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Agguato a tre minori egiziani, colpiti con la mazza da baseball: aggressori incastrati dal video


aggressori san cono egiziiani - siracusatimesNews Sicilia: pronti a colpire con la mazza da baseball quattro minori egiziani ospiti del centro di accoglienza di San Michele di Ganzaria vicino Caltagirone. Uno di loro è stato sottoposto a intervento chirurgico, terminato con successo, per ridurre l’ematoma cerebrale causato dai colpi ricevuti; gli altri due minori hanno riportato ferite meno gravi. Da quanto emerge dalle indagini dei carabinieri, che hanno già fermato tre dei cinque autori dell’imboscata, alla base dell’aggressione ci sarebbero futili motivi.

I tre sono stati avvicinati mentre facevano rientro nel centro da cinque siciliani tutti maggiorenni che si erano appostati ad aspettarli: tre hanno materialmente picchiato i minorenni, altri due li aspettavano in auto.  I tre giovani finiti in manette sono Antonino Spitale, di 18 anni, e i fratelli Giacomo e Davide Severo, di 32 e 23 anni. In casa di quest’ultimo i carabinieri hanno trovato una pistola ad aria compressa che era stata utilizzata per intimidire le tre vittime.

La svolta nelle indagini sull’agguato, è arrivata grazie alle riprese fatte con un telefonino da una delle tre vittime. Le immagini hanno permesso agli investigatori di identificare e fermare gli aggressori. Gli egiziani hanno spiegato agli investigatori che erano stati, poco prima di finire nel mirino dei cinque al mercato settimanale, a San Michele di Ganzaria e lì sarebbero sorti i contrasti. I tre aggrediti sono ospiti del centro di prima accoglienza per minorenni non accompagnati, gestito dalla cooperativa San Francesco, che ospita complessivamente 25 extracomunitari.

E intanto giunge anche la risposta della cooperativa San Francesco: “In merito ai fatti incresciosi avvenuti lo scorso sabato 20 agosto nella Strada Provinciale 60 tra i comuni di San Cono e di San Michele di Ganzaria, a pochi passi dal Centro di Prima Accoglienza che ospita Migranti Minori Non Accompagnati, la Cooperativa San Francesco intende precisare quanto segue.

Non si ritiene sia giustificabile un atto così efferato qualunque siano i motivi che hanno portato a dei dissidi tra la popolazione locale e i migranti ospiti all’interno del territorio; né tantomeno sono accettabili i commenti scaturiti contro la cooperativa che gestisce il centro di accoglienza.

In merito alle affermazioni del sindaco di San Cono, Nuccio Barbera, il quale sostiene che la Cooperativa non abbia adottato provvedimenti per superare le criticità riscontrate, si precisa che venerdì 19 agosto – ossia il giorno prima del tragico evento – due migranti egiziani ospiti dello SPRAR di San Cono che avevano procurato dissidi negli scorsi giorni, sono stati trasferiti in una altra struttura, trasferimento peraltro concordato con lo stesso Sindaco sanconese.

La Cooperativa si è impegnata nelle scorse settimane ad avviare dei processi di integrazione con il territorio, che hanno visti protagonisti i ragazzi migranti del CPA di San Michele in una giornata di volontariato sociale, nel medesimo comune, con la pulizia del Parco Arena, e a seguire un momento conviviale con la popolazione locale.

Che la Cooperativa gestisce altri centri sia per minori che per adulti in altri comuni del calatino e che mai si sono verificati degli episodi di discriminazione o razzismo nei confronti dei migranti ospiti delle strutture di prima e seconda accoglienza, anzi esistono dei casi in cui l’integrazione si è sviluppata in maniera talmente forte da poter parlare di vere e proprie forme di eccellenza di integrazione.

Peraltro già dal 2014 nel Comune di San Cono è presente una struttura di Seconda Accoglienza (SPRAR), gestita dalla medesima cooperativa, e mai si sono creati precedenti di questo tipo con la popolazione locale, che anzi ha sempre dimostrato la massima collaborazione nei processi di integrazione dei migranti ospiti. Di sicuro quello che si è verificato è da considerarsi un caso isolato, pertanto ci auguriamo che gli abitanti di San Cono continuino a riaffermare la propria disponibilità e la propria apertura sui temi dell’accoglienza e dell’integrazione.

Di sicuro si può migliorare la situazione nel CPA di San Michele e la Cooperativa, fin dall’inizio si è impegnata in questo senso, ma il compito fondamentale della stessa è quello di farsi carico dei migranti ospitati, dando loro i beni necessari, favorendo i processi di integrazione e aiutandoli nella loro crescita personale, di sicuro non è compito della Cooperativa il controllo del territorio con azioni di polizia”.

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