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Letture consigliate: L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera


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Letture consigliate: L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera

Letture consigliate: adatto ai sognatori, un romanzo da leggere in un sol fiato per appassionarsi, soffrire e provare questa insostenibile leggerezza dell’essere. “Tutti noi consideriamo impensabile che l’amore della nostra vita possa essere qualcosa di leggero, qualcosa che non ha peso; riteniamo che il nostro amore sia qualcosa che doveva necessariamente essere, che senza di esso la nostra vita non sarebbe stata la nostra vita”.

Sin dal titolo è chiaro come il romanzo si snodi su l’insolubile paradosso che spesso si dimostra la vita. Kundera ne è profondamente convinto e lo manifesta chiaramente tra le righe del romanzo. Le scelte quotidiane risultano essere quasi del tutto evanescenti, a volte inutili e quindi irrimediabilmente “leggere”. Allo stesso tempo però l’uomo, per definizione, trascorre la propria vita alla ricerca di un qualcosa di più, “quid” lo chiamavano i latini, noi lo chiamiamo “senso della vita”, nel nostro stato di perenne insoddisfazione, in cui ci percepiamo incompiuti una vita leggera risulta essere insostenibile.

Sabina aveva attorno a sé il vuoto. E se quel vuoto fosse stato la meta di tutti i suoi tradimenti? Fino ad allora, naturalmente, non se ne era resa conto e ciò era comprensibile: la meta che l’uomo persegue è sempre velata. La ragazza che desidera il matrimonio desidera qualcosa di cui non sa nulla. Il giovane che brama la gloria non ha alcuna idea di cosa sia questa gloria. Ciò che dà un senso al nostro comportamento è sempre qualcosa che ci è totalmente sconosciuto. Anche Sabina non sa quale sia la meta che sta dietro il suo desiderio di tradire. L’insostenibile leggerezza dell’essere, è questa la meta?”.

Milan Kundera (Brno 1 aprile 1929) è una personalità poliedrica: scrittore, saggista, poeta e drammaturgo. Di origine ceca naturalizzato francese è il poeta della Seconda guerra mondiale. I racconti ed i romanzi da lui scritti sono impregnati di temi dell’attualità politico-sociale del suo paese nonché della condizione generale dell’uomo moderno, aspetti che gli hanno permesso di raggiungere fama internazionale.

“Desiderava fare qualcosa che non lasciasse possibilità di ritorno. Desiderava distruggere brutalmente tutto il passato dei suoi ultimi sette anni. Era la vertigine. L’ottenebrante, irresistibile desiderio di cadere. La vertigine potremmo anche chiamarla ebbrezza della debolezza. Ci si rende conto della propria debolezza e invece di resisterle, ci si vuole abbandonare a essa. Ci si ubriaca della propria debolezza, si vuole essere ancor più deboli, si vuole cadere in mezzo alla strada, davanti a tutti, si vuole stare in basso, ancora più in basso”.

Trama: sono quattro gli attori principali del romanzo Tomáš, Teresa, Sabina, Franz e grazie alla vivida descrizione che Kundera ci fornisce li conosciamo da subito, ci appassioniamo alle loro vite che inevitabilmente ci ricordano alcuni aspetti della nostra. Tra le fragilità di una donna innamorata, gli ideali di un uomo passionale, il senso di libertà di una donna anche troppo moderna e la sensibilità di un uomo torturato dall’amore si delinea il pathos che caratterizza il libro. Complicate e contorte si rivelano le loro storie d’amore e vicissitudini, mai noiose, sullo sfondo della Praga del ’68 che sta per essere invasa dall’Unione Sovietica. Il quadrilatero amoroso oscilla tra il freddo libertinismo e l’amore compassionevole.

“Forse non siamo capaci di amare proprio perché desideriamo essere amati, vale a dire vogliamo qualcosa (l’amore) dall’altro invece di avvicinarci a lui senza pretese e volere solo la sua semplice presenza”.

“Tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci guardi. A seconda del tipo di sguardo sotto il quale vogliamo vivere, potremmo essere suddivisi in quattro categorie. La prima categoria desidera lo sguardo di un numero infinito di occhi anonimi: in altri termini, desidera lo sguardo di un publico. […] La seconda categoria è composta da quelli che per vivere hanno bisogno dello sguardo di molti occhi a loro conosciuti […] C’è poi la terza categoria, la categoria di quelli che hanno bisogno di essere davanti agli occhi della persona amata […] E c’è infine una quarta categoria, la più rara, quella di coloro che vivono sotto lo sguardo immaginario di persone assenti. Sono i sognatori. Ad esempio Franz”.

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