ULTIM'ORA

Manifestazioni GLBT a Noto, critiche della Curia netina. Bottaro(Stonewall) :Le “Pagliuzze” servono, per nascondere le “Travi”


Alessandro_Bottaro (1)

Alessandro Bottaro Vicepresidente e Attivista gay Stonewall glbt Siracusa

News Siracusa: Feste e manifestazioni a tematica GLBT sempre più presenti nella città di Noto, promosse dalla locale Amministrazione, la Curia netina però non ci sta e attraverso le pagine di un noto quotidiano si scaglia contro quella che definisce solo una strumentalizzazione delle persone omosessuali e trans in favore del mero profitto. A puntare il dito sulle iniziative dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Noto don Rosario Sultana, parroco del Carmine, che accusa Sindaco e Giunta netina di “mischiare “sacralità e mondanità” in favore del dio denaro”. All’indomani dalla pubblicazione dell’articolo arriva però puntuale la risposta dell’associazione siracusana GLBT Stonewall. A parlare è il vice presidente Alessandro Bottaro che rispedisce le accuse al mittente e parla di finto buonismo nei confronti delle persone GLBT quando, solo pochi mesi fa, proprio la Curia netina aveva patrocinato un incontro organizzato dall’avv. Gianfranco Amato con i cosiddetti  “Giuristi per la vita”,  organizzazione notoriamente non favorevole alla tutela dei diritti delle persone GLBT e come se non bastasse fautrice di una macroscopica campagna di disinformazione volta a seminare il panico tra le famiglie italiane. Un insieme di informazioni, prive di alcun fondamento, sulle quali pesa lo spauracchio di una inesistente “teoria gender” sponsorizzata da sedicenti lobby gay che ne avrebbero curato la diffusione nelle scuole del Paese. Dunque chi strumentalizza chi? Nella nota che segue la risposta a questa domanda in una nota di Alessandro Bottaro:

Risulta molto singolare che la curia netina, attraverso il Giornale di Sicilia, per bocca del parroco Rosario Sultana, si prenda a cuore lo “sfruttamento”, da parte dell’amministrazione comunale, dell’immagine della collettività lgbt per fini di lucro, una “colpa grave”, a detta del sacerdote, accogliere e valorizzare le persone lgbt, “mercificando l’umanità di queste persone nella logica del solo profitto” (citiamo testualmente le parole di don Sultana) per la città di Noto. Evidentemente il tanto pregare logora la memoria, perchè il parroco della chiesa del Carmine forse dimentica che la curia netina lo scorso 14 febbraio ha dato ampio spazio, con tanto di patrocinio, ad una delle peggiori manifestazioni di intolleranza e fomentazione di odio nei confronti delle persone lgbt. Oggi l’amministrazione comunale di Noto accoglie e valorizza, attraverso una serie di eventi culturali i vissuti di gay, lesbiche, transessuali e bisessuali, dimostrando alla città che Essere è possibile, come Singoli, come Coppie , come Genitori, come Famiglie. Ieri, invece, esattamente a febbraio, le stesse persone sono state dileggiate e offese da tutta una serie di menzogne e mostruose teorie, create ad arte e volutamente disinformative, veicolate dai signori di “Giuristi per la vita”, col loro sedicente Avvocato Amato in testa, e la “santa” benedizione del vescovo di Noto. Le parole di don Rosario che compongono l’arringa difensiva delle persone lgbt suonano, purtroppo, di vera Ipocrisia e finto Buonismo. Da un lato denuncia il silenzio, nelle varie iniziative del comune netino, di parole come diritto ad Amare, rispetto per le scelte altrui ( peccato che il reverendo non sa che l’orientamento sessuale e l’identità di genere non si scelgono), che Amore è volere il bene altrui senza esibizionismi, della serie “Vizi Privati e Pubbliche Virtù”. Mentre nell’ambito dello stesso discorso le persone omosessuali e tutta la comunità lgbt vengono definiti peccatori, che molto “generosamente” la chiesa “accoglie”, condannando nel contempo i peccati di atti omosessuali, che, in buona sostanza , sono una delle tante espressioni del diritto ad Amare. La curia netina purtroppo non si discosta di un millimetro dalla posizione medieval/secolare che la chiesa cattolica romana ha nei confronti dell’omosessualità, quella che la psicologia e psichiatria moderna definisce, induzione alla schizofrenia. Le persone omosessuali, possono dirsi tali, il caro Francesco ( quello del “Chi sono io per giudicare”) e tutta la chiesa cattolica li tollera , ma guai a loro, i codici del catechismo sull’omosessulità citati in coda alla famosa “apertura” dallo stesso pontefice, promettono le fiamme eterne, se costoro si comportano come tali e la condanna è peggiore se si manifestano come persone lgbt alla luce del sole. Le pagliuzze purtroppo ancor oggi servono a distrarre la gente dalle travi concrete, vescovi e preti pontificano, additano e sacrificano tempo e denaro per creare e sfruttare mostri immaginari come la inesistente teoria del gender, solo per difendere il proprio potere fondato su un sistema gerarchico, maschilista e patriarcale , mentre queste risorse potrebbero, insieme a tanta onestà, essere usati per combattere, seriamente, piaghe aberranti come la pedofilia del clero. Il comune di Noto con i suoi progetti di accoglienza vuole la felicità e la visibilità orgogliosa delle persone lgbt, di contro con fatti concreti, la curia netina investe i soldi dei fedeli in manifestazioni che creano odio, disuguaglianza e mortificazione della dignità delle persone lgbt, al fine di vendere qualche libriccino insulso e pieno di bugie. La differenza è sotto gli occhi di tutti, basta aprire gli occhi per guardarla in tutta la sua cruda pienezza.

© Riproduzione riservata


Articoli correlati: