sul tema dell’omofobia all’interno di tutte quelle scuole i cui dirigenti aspettano anni prima di rispondere ad una richiesta o semplicemente rispondono che “al momento la scuola ha altre priorità” o che concedono tempi assolutamente insufficienti per potere rendere efficace un qualsiasi tipo di intervento formativo ed educativo… Ci viene da urlarvi: VERGOGNATEVI!

 A non si è suicidato!  E’ stato ucciso! Lo avete ucciso!

 E ancora c’è chi ha il barbaro coraggio di dire che “l’omofobia non esiste”, che è un’invenzione della potente lobby omosessuale”!

Adesso, per una volta abbiate la decenza di tacere e di smetterla di blaterare le vostre insulse frasi sulla “normalità” ! Perché se c’è qualcosa di innaturale,  di anormale e di innaturale è la vostra ignoranza che mista alla vostra arroganza e supponenza ha originato quel veleno che continua fare vittime innocenti.

Ed è proprio in nome di tutti gli A e le Francesca che noi continueremo le nostre battaglie per costruire una società più giusta, migliore di questa, dove le diversità qualsiasi esse siano non abbiano una connotazione negativa, dove a tutti e tutte venga riconosciuta la stessa dignità perché ogni essere umano è unico ed irripetibile e nessuno può e deve permettersi di “normare” o di dettare regole sulla natura del suo essere e del suo sentire.

Vogliamo una società e soprattutto una scuola laica, indipendente, inclusiva e rispettosa di tutte le differenze NESSUNA ESCLUSA!

 Sono Tiziana Biondi presidente dell’Associazione Stonewall GLBT Siracusa, da 22 anni impegnata sul territorio per sensibilizzare, supportare e formare sulle tematiche che riguardano il vissuto delle persone GLBT (Gay, Lesbiche, Bisessuali, Transessuali) e ci metto la faccia!

Cristina Aripoli:

*Altre questioni importanti, qualcuno le chiama così.. Io lo chiamo diario di un ragazzo speciale!

 24 settembre 2015.. solo un giorno da quell’urlo di aiuto gridato al mondo intero; Un urlo di un ragazzo speciale, conosciuto da tanti il giorno dopo; ascoltato da tanti il giorno dopo, acclamato da tanti il giorno dopo.. beh! Io sono arrivata da te il giorno dopo, insieme agli educatori e le educatrici, insegnanti, conoscenti, amici, famiglia, istituzioni, associazioni e a chiunque ha sentito giungere un tonfo al cuore. Tu sei arrivato da noi, quando dovevamo essere noi ad arrivare in tempo da te.

 Allora ho capito che tu hai programmato quella data per tutti noi… amici del giorno dopo!

 “Sembra quasi che tu voglia fare della tua vita un romanzo, ricco di avventure e colpi di scena, in cui però il protagonista sembra destinato all’infelicità perenne e imprescindibile: come se tu, imponessi a te stesso un sorriso negato. Non so spiegare questa mia tristezza; mi stanca; ma come l’abbia presa, trovata, assorbita, di che è fatta, da dove venga, vallo a sapere. La malinconia mi rende un tale mentecatto, che stento a riconoscere me stesso.

 Sono come un claustrofobico su un sottomarino che affonda. Ecco come va, grazie per avermelo chiesto. Ma non lo dissi mai. Io non chiedo aiuto.

Certe volte si dice che il mondo casca addosso. Si dice tanto per dire. Invece è vero. Sento un botto dentro nel petto, poi a salice piangente nelle gambe e nelle braccia, un colpo ed un vuoto, e appresso viene giù tutto…la libreria.. il calendario…i sogni…tutto.

 A volte è solo uscendo di scena che si può capire il ruolo che si è svolto.

Sorridimi pure con malizia quando passo, devi continuare da solo a fare quello che all’inizio facevamo tutti e due. L’urgenza di classificare, incasellare, la necessità di interpretare, senza lasciare spazio all’idea di possibile, all’idea inaspettata di varianti. Spera sempre che io vada di fretta quando ti passo vicino, perché può darsi che un giorno io abbia il tempo di fermarmi e allora in quel caso, per farti sentire più vicino al tuo modo di essere, sarò io a giudicare te.

Se Dio esiste capirà che c’è un limite alla comprensione umana. E’ lui che ha determinato questa situazione confusa, in cui regnano miseria, ingiustizia, solitudine.

Avrà avuto ottime intenzioni, ma oggi il risultato è nullo.

Se Dio esiste, sarà generoso con le creature che hanno voluto lasciare questa terra al più presto: potrebbe addirittura chiederci scusa per averci costretti a passare per questo luogo.

Non sono una vittima, per il ruolo di vittima bisogna esserci tagliati. Preferisco essere un folle.

Queste non sono lei mie parole ma gli scritti di A, SI!  Un folle che ha fatto un gesto folle che tuona dentro i nostri cuori per dire BASTA, per non arrivare sempre l’indomani della tragedia.

“Ne siamo tutti responsabili, nessuno escluso!”

 23 settembre…un giorno qualunque per qualcuno, ma non per noi!

 Sono Cristina Aripoli, presidente dell’Associazione Zuimama Arciragazzi che da anni lotta per la diffusione della carta dei diritti umani e ci metto la faccia!

 

© Riproduzione riservata


Articoli correlati: