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Le Vie dei Tesori: due fine settimana alla scoperta dei luoghi di Siracusa


News Siracusa: i fiumi, i papiri, le catacombe, il teatro, lo splendore candido di Ortigia. Difficile raccontare in poche righe Siracusa. Siracusa la greca che competeva con Atene, Siracusa patria di Archimede, Siracusa la capitale dell’Impero bizantino, Siracusa distrutta dal terremoto del 1693 e rinata barocca. Siracusa Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Siracusa che compie 2750 anni dalla sua Fondazione. È la città dove dominarono i Tiranni, da dove sono passati Greci e Aragonesi, che bandì gli ebrei e accolse il Caravaggio in fuga. Dove un Palazzo Arcivescovile nasconde anime e luoghi inediti, ma ci si può perdere tra ipogei e Latomie.

Il Festival Le Vie dei Tesori, dopo dieci anni di successi a Palermo, approda a Siracusa grazie alla volontà e al supporto dell’Assessorato regionale ai Beni culturali e alla collaborazione di tutte le istituzioni del territorio. L’inizio di una nuova sfida per una manifestazione insignita dalla medaglia di rappresentanza del presidente della Repubblica che, nella città in cui è nata, l’anno scorso si è chiusa con 215 mila visitatori in 15 giorni, quanti ne fa il Colosseo, il luogo più visitato d’Italia.

A Siracusa, Le Vie dei Tesori riaprono dopo oltre vent’anni il carcere ottocentesco voluto dai Borbone; poi scoprono la Cappella Sveva e il Carcere proprio nel cuore del Palazzo Arcivescovile; il parco di Villa Landolina che non è altro che il giardino del Museo archeologico Paolo Orsi, l’antichissima chiesa di San Martino e San Giovannello, a cielo aperto, oltre ai magazzini di Torre dell’Aquila che ospitavano le catapulte, e al S’AC, lo spazio per l’arte contemporanea nell’ex convento di Sant’Agostino. E saranno proprio Le Vie dei Tesori a inaugurare la nuova sede della biblioteca provinciale “Elio Vittorini”, con lo studio dello scrittore, i suoi manoscritti, le lettere e le cartoline private. Ma non ci si ferma qui, sono ventinove i luoghi di questa prima edizione, molti dei quali inaccessibili, tra chiese, cappelle, rifugi antiaerei, conventi.

Le Vie dei Tesori li racconterà in quella maniera inedita che è ormai il segno distintivo del Festival palermitano che dopo 10 anni ha deciso di allargarsi all’intera Sicilia, dopo aver guadagnato, per il secondo anno consecutivo, la medaglia di rappresentanza del presidente della Repubblica e i patrocini di Senato, Camera, Ministero dei Beni culturali, ed aver contribuito alla designazione di Palermo a Capitale della Cultura 2018. L’anno scorso Le Vie dei Tesori ha chiuso l’edizione 2016 con una ricaduta di ricchezza turistica per Palermo di oltre due milioni e mezzo di euro.

E così esplorerà – per due weekend, dal 15 al 17 settembre, poi dal 22 al 29,anteprima della nuova sfida del capoluogo, che sarà come da tradizione, nei cinque fine settimana di ottobre – la città sotterranea, la città religiosa, la città greca e la città ebraica. Un patrimonio straordinario che, con Le Vie dei Tesori, si mostra con l’orgoglio della sua storia: ai cittadini, che attraverso i luoghi, recuperano memoria e senso d’identità; e ai turisti, che già numerosi arrivano in città. Ventinove luoghi da scoprire grazie alla volontà dell’Assessorato regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana, e in collaborazione con le istituzioni del territorio. Interessanti e coinvolgenti le “passeggiate”, veri e propri tour immersivi a tema lungo i luoghi, condotte da specialisti, botanici, guide, appassionati.

