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Indagini al comune di Siracusa, Zappulla e Princiotta: “Si faccia piena luce, verità e giustizia; pieno apprezzamento e sostegno all’azione della magistratura ma la politica e la classe dirigente hanno l’obbligo di intervenire”


Princiotta - Zappulla Siracusa TimesNews Siracusa: “I provvedimenti assunti dalla magistratura in queste settimane, indagini e avvisi di conclusione, stanno a dimostrare in modo inequivocabile che le riserve, le preoccupazioni e le denunzie politiche realizzate da più parti e da noi in particolare in questi anni non erano pretestuose né strumentali ma concrete e fondate. Se la magistratura ha ritenuto di intervenire è del tutto evidente che ha avuto modo di riscontrare elementi veri e concreti.

Alle forze dell’ordine, alla magistratura siracusana e al  Procuratore della Repubblica vanno il nostro apprezzamento e sostegno perché piena luce, verità e giustizia vengano fatte su tutto quanto attiene la regolarità delle procedure e delle scelte, affermando la doverosa trasparenza e legalità in ogni atto politico e amministrativo della città.

A loro il compito e la prerogativa di accertare i fatti e le eventuali responsabilità penali con i provvedimenti conseguenti. Attendiamo, quindi, con fiducia il completamento delle istruttorie e le decisioni conseguenti.

Ma il non sostituirsi al ruolo degli inquirenti non assolve la politica e la classe dirigente. L’asticella della legalità e della trasparenza va tenuta, infatti,  altissima senza alcun accomodamento né cedimento. In questi anni, invece, ogni qual volta è stato posto un rilievo critico su ipotesi di anomalie negli appalti, sulla gestione di servizi o incompatibilità e così via, abbiamo riscontrato singolari silenzi o, peggio, fastidi e polemiche inutili e speciose. Fino ai tentativi gravissimi di applicare la vecchia e odiosa arma della denigrazione e della attivazione della  macchina del fango.

Ritorniamo ad affermare che, fermo restando l’autonomia della magistratura nelle indagini e nell’assumere tutti i provvedimenti che si ritiengono doverosi, questo di norma avviene perché su vicende simili c’è il vuoto e l’immobilismo della politica.

Sulla conclusione delle indagini, in particolare, comunicata al Presidente del consiglio comunale un conto è rispettare le decisioni che saranno assunte dagli inquirenti altro è non rendersi conto che con quelle ipotesi di reato estremamente gravi non può restare al suo posto. Ci sono i valori dell’etica e della morale che impongono le dimissioni di Sullo da presidente del consiglio comunale. Così come riteniamo che il dott. Pisana, fino alle conclusioni della vicenda, dovrebbe essere destinato ad altri incarichi e al Sindaco rinviamo la decisione.

La politica e le istituzioni hanno il dovere di intervenire senza timori, senza girarsi dall’altra parte, senza diplomazia, assumendosi la responsabilità degli atti e indirizzi. Lo diciamo con la franchezza che occorre: nessuno può liquidare il giudizio  affermando che si tratta di vicende antiche, legate a precedenti amministrazioni. E’ chiaro che alcune questioni affondano le radici negli anni e in responsabilità precise della destra siracusana. Ma come non fare a capire che riguardano anche il tempo dell’attuale legislatura e rischia di coinvolgere trasversalmente diversi soggetti?

Qualora l’attuale Presidente venisse rinviato a giudizio, con quelle accuse, crediamo, inoltre,  che il Comune di Siracusa debba costituirsi parte civile perché quei reati li avrebbe commessi nel ruolo apicale di massimo esponente del consiglio, ledendo pesantemente l’immagine dell’assise, dei consiglieri e della stessa Amministrazione.

Ci aspettiamo, infine, che queste vicende sveglino le coscienza dei dormienti, di quanti pensano che si tratta di questioni personali. Perché in ogni partito e schieramento, di maggioranza e di opposizione, si alzi l’indignazione contro ogni atto violento e illegale, perché torni il libero confronto delle idee, anche aspro e duro ma nel rispetto delle opinioni di tutti nell’interesse generale della città e della comunità.

Il primato della politica si afferma assumendosi le responsabilità”.

 

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