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Insulti sul web, da Siracusa, alla nota blogger Selvaggia Lucarelli


News Siracusa: lei le chiama semplicemente “storie tristi“. In realtà, però, non parliamo solo di storie tristi ma di “mostruosità” dettate dal web 2.0. Un mondo, quello virtuale, dove regna sovrana la spavalderia e lo sproloquio gratuito. Un mondo, quello del web, dove gli insulti volano veloci e taglienti come una lama verso chiunque provi, in qualche modo, a contrastare tutto quanto di più violenti, feroce e “macabro” si nasconda dietro dei semplici post.

Impegnata nella lotta contro il cyberbullismo la blogger Selvaggia Lucarelli non è rimasta indenne alla sua stessa lotta. Da tempo, ormai, chi la segue avrà sicuramente notato il “tappeto” di insulti che la donna è costretta a “ripulire” ogni giorno.

Vittima della sua stessa lotta? Non crediamo. La Lucarelli, infatti, acuta ed attenta penna ha fatto di questi insulti un punto di forza per poter smascherare, in qualche modo, il male del secolo chiamato cyberbullismo.

Un fenomeno tanto sottile quanto estremamente violento che ha portato molti giovanissimi e gesti estremi. Insulti. Sproloqui. Violenza verbale. E’ questo quello che si evince ad moltissimi screen che la donna pubblica con cadenza quasi quotidiana nella sua pagina social.

Mentre la Lucarelli si schiera in prima linea puntando il dito contro i bulli del condominio “virtuale” che si affaccia, con ferocia, sul mondo gli insulti dei “leoni da tastiera”, nei suoi confronti continuano a piovere insistentemente messaggi quasi vessatori.

Ieri l’ultimo screen pubblicato dalla Lucarelli è saltato ai nostri occhi proprio perché gli insulti, questa volta, provengono proprio dalla nostra città, Siracusa. L’epilogo, per il ragazzino, che ha deciso di scrivere privatamente a Selvaggia Lucarelli non è stato di certo dei migliori. “I famosi pastori so’ pecore” scrive la Lucarelli riferendosi alla lotta che ha intrapreso contro il gruppo social più discusso del momento.

E agli insulti la Lucarelli ha semplicemente risposto, come si legge dall’immagine: “Sei a Siracusa, ottimo. So dove inviare questo materiale. Ciao“. Quanto accaduto, infatti, come si legge tra i vari commenti è stato segnalato dalla stessa blogger alla preside della scuola frequentata dal ragazzo che ha poi risposto, sempre tramite messaggi privato scrivendo: “Ho appena ricevuto la chiamata della scuola, domani mia madre parlerà con la preside. Spero che questa vicenda possa finire per il meglio“.

Nulla da aggiungere su quanto accaduto. Le parole risulterebbero superflue e i lettori si spaccherebbero in due fazioni: chi condanna il gesto e chi, invece, pensa ad una “semplice” ragazzata.

Di certo, però, abbiamo i dati pubblicati dal sito Orizzonte Scuola: “E’ quanto emerge dai risultati di un’indagine di Skuola.net e Osservatorio Nazionale Adolescenza su circa 8mila adolescenti di 18 regioni italiane. Analizzando la fascia del campione tra i 14 e i 18 anni, salgono al 28% le vittime di bullismo (nel 2016 erano il 20%, quindi un aumento del 40%), mentre circa l’8,5% è preso di mira sul web e sui social (6,5% lo scorso anno, quindi un aumento del 30%). Circa l’80% di questi ultimi, è oggetto di insulti e violenze sia nella vita online che in quella reale. E’ proprio il cyberbullismo a presentare risvolti particolarmente oscuri, rispetto al corrispettivo offline. Tra le vittime sistematiche delle prevaricazioni digitali, a volte anche quotidiane, il 59% ha pensato almeno una volta al suicidio nel momento di sofferenza maggiore“.

Albert Einstein, in una citazione a lui attribuita, disse: “Temo il giorno in cui la tecnologia andrà oltre la nostra umanità…”. Chiudere così, con una citazione di uno che non era di certo l’ultimo degli sciocchi ci sembrava più che doveroso.

 

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