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Melilli: la Filcams ancora a fianco dei lavoratori Auchan


Auchan siracusa timesNews Melilli: è stata ostacolata, lo scorso 5 novembre, dai dirigenti Auchan, l’assemblea sindacale indetta dalla Filcams presso il punto vendita di Melilli alla presenza del segretario nazionale Fabrizio Russo e di quello regionale Salvatore Leonardi. Assemblea che si è tenuta, ugualmente, ma al di fuori dell’orario lavorativo presso il salone della Cgil di Siracusa.

Uno dei temi della discussione è stato l’esito del referendum che si è svolto lo scorso 3 e 4 novembre, che sancisce la diminuzione del 18% dei contratti di lavoro. La Filcams è stata tenuta fuori dai tavoli di trattativa, nonostante sia stata sempre fautrice del referendum quale strumento  democratico a disposizione dei lavoratori chiamati a decidere del loro futuro. Ma l’osannato referendum, secondo la Filcams,  non esprime il volere dei lavoratori ma il disagio che essi vivono.

La segreteria nazionale rappresentata da Fabrizio Russo, dopo aver ascoltato le ragioni dei lavoratori, su cui ancora pendono i trasferimenti e dato atto che i lavoratori di Melilli con lo sciopero dello scorso maggio hanno dato un contributo importante per la soluzione della precedente  procedura di licenziamento ha assicurato che, al tavolo nazionale con Auchan, rappresenterà il disagio dei lavoratori di Melilli dando massima attenzione alle loro problematiche.

“In Sicilia – dichiara Stefano Gugliotta segretario Filcams CGIL di Siracusa –  dove le famiglie sono monoreddito, esultare perché una maggioranza di lavoratori condizionata ha scelto il “tanto peggio per tutti”, eliminando così dal reddito familiare 4.000 euro ai full time, è solo triste e desolante. Se Auchan avesse aperto alla Filcamsavrebbe potuto ascoltare le proposte della CGIL come la solidarietà, che avrebbe prodotto lo stesso risultato di risparmio per l’azienda, preservando il salario dei lavoratori. Prendiamo atto che con l’avallo di Fisascat e Uiltucs si è voluto scegliere la strada più corta e più dolorosa per i lavoratori. Temiamo – conclude Gugliotta – che dopo Melilli, l’effetto domino potrebbe coinvolgere anche i lavoratori di Catania e Palermo, dove l’azienda denuncia esuberi ben più importanti di Melilli; la responsabilità di tale effetto ricadrebbe solo su chi oggi esulta e sbeffeggia”.

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