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Olio tunisino: l’UE decide un’aumento dell’importazione, in Italia danni ai produttori e ai consumatori


olio - siracusatimesNews: sempre più gravi le conseguenze della politica estera nei confronti del settore primario in Italia. E intanto gli agricoltori scendono in piazza per chiedere di essere salvaguardati prima di un completo dissesto. Una crisi che negli ultimi anni che ha messo in ginocchio i siciliani per la concorrenza, sempre più sleale, da parte dei prodotti del Nord Africa, e non solo. Gli agricoltori sono in lotta per difendere, adesso, l’agricoltura ‘Made in Italy’ dalle distorsioni di mercato. La settimana scorsa è stato approvato dalla plenaria di Strasburgo il Regolamento Ue che consente di incrementare l’importazione di 35.000 tonnellate di olio di oliva senza dazio che vanno ad aggiungersi alle 56.700 già previste. Il provvedimento, proposto lo scorso settembre dalla Commissione europea, risponde alla necessità di sostenere l’economia della Tunisia.

Una decisione che preoccupa in Italia. Anche il ministro Martina si è dichiarato contrario all’incremento del contingente oleario tunisino e ha annunciato controlli più intensi contro le possibili frodi che potrebbero innescarsi. “Chiedo alla Commissione europea di rivedere la decisione sull’aumento di 35mila tonnellate dell’importazione in Europa di olio dalla Tunisia”. Così il ministro dell’agricoltura, Maurizio Martina, aveva dichiarato a margine della sua partecipazione al consiglio dei ministri del settore primario, sulla proposta di ampliare l’import di olio dalla Tunisia nell’Ue.

Un problema di tracciabilità. Il problema, quando si parla di olio di oliva e di molti altri prodotti, è legato quasi sempre alla scarsa tracciabilità. Ad esempio, chi esporta dall’Italia olio importato da altri paesi, lo fa allo scopo di beneficiare indebitamente della buona reputazione dell’olio italiano. Inoltre, non è obbligatorio inserire nell’etichetta la provenienza dell’olio, infatti può essere camuffato con diciture e marchi di diverso tipo, purchè evidenzino il made in italy.

Un danno ai produttori e ai consumatori italiani. Una quota aggiuntiva di 35mila tonnellate di olio in più all’anno da qui al 2017, rappresenta un colpo duro agli agricoltori italiani che già faticano a far rispettare il marchio Made in Italy in tutto il mondo. I produttori, giustamente, temono un abbassamento dei prezzi eccessivo, causato dall’arrivo massiccio di altro olio a basso costo. E’ incomprensibile che una filiera come quella dell’olio in Italia non possa fare affidamento sulle peculiarità che ogni territorio, ogni produttore, piccolo o grande che sia, è in grado di esprimere e raccontare, anche attraverso l’etichetta. Fino a quando il mercato italiano non verrà tutelato dal mare magnum dei prodotti stranieri, e nei termini di legge rimane tutto uguale, i consumatori non potranno scegliere senza conoscere tutti i fattori della qualità dell’olio e di tutti gli altri prodotti di qualità made in italy.

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