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Il manifesto di Siracusa “Città Educativa”: 15 ambasciatori impegnati per una città aperta e solidale


Locandina Siracusa Times (2)News Siracusa: tutta la città educa, ogni giorno attraverso le sue attività e l’impegno di tanti soggetti che si spendono per la crescita civile e sociale della collettività, ciò perché l’educazione è un “bene comune” e non è appannaggio di pochi. È questo lo spirito del “Manifesto per un patto educativo della città di Siracusa” presentato ieri sera nel giardino dell’Artemision di palazzo Vermexio (LEGGI QUI).

Le principali istituzioni impegnate sul fronte dell’educazione, i rappresentati delle forze dell’ordine e decine di associazioni hanno sottoscritto il Manifesto; soprattutto ad apporre la firma sono stati 14 esponenti del mondo della cultura, dell’impegno civile e dello sport che saranno gli ambasciatori di Siracusa Città Educativa. Ai 14 annunciati nei giorni scorsi, ieri, a sorpresa, è stato inserito anche il sindaco Giancarlo Garozzo, che si aggiunge a: l’attrice Galatea Ranzi, Stefano Barrera, Irene Burgo, Sandro Campagna, Lisa Cataldo (sindaco del Consiglio comunale dei ragazzi), Courage Dafeh, Enzo Maiorca, Alfredo Mauceri, Antonio Nicastro, Ramzi Harrabi, Lisa Rubino, Franco Sciuto, Andrea Sottil, Riccardo Taverna.

Il progetto non nasce in sede locale ma è il frutto dell’adesione di Siracusa a “La carta delle città educative”, sottoscritta un anno e mezzo fa a Barcellona, in Spagna, dall’assessore alle Politiche educative, Valeria Troia, che ha fatto da padrona di casa. Il fulcro dell’attenzione sono sempre i bambini (attiva, infatti, è la collaborazione dell’Ufficio scolastico e del coordinamento dei presidenti dei consigli di istituto guidato da Prospero Dente), ma l’idea è la promozione dell’educazione diffusa, a prescindere dall’età, affinché ciascuno dia il proprio contributo per la crescita collettiva di una vera e propria comunità. La città educativa – si legge nel manifesto – “reinventa e valorizza le relazioni”, è “una città partecipata e, quindi, democratica”, educa alla sostenibilità e “assume il cambiamento nel suo straordinario valore”, “non relega l’educazione a luoghi specifici”, “è ricca come l’umanità che la abita”, “garantisce a tutti pari opportunità”.

“Numerosi soggetti si sono messi in gioco – ha detto il sindaco Garozzo – e hanno accettato la proposta di collaborare, ciascuno per le proprie competenze, a realizzare una città aperta e solidale. Tutti devono essere protagonisti di questo percorso; soprattutto i giovani ai quali dico sempre di aggredire la vita, di non aspettare che le opportunità arrivino ma di crearle. Le istituzioni e gli adulti hanno il dovere di agevolare questo percorso. Si tratta di un cambio di mentalità i cui effetti vedremo nei prossimi anni”.

Sulla spinta dell’adesione a “La carta delle città educative”, l’Amministrazione ha messo già in campo decine di iniziative in tutti i quartieri della città sui temi più svariati e che hanno visto la partecipazione di tante associazioni e della Consulta degli studenti. Iniziative che sono servite ad allargare la partecipazione al progetto e che in futuro proseguiranno seguendo i principi fissati nel manifesto e secondo 4 macroaree: inclusione e recupero sociale; partecipazione e beni comuni; stili di vita e sostenibilità ambientale; educazione e cultura.

“I progetti – ha spiegato l’assessore Troia – seguono le indicazioni fornite da una cabina di regia che conferisce omogeneità alle varie iniziativa, non secondo un principio dirigistico ma privilegiando il confronto e lo scambio di idee. Da questo punto di vista, la sfida è fare rete per guardare al futuro ed essere in grado di affrontarlo attraverso la partecipazione, dentro i valori della corresponsabilità, per superare ogni forma di discriminazione, anche di genere. Bisogna guardare al domani con occhi diversi, per la costruzione di nuove forme di partecipazione e, quindi, per far progredire la democrazia”.

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