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Il Comune sotto inchiesta, il Movimento 5 stelle: “dimettetevi e liberate Siracusa”


rsz_immagineNews Siracusa: il Comune sotto inchiesta. Come i partiti si rimpallano le responsabilità, mentre la città affonda. Così esordisce Stefano Zito, deputato regionale e protavoce provinciale del Movimento 5 Stelle, per descrivere le ultime vicende giudiziarie che hanno coinvolto Sindaco, Giunta, Consiglieri e Uffici vari.

“Una situazione simile  – spiega Zito – non si ricordava da tempo, o forse non era mai capitata. Oggi più che mai si ha l’impressione che il Procuratore Giordano abbia impresso un nuovo corso alla giustizia siracusana e che questo stia portando a galla un malaffare tenuto nascosto per molti anni, o semplicemente “tollerato” da troppi e per troppo tempo”.

“Lungo è stato il dominio del centro-destra siracusano – prosegue Zito –  con le sindacature Bufardeci e Visentin, protagonisti di alcune delle operazioni più “avventate” che si siano mai viste. Basti pensare all’operazione SOGEAS/SAI8, alle continue proroghe per il servizio di raccolta dei rifiuti, alle innumerevoli convenzioni e affidamenti a cooperative di molti dei servizi comunali. E proprio da questi fatti partono le recenti inchieste su asili nido e impianti sportivi”.

Poi Stefano Zito si rivolge all’amministrazione Garozzo: in questi mesi si è sentita una amministrazione, vantarsi, saggiamente, di aver messo a gara diversi appalti, che prima venivano assegnati per mezzo di convenzioni private o affidamenti diretti. Ma i risultati non sono stati all’altezza delle aspettative, anzi. Tradita la promessa del ritorno alla gestione pubblica del servizio idrico; fallimentare la promessa di una gestione più virtuosa del ciclo dei rifiuti, diversi gli appalti in cui si presentava un singolo concorrente con offerte economiche di ribasso da prefisso telefonico; il trasporto pubblico locale inesistente; la gestione privatistica dei siti culturali ed altro ancora”.

“Persino all’apertura del processo – ancora Zito –  “Fantassunzioni” il 21 settembre scorso si è dovuta lamentare  la mancata presenza del Sindaco. Avrebbe dovuto presenziare per la costituzione di parte civile del Comune contro 6 ex consiglieri, di cui uno attualmente in carica. Per conto del Comune, a costituirsi parte civile, ha sopperito il MoVimento 5 Stelle locale nella persona di Stefano Zito, anche se, è notizia di qualche giorno fa, l’amministrazione è corsa ai ripari, costituendosi direttamente parte civile in data 07 Ottobre. Per non parlare dello scandalo “Gettonopoli” che ha screditato l’intero consiglio comunale, con qualche rarissima eccezione. Oltre 1.200 riunioni di commissioni nel 2014, per un costo di più di 1 mln e mezzo di euro, tra gettoni di presenza e rimborsi alle società private, numeri da capogiro se confrontati con altre città italiane. Ci si chiede come mai nessun consigliere abbia avuto mai il coraggio di denunciare questo vergognoso andazzo, almeno da un punto di vista morale”.

“Nessuno, allora, pagò per questi comportamenti, almeno da un punto di vista politico. Ora è Antonio Sullo a rassegnare le dimissioni da Presidente del Consiglio Comunale. Avrebbe dovuto farlo lo scorso Marzo, lo fa adesso in seguito alla vicenda che lo vede coinvolto in una storia di “presunte” minacce alla consigliera Simona Princiotta“. Stefano Zito tocca proprio l’argomento, tra le polemiche di questi ultimi giorni: “sono stati resi noti, dai media locali, stralci della conversazione “registrata” tra la consigliera e l’ex presidente Sullo. Qualche passaggio ci incuriosisce più di altri. Quello in cui Sullo afferma (senza vergogna) “...lo hai capito che la mafia sono i politici? Hai capito dove siamo andati a finire?”, ma soprattutto la frase criptica che la consigliera Princiotta pronuncia, e che, forse, il giornalista non riporta: “…io pensavo di toccare cretinate. Perché tu lo sai che gli interessi sono nelle cose…”. Bene. Anche se si può solo immaginare a cosa si riferisca la consigliera, appare invece molto chiaro come tutta la politica, destra-sinistra-centro-sopra-sotto, abbia operato una vera e propria spartizione dei beni pubblici a vantaggio di pochi, e a danno di molti”.

“E’ indispensabile sottolineare che – conclude Zito  –  se la politica ha le sue colpe, dietro la politica c’è un apparato burocratico molto spesso piegato agli interessi e ai diktat di quegli stessi organismi. Il marcio, purtroppo, è ovunque oramai. Ben vengano le inchieste giudiziarie, se i partiti politici non riescono a fare da soli pulizia al loro interno. Davanti a questa situazione paradossale ci si aspetterebbe dal Sindaco, dalla Giunta, dal Consiglio Comunale, un gesto di rispetto per la città”

 

 

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