 “Facendo ‘tesoro’ dei risultati straordinari ottenuti a Palermo in questi ultimi dieci anni, d’intesa con gli ideatori dell’iniziativa, abbiamo voluto estendere il modello vincente de Le Vie dei Tesori anche ad altre città dell’Isola, tra cui Siracusa, da sempre centro d’arte inserita pienamente negli itinerari turistici nazionali e internazionali – dichiara l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Carlo VermiglioÈ una scommessa che quest’Amministrazione, seguendo un preciso indirizzo politico-culturale, intende giocare fino in fondo, investendo sulla bellezza del patrimonio e costruendo un sistema strategico tra istituzioni pubbliche, associazioni e fondazioni finalizzato a sviluppare modelli di interpretazione e valorizzazione dei nostri beni. Le Vie dei Tesori non è solo una manifestazione di alto rilievo culturale, caratterizzata da una comunicazione innovativa ed efficace, ma è un’occasione di sviluppo del territorio. E Siracusa potrà ampliare, in questa occasione, l’offerta culturale proponendo anche monumenti fino ad oggi chiusi al pubblico: dal Carcere Borbonico alla Cappella sveva”.

 “Le Vie dei Tesori, in questa versione che travalica i confini di Palermo – afferma l’assessore al Centro storico e ai Beni Culturali di Siracusa, Francesco Italia – è un’occasione per far riappropriare i siracusani di Siracusa e, direi, i siciliani della Sicilia. L’Amministrazione, sin dal suo insediamento, si spende per rendere fruibile il patrimonio storico comunale, ed è con soddisfazione che rilevo come gli organizzatori abbiano inserito nel loro percorso ben 4 siti da noi aperti in questi anni. Nel 2750esimo anniversario della fondazione della città non potevamo non accogliere la proposta di Laura Anello e contribuire a replicare a Siracusa quanto accade già a Palermo con successo. I collegamenti e la sinergia tra i territori di maggiore valore storico e artistico sono una delle armi vincenti di cui dispone la Sicilia per valorizzare un patrimonio ancora in parte sconosciuto”.

“Per Palermo Le Vie dei Tesori è stata ed è, una grande occasione di riappropriazione della città da parte dei cittadini e di promozione verso il mercato turistico – dice Laura Anello, giornalista e presidente dell’associazione Onlus che organizza la manifestazione – speriamo lo sia anche a Siracusa, dove le dominazioni si sovrapposero le une sulle altre, lasciando ognuna traccia del passaggio. Orme che oggi ritornano alla luce, grazie alla collaborazione tra le istituzioni e le associazioni cittadine. Le Vie dei Tesori nasce dall’impegno di un gruppo di giornalisti, operatori culturali e professori universitari decisi a impegnarsi per la valorizzazione della Sicilia e vuole agire da lievito delle energie che già esistono. Costruendo reti si va lontano. Il festival propone un modello innovativo e virtuoso di gestione dei beni culturali, messi a sistema, promossi insieme, fruibili con un unico strumento”.

“Le Vie dei Tesori – aggiunge Bernardo Tortorici di Raffadali, presidente degli Amici dei Musei siciliani, partner della manifestazione – non apre e basta. Apre e racconta. Le visite guidate sono il vero tesoro di questa manifestazione, quelle che possono trasformare anche un rudere in un luogo imperdibile, se racconta una bella storia. Ringrazio i giovani volontari che anche quest’anno, con enorme fatica, accoglieranno i visitatori, coadiuvati dai ragazzi delle scuole in alternanza scuola-lavoro che abbiamo formato negli scorsi mesi”.

Per due weekend di settembre, Siracusa aprirà le sue porte offrendo visite guidate con un contributo da 1 a 2 euro. E c’è pure Le Vie dei Tesori Card, per chi vuole sostenere il Festival e non perdersi nulla in tutte le città del circuito, in collaborazione con Trenitalia. Un passaporto per l’arte, con cui visitare la Sicilia come non l’avete mai vista.

Le Vie dei Tesori quest’anno racconterà anche Agrigento, Messina e Caltanissetta, prima di dedicarsi come sempre a Palermo dove l’anno scorso ha raccolto un successo veramente straordinario. E dove quest’anno, nei cinque weekend compresi tra il 29 settembre e il 29 ottobre, aprirà 110 luoghi, 110 tour urbani, organizzerà una grande Notte bianca dell’Unesco, un Festival tutto dedicato ai bambini e un calendario di incontri, concerti, spettacoli.

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