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Letture consigliate: Sotto il burqa di Deborah Ellis


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Letture consigliate: Sotto il burqa di Deborah Ellis

Letture consigliate: ti chiami Parvana, hai undici anni e vivi a Kabul. Tuo padre è appena stato arrestato dai talebani, la tua famiglia ha bisogno di un aiuto economico e tu non puoi più andare a scuola, cosa farai? Parvana ha trovato una soluzione.

Per tutte le Parvana che vivono in Afghanistan, che hanno conosciuto l’orrore di una società spietata e crudele ed hanno la necessità che in un mondo civilizzato si parli di loro.

“La loro casa era stata distrutta da una bomba. Da allora avevano traslocato diverse volte. Ogni volta in un posto sempre più piccolo. Durante ogni bombardamento perdevano un pò delle loro cose. A ogni bomba diventavano più poveri. Ora vivevano tutti insieme in una piccola stanza”.

Deborah Ellis (Parigi, 7 agosto 1960) scrittrice ed autrice canadese di libri per ragazzi, oltre che assistente sociale, attivista per la pace e i diritti umani. Sin dall’età di 17 anni è attiva pacifista e femminista. Gira il mondo per lavoro e per passione, a sostegno delle popolazioni colpite da guerre e catastrofi umanitarie, spesso così incrocia anime che diventano protagoniste delle sue storie. Parvana è la protagonista di una serie di romanzi dalle tinte amare ma cariche di speranza e grande forza di volontà: Sotto il burqa che ha meritato il Peter Pan Prize, il Middle East Book Award e il Premio Andersen Italia 2002, Il viaggio di Parvana, Città di fango e Il mio nome è Parvana. Attualmente la Ellis è assistente sociale a Toronto dove coordina un gruppo di sostegno per donne affette da malattie mentali.

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Deborah Ellis

“La parola talebani indica gli studiosi di religione, ma il padre di Parvana sosteneva che la religione dovrebbe insegnare alle persone a diventare esseri umani migliori, a essere più buoni. “I talebani non rendono certo l’Afghanistan un posto migliore in cui vivere!” diceva”.

“- “Quante donne in burqa riescono a camminare per queste strade?” gli chiese Parvana. “Come fanno a vedere dove mettono i piedi?”
– “Spesso cadono, infatti” rispose suo padre. Era vero, Parvana le aveva viste cadere”.

Trama: l’Afghanistan sotto il regime dei talebani è l’Afghanistan di Parvana. Bambina di undici anni, Parvana, vive a Kabul con la sua famiglia, la madre, il padre, due sorelle e un fratello. Nella Kabul di Parvana le donne e le ragazze devono restare chiuse in casa, non possono uscire se non scortate da un uomo, devono indossare abiti che coprano ogni centimetro del loro corpo. A volto coperto le donne di Kabul rischiano spesso di inciampare camminando. Quando il padre di Parvana viene arrestato dai talebani la quotidianità non può scorrere come prima. Parvana è una bambina di undici anni che diventa presto donna. Si traveste da ragazzo, esce di casa, trova lavoro e cambia il destino della sua famiglia. La vicenda immaginaria di Parvana è la storia di vite vere, donne rivoluzionarie in un Afghanistan a loro ostile.

“Aveva visto un talebano picchiare un bambino perché colpiva un’asse di legno come se fosse un tamburo.
I talebani odiavano la musica”.

“Il soldato talebano continuò a guardarla. Poi infilò la mano nel gilet. Senza distogliere lo sguardo da Parvana tirò fuori qualcosa dalla tasca. Parvana stava per chiudere gli occhi, aspettandosi di essere colpita, quando vide che l’uomo aveva tirato fuori una lettera.
Si sedette accanto a lei sulla coperta.
“Leggimi questa” disse.
Quando Parvana smise di leggere, piegò la lettera e gliela porse. Con mani tremanti lui la rimise nella busta. Parvana vide una lacrima nei suoi occhi che rotolò lungo la guancia e cadde sulla barba.
“Mia moglie è morta” disse. “Questa era tra le sue cose. Volevo sapere cosa diceva.” Rimase seduto ancora per qualche minuto con la lettera in mano.
Poi il soldato talebano sospirò. “Quanto ti devo?”
“Paga quanto ritieni giusto” disse Parvana. Era quello che avrebbe detto suo padre.
L’uomo prese alcune monete dalla tasca e gliele diede.
Parvana respirò profondamente. Fino a quel momento aveva visto i talebani soltanto come gli uomini che picchiavano le donne e che avevano arrestato suo padre. Provavano anche loro dei sentimenti, provavano dolore, come gli altri esseri umani?”.

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