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Marco Panella nel ricordo del Partito Radicale di Siracusa


Marco Pannella Siracusa Times

Marco Pannella a Siracusa

News Siracusa:  ad un giorno dalla scomparsa, avvenuta ieri alle 14 presso la clinica “Nostra Signora della Mercede” a Roma  dello storico leader radicale, Marco Pannella, Enzo Pennone del Partito Radicale Transnazionale e Transpartito di Siracusa ricorda le due visite del leader, in città, la prima nel 1986 e la seconda nel 2009.

“Venne a Siracusa nel 1986 con Enzo Tortora – dice Pennone che portava il bastone, prostrato dalla sua dolorosa vicenda giudiziaria. Nonostante l’inclemenza del tempo, vollero attendarsi all’aperto, un tavolino e una sedia in piazza Archimede tra il Bar Centrale e il portone del notaio Pantano. Era una visita non ufficiale, snobbata dalle istituzioni pubbliche e dai media locali. Complice una pioggerellina invidiosa. All’estemporaneo incontro parteciparono, perciò i classici quattro gatti che per caso erano venuti a conoscenza della visita. Pannella parlò soprattutto della “malagiustizia” italica che aveva partorito quello sgorbio del processo e della condanna a Tortora e della necessità di riformare il sistema giudiziario, poi insieme si soffermarono sulle altre battaglie radicali passate e presenti, infine, visto che i gatti quattro erano e quattro restavano, decisero signorilmente di togliere il disturbo. Non un politico, non un giornalista, non uno studente, non un operaio ritenne utile ascoltarli.

Tornò a Siracusa nel dicembre del 2009, da me invitato a testimoniare, nella prestigiosa sede del Dramma Antico, sul suo rapporto con Leonardo Sciascia, già parlamentare europeo per il Partito Radicale. Nell’eccesso di libertà che lo contraddistingueva, quella volta si presentò ben pasciuto e con una rivoluzionaria bianca chioma fluente sulle spalle. Parlò di Sciascia e di Vittorini, di Mitterrand e Tony Blair, di mafia e di antimafia, di legalità e di sogno europeo. Poi ringraziò tutti i presenti, il senatore Lo Curzio per aver preso un giorno la tessera dei Radicali in onta al diktat della D.C. che ne sancì l’espulsione dal partito, l’avvocato Piccione che con i radicali condivideva il pensiero su una visione illuministica del metodo carcerario, l’artista Tranchino amico di Sciascia, il sub Maiorca, e un gruppetto di studenti che con il loro professore Fai avevano seguito con rispetto e interesse le sue esternazioni. Prese la sua sacca ricolma di opuscoli, libri e quattro effetti personali e piombò all’aperto per fumare la sua sigaretta. In taxi meglio, perché si faceva tardi. Ma il permesso gli fu negato, e lui, ossequioso alla norma, ne soffrì molto.

Quando lo scorso Ottobre volli far conoscere la sua storia e quella dei compagni radicali a centinaia di giovani studenti riuniti nell’aula-magna del Liceo “Corbino”, lui era già oppresso dal male ma tenne a farmi sentire al telefono la sua vicinanza. Invitai il suo più antico commilitone, Spadaccia, che estrasse dal fodero l’arma della parola forte, tersa, invitante, persuasiva, che era stata brevettata da Pannella, e che diede a quei giovani studenti una nuova visione positiva, del tutto inattesa, dell’impegno in politica“.

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