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Il Governo dichiara guerra alle “cicche”. Multe per i fumatori meno ambientalisti


sigaretteNews: avviso per i fumatori, niente allarmi sul rischio di vita o i danni che arreca alla salute. Questa volta le conseguenze sono al portafogli. Una multa da 30 a 300 euro: tanto può costare, dal prossimo 2 febbraio, gettare un mozzicone di sigaretta per terra o nelle acque e negli scarichi.

Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del disegno di legge sulla Green economy, comincia il conto alla rovescia verso le sanzioni nei confronti dei fumatori meno ambientalisti.

Il Governo ci guadagna e anche noi. <<Il 50% delle somme derivanti dalle sanzioni – dice la legge – e’ versato all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnato ad un apposito Fondo istituito presso lo stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e destinato” sia all’installazione dei raccoglitori sia alla pubblicità informativa. Il restante 50% è destinato per le stesse ragioni ai comuni in cui sono state accertate le relative violazioni nonché alla pulizia del sistema fognario urbano>>.

I numeri, come sempre, dicono la verità. Un mozzicone gettato a terra o, peggio, in una spiaggia o in un giardino, contiene circa 4mila sostanze tossiche e ha un tempo complessivo di degradazione attorno ai 10 anni. Al danno ambientale si somma poi il costo per la rimozione e lo smaltimento del mozzicone.

Come possiamo liberarci da questo scempio? Molte amministrazioni comunali hanno provato a battere la pista della “linea dura”, con multe salate che colpiscono il gesto insensato di gettare un mozzicone su un marciapiede. Ma la repressione non ha portato a risultati particolari, anche perché non si può chiedere ai vigili di stare con il blocchetto delle multe in mano per colpire una cosi banale inciviltà. Hanno funzionato meglio di alcune campagne, con la quale sono stati distribuiti gratuitamente, con tanto di sponsor, alcuni piccoli contenitori per raccogliere le cicche. Ma la vera spinta al cambiamento, quella che ci può portare fuori dal tunnel, arriva come al solito con la mobilitazione spontanea dei cittadini.

Verso il riciclo. A forza di battere il tasto dei gesti semplici e naturali, si potrà anche arrivare, grazie alla ricerca ma innanzitutto dopo qualche decisione di natura politica e amministrativa, al recupero dei mozziconi. Al momento, a parte quelli che finiscono nei luoghi sbagliati, comprese le reti idriche con il rischio di inquinamento dell’acqua, il capolinea della cicca è la discarica.Pare, infatti, che con una catena di smaltimento e di recupero che funziona, le dannose cicche di sigarette sono in grado di trasformarsi in biogas o in materiali con i quali si realizzano fertilizzanti di nuova generazione.

Il primo passo verso il cambiamento. Ma questo è il capitolo che riguarda la scienza, la tecnologia, l’economia. Prima, però, ci siamo noi. Ciascuno di noi che, guardandosi allo specchio prima di gettare una cicca per terra, potrebbe porsi la  domanda: <<a casa vostra, gettereste mai un mozzicone di sigaretta su un tappeto, a terra in un salotto?>>. La risposta è ovvia: <<no, mai>>. Dunque, se non pensiamo, neanche per un attimo, di farlo nelle nostre case private, perché cediamo alla debolezza di farlo, con tanta continuità, nelle nostra case pubbliche, le città? È ora di dirlo ad alta voce, e di praticarlo: Basta mozziconi a terra!

